Papa Francesco in Egitto: “Dio guarda anima e cuore e detesta ipocrisia”

Papa Francesco all'Air Defense Stadium al Cairo, in Egitto.
Papa Francesco all’Air Defense Stadium al Cairo, in Egitto. (Ansa/Epa-ph Mohamed Hossam)

Dopo l’intensa giornata di ieri, in cui hanno prevalso le dimensioni istituzionali, interreligiose ed ecumeniche, con gli incontri col presidente egiziano Al-Sisi, il discorso all’Università Al-Azhar e la visita al patriarca copto ortodosso Tawadros II, oggi papa Francesco ha concluso la sua visita in Egitto dedicandosi interamente, sempre al Cairo, all’aspetto pastorale, con l’abbraccio della piccola ma vivace comunità copto cattolica. Il programma ha previsto la messa del Pontefice nello stadio dell’Aeronautica, in un contesto praticamente “blindato”. Vi hanno partecipato, oltre a rappresentanti governativi, anche molti musulmani e copto ortodossi.

“Per Dio è meglio non credere che essere un falso credente, un ipocrita!”, ha detto Papa Francesco durante la messa al Cairo, nell’Air Defense Stadium. “Non serve riempire i luoghi di culto se i nostri cuori sono svuotati del timore di Dio e della sua presenza – ha affermato -, non serve pregare se la nostra preghiera rivolta a Dio non si trasforma in amore rivolto al fratello, non serve tanta religiosità se non è animata da tanta fede e da tanta carità; non serve curare l’apparenza, perché Dio guarda l’anima e il cuore e detesta l’ipocrisia”. “Dio gradisce solo la fede professata con la vita, perché l’unico estremismo ammesso per i credenti è quello della carità! Qualsiasi altro estremismo non viene da Dio e non piace a Lui!”.

“Smascherare violenti,terrore falsifica Dio”
“In quanto responsabili religiosi, siamo chiamati a smascherare la violenza che si traveste di presunta sacralità”, così come “a portare alla luce i tentativi di giustificare ogni forma di odio in nome della religione e a condannarli come falsificazione idolatrica di Dio”. E’ un appello forte ai leader di tutte le fedi quello che Papa Francesco ha lanciato dalla tribuna di Al-Azhar, la massima università dell’Islam sunnita, centro di formazione di migliaia di imam e predicatori, partecipando oggi, su invito del grande imam Ahmed Al-Tayyeb, alla Conferenza internazionale per la Pace lì organizzata.

Una visita storica, quella del Pontefice, in un momento in cui altissime sono le tensioni per il terrore di matrice religiosa, che il Santo Padre, alla presenza anche di altri leader e patriarchi come quello di Costantinopoli Bartolomeo, propone di combattere alla radice. “La violenza è la negazione di ogni autentica religiosità”, ha detto pensando al Monte Sinai – dove oggi, tra l’altro, i cristiani sono messi in fuga dagli attacchi dell’Isis – da dove fu tramandato il comandamento “non uccidere”. “Nessuna violenza può essere perpetrata in nome di Dio, perché profanerebbe il suo nome”, ribadisce.

In serata il rientro a Roma – Alle 16.45 la cerimonia di congedo all’aeroporto internazionale del Cairo e alle 17.00 la partenza del volo di ritorno per Roma, con arrivo previsto a Ciampino alle 20.30. Durante il volo, il Papa dovrebbe come sempre rispondere alle domande dei giornalisti.