Migranti, Francia e Spagna:”No nei nostri porti”. L’Austria schiera l’esercito

migranti navi barconiLa Francia e la Spagna si dicono contrari all’idea di permettere lo sbarco dei migranti soccorsi nel Mediterraneo centrale nei loro porti, mentre l’Austria minaccia di schierare l’esercito al Brennero se “l’afflusso di migranti dall’Italia non diminuirà.

Il ministro della Difesa austriaco Hans Peter Doskozil ha annunciato che “molto presto saranno attivati controlli alle frontiere e ci sarà bisogno di un dispiegamento dell’esercito  fino a 750 uomini – indispensabile se l’afflusso di migranti dall’Italia non diminuisce”.

Sono già stati portati al Brennero quattro mezzi corazzati Pandur delle Forze armate austriache che potrebbero essere impiegati nelle operazioni di controllo sull’immigrazione. Come scrive l’agenzia austriaca Apa, il dispositivo potrebbe essere attivato nel giro di tre giorni e comprende 750 militari, 450 dei quali saranno messi a disposizione da reparti stanziati nella regione del Tirolo, mentre i restanti verrebbero dal comando militare della Carinzia.

In sostanza, la situazione resterebbe così com’è, cioè le navi delle Ong continueranno ad approdare nel sud Italia, a meno che il governo italiano punti i piedi e faccia valere le proprie ragioni facendo attraccare nei porti del sud Italia, come ha detto, solo navi che battono bandiera italiana.

La Commissione Ue è al lavoro per preparare alcune “misure concrete” sul dossier migranti, dopo l’incontro dei ministri dell’Interno di Francia, Germania, e Italia e del commissario Ue Dimitris Avramopoulos a Parigi di domenica, ed in vista dell’incontro informale dei ministri dell’Interno Ue di giovedì a Tallin. Le misure saranno discusse al collegio dei commissari domani, martedì. Lo annuncia un portavoce della Commissione europea.

Il nodo più difficile da sciogliere all’incontro informale dei ministri dell’Interno Ue a Tallin – secondo quanto apprende l’Ansa da varie fonti a Bruxelles – sarà l’ipotesi di far sbarcare i migranti soccorsi in porti di altri Paesi Ue. Difficoltà si registrano anche sulla questione delle risorse per il Fondo fiduciario d’emergenza dell’Unione europea per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione, al quale per il momento, gli Stati membri hanno versato solo 89 milioni di euro.

Intanto il presidente francese Emmanuel Macron, nel suo discorso davanti al Congresso ha affermato che “bisogna condurre in maniera coordinata in Europa un’azione efficace e umana che ci permetta di accogliere i rifugiati politici che corrono un rischio reale perché fa parte dei nostri valori, senza confonderli con i migranti economici (quelli senza lo status per essere tutelati come profughi) e senza abbandonare l’indispensabile mantenimento delle nostre frontiere”.

L’Onu non prevede un calo del flusso misto di migranti e rifugiati che giungono in Europa via mare: “le indicazioni di cui disponiamo non denotano un rallentamento degli arrivi in Libia, il che significa che un più ampio numero di persone potrebbe continuare a provare di lasciare il paese tramite la rotta del Mediterraneo centrale”, ha detto l’inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo centrale, Vincent Cochetel, ricordando che dall’inizio dell’anno 84.830 migranti e rifugiati sono giunti in Italia via mare con un aumento del 19% rispetto all’anno scorso.