Carceri, anche i penalisti si lamentano: "Presto, fate qualcosa"

Manifesti affissi in tutti gli uffici giudiziari italiani, mobilitazioni con assemblee, convegni, conferenze stampa da Nord a Sud, per chiedere alle forze politiche di utilizzare gli “ultimi scampoli di legislatura per assumere provvedimenti che il dramma sociale delle carceri

impone”: il 22 novembre, data dell’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria indetta dall’Unione Camere Penali per denunciare le “intollerabili condizioni dei penitenziari”, sarà un’occasione per mobilitare l’interno Paese su un tema che, come recita il manifesto dell’astensione, non può più aspettare.

In tutta Italia – si legge in una nota – gli avvocati delle Camere Penali osserveranno un minuto di silenzio, all’apertura delle udienze, come ulteriore forma di denuncia e lo stesso avverrà al Congresso nazionale forense, che si aprirà a Bari in quel giorno.

A Roma, alle 10,30, si terrà una manifestazione nell’aula ‘Occorsio’ di piazzale Clodio a cui parteciperanno, oltre all’avvocato Alessandro De Federicis, responsabile dell’Osservatorio Carcere dell’Ucpi, anche il presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli, il numero due del Dap, Luigi Pagano e il presidente di Antigone Patrizio Gonnella.

Una partecipazione “significativa”, che mette in luce come “sull’emergenza carceri l’avvocatura penale si rivolga a tutte le componenti del pianeta giustizia”. Anche il leader dei Radicali Marco Pannella, che da lunedì prossimo ha indetto 4 giorni di sciopero per la battaglia sul voto ai detenuti e l’amnistia, ha dato “piena adesione e sostegno all’astensione dei penalisti”.

L’Unione Camere Penali è anche tra i firmatari del ‘Manifesto contro l’ergastolo’, in prima linea anche in questa ultima campagna lanciata da Umberto Veronesi in occasione della conferenza internazionale ‘Science for peace’.