Sciame sul Pollino, e se le scosse fossero dovute alle trivellazioni dell'Eni in Basilicata? Le procure indagano?

Estrazioni di Petrolio in Basilicata e la terra che trema sul Pollinodi Vito Barresi*

Rischio sismico e prevenzione, dissesto idrogeologico, rottamazione edilizia… petrolio e falde acquifere. Ma che succede nella Valle del Petrolio che sta proprio al piano di sotto lo sciame sismico che fa traballare ormai da mesi, ripetutamente, il Massiccio del Pollino? Sgomenti, confusi, frastornati, disorientati e persino incantati dalla superficiale leggerezza di chi usa in modo improprio la parola sciame come il dolce miele del reame, mentre la terra trema in alto, lassù nell’area del Pollino, [quote style=”boxed”]Cosa avviene in basso, a valle, in Basilicata, dove il fuoco adesso è spento e scorre l’acqua torrenziale del Basento[/quote] solo pochi trangugiano a stento l’amara soluzione ‘Giuliani’. Chiedendosi, prima di brindare alla fine delle scosse, cosa avviene in basso, a valle, in Basilicata, dove il fuoco adesso è spento e scorre l’acqua torrenziale del Basento, tanto caro al romanziere Raffaele Nigro? Può, forse, rintracciarsi un geologico nesso tra il Pollino e la Val d’Agri, tra la scossa continua e le estrazioni petrolifere permanenti dell’Eni e della Shell nei tanti pozzi di campagna? Tutto probabile. L’attività di estrazione degli idrocarburi è un’attività ad alto impatto ambientale, che nessun protocollo d’intesa potrà minimizzare, nessuna compensazione ambientale potrà banalizzare. Di fronte a un’informazione pubblica regionale e nazionale, completamente ripiegata sul risultato del terremoto e non sulle vere cause, ne parla ‘Notizie Radicali’, la testata online diretta da Valter Vecellio dove ci si chiede testualmente: “E adesso come la mettiamo? Come conciliamo la presenza di un pozzo di reiniezione in una zona ad alto rischio sismico e in prossimità di un invaso?  Quando i signori procuratori delle illustrissime Procure della Repubblica di Potenza e Lagonegro decideranno di indagare sul Pertusillo e magari sull’ennesimo ‘giallo’ Arpab (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Basilicata)?
“Quando la terra trema – per il geologo Giampiero D’Ecclesiis, dell’istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia – non è solo per caso: la Val d’Agri è “una delle aree italiane a maggior potenziale sismogenetico”. Questa la sua opinione sui rischi connessi alle attività di estrazione e raffinazione idrocarburi condotte in una delle zone d’Italia a maggiore pericolosità sismica. Suffragata dalle stesse osservazioni del prof. Franco Ortolani – ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di pianificazione e scienze del territorio dell’Università Federico II di Napoli –   secondo cui ‘viviamo e soffriano nell’Italia delle eterne emergenze e del senno di poi, dove il dissesto idrogeologico é indubbiamente figlio del dissesto ideologico’.

Il Prof. Vito Barresi
Il Prof. Vito Barresi

Eppure basterebbe ben poco, non già per asseverare bensì smentire, l’eventuale nesso tra attività sismica e attività estrattiva. Per esempio una moratoria petrolifera temporanea, lo stop alle attività di ricerca e di estrazione di idrocarburi sull’intero territorio regionale per un lasso di tempo ragionale tale da permettere controllerie tecniche e verifiche scientifiche. [quote style=”boxed”]Lungo la strada che collega Mormanno all’autostrada, in Val d’Agri le trivelle continuano a trapanare il sottosuolo, giorno e notte[/quote] Sempre lo stesso prof. Ortolani, tra l’altro, si è soffermato sulle attività di estrazione idrocarburi effettuate in Val D’Agri, sulle trivellazioni in atto nei Campi Flegrei, sul terremoto che ha colpito la vicina Emilia, sui ciclici disastri che colpiscono il “Bel Paese”. Lo sciame e la trivella come il pozzo e il pendolo di Edgard Allan Poe? Non si tratta solo di suggestioni letterarie. Qui, infatti, mentre tutti guardano nei servizi dei Tg di stato i segni del terremoto, lungo la strada che collega Mormanno con la Salerno – Reggio Calabria, in Val d’Agri le trivelle continuano, ripetutamente, costantemente, a trapanare il sottosuolo, giorno e notte. Mal scavato, vecchia talpa?
* Antropologo

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