La Dia compie vent'anni. Un reparto azzeccato per la lotta al malaffare. Migliaia di operazioni giudiziarie, miliardi di euro recuperati

arturo de feliceLa Dia compie vent’anni. Un reparto azzeccato per la lotta al malaffareOltre sette miliardi e 700 milioni di beni sequestrati alla criminalità organizzata, 990 operazioni di polizia giudiziaria, 10.170 soggetti arrestati di cui 160 latitanti: è il bilancio di vent’anni della Direzione investigativa antimafia tirato oggi dal direttore Arturo De Felice (foto)nel corso di un  incontro con la stampa per celebrare il ventennale, al quale ha partecipato anche Gianfranco Fini.
E proprio dal presidente della Camera è arrivato un ringraziamento per “quello che ha fatto e fa la Dia”. “Vent’anni di impegno, sacrificio e dedizione alle istituzioni – ha detto Fini – che garantiscono alla società una costante attenzione alla sicurezza”. Nel suo discorso Fini ha ricordato la necessità e l’importanza di “lavorare in squadra. Non ci può essere nella lotta alla mafia – ha aggiunto – spazio per azioni che non siano sinergiche e concordate tra forze di polizia, magistratura e istituzioni”.
Con 1.300 uomini sul territorio, una direzione centrale, 12 centri operativi e 8 sezioni distaccate, la Dia nasce il 30 dicembre del 1991, poco prima dell’apertura della stagione delle stragi. Dal 1992 ad oggi ha sequestrato complessivamente alla criminalità organizzata beni per 7 miliardi e 774milioni di euro mentre i beni confiscati ammontano a 2 miliardi e 445 milioni. Alla Dia è anche affidato il compito di monitorare gli appalti per evitare infiltrazioni mafiose e dal 1996 ad oggi sono 5.149 le imprese controllate. Infine, per quanto riguarda le operazioni sospette di riciclaggio, dal 1998 ad oggi la Direzione ne ha esaminate 147.317.
“Venti anni di Dia – ha detto il direttore, Arturo De Felice – sono anche venti anni di una parte considerevole della storia del nostro paese. Sono racconti di mafia e di persone, di lutti, di perdite di sconfitte e di vittorie”. Di fronte a noi, ha aggiunto De Felice sottolineando che proprio in questi giorni è in corso a Roma l’assemblea di tutti i capicentro per predisporre le attività dei prossimi mesi, “c’è un percorso ancora lungo di insidie, di nuove mafie, di forme di aggressione alle persone e ai loro beni materiali e culturali. Per questo nelle stagioni future dimostreremo di essere un’istituzione giovane e matura al tempo stesso”.