Indagato "Er Barbetta" al secolo Barbato Francesco di IDV, il moralista e "Boia" alla Henri Sanson.

francesco barbato moralista
MORALISTA. Francesco Barbato IDV

Quando si dice la sfiga! Doveva capitarci proprio lui che mandava al diavolo tutti senza distinzione di età, razza religione e appartenenza politica. Fosse vissuto durante le rivoluzioni dello scorso millennio, sarebbe probabilmente stato un “Boia” alla Henri Sanson da Parigi che mozzava teste a dire basta dietro giudizi sommari. Oggi, parlamentare dell’Italia dei Valori, il partito che “c’azzecca” di Antonio Di Pietro, non usa la mannaia ma si è adeguato con la penna, la lingua e probabilmente chiedendo denaro in cambio di aggiustare qualche problemino. Fa il giustizialista e il moralista a tempo pieno e per questo incassa un assegno mensile pari a circa ventimila euro più i benefit.  Si chiama Barbato Francesco come scriverebbero i Carabinieri. Prima il cognome e poi il nome. Deputato ricciolino e mezzo “birichino”, avrebbe promesso dall’alto del suo scranno l’aiuto a un imprenditore cercando di risolvere i suoi problemi con l’Isvap (Istituto di vigilanza di assicurazioni) in cambio di ventimila euro. L’accusa è di tentato millantato credito, e il politico dipietrista è formalmente indagato. L’inchiesta, originariamente avviata dal pm Henry John Woodkock, è stata trasferita per competenza agli uffici della procura di Roma. Giovedì prossimo, il politico sarà interrogato dal pm capitolino Mario Palazzi, titolare dell’inchiesta. I fatti risalgono al marzo 2010 quando Barbato si sarebbe “offerto” come consulente all’imprenditore campano Paolo Viscione nel corso di un incontro in un bar in piazza di Pietra. Secondo il capo d’imputazione Barbato “abusando della propria funzione di componente della VI commissione permanente (finanze) della Camera dei Deputati, componente tra l’altro della materia delle assicurazioni, consapevole delle difficoltà in cui versava la Eig Ltd, società di diritto maltese operante in Italia nel settore assicurativo e sottoposta ad attività ispettiva da parte dell’Isvap, ostentando le proprie conoscenze in tale Istituto”, e la capacità di influenzarne le decisioni, “chiedeva a Viscione, dominus di detta società, al fine di tentare di risolvere i problemi che la società aveva con l’istituto , la somma di ventimila euro in contanti”. L’imprenditore però respinse la richiesta, ma anzi sia davanti ai pm di Napoli che di Roma, ha ripetuto le accuse contro il politico. Fatti che sono stati anche ripetuti davanti al magistrato della capitale anche da altre due persone che lavorano nella stessa Eig”. Va in Epitaffio e in Regina Coeli, doppia categoria per doppi reati con inciso: “Siori e siori eco a voi Er Barbetta, al secolo Barbato Francesco, l’uomo che se credeva Henry il Boia e trovò Henry John Woodkock. Nessuno s’accorse della sua esistenza tranne i forcaioli der palazzo. Durante l’esecuzioni der suo ‘ncarico lasciò mozze le teste e tracce di filigrana ovunque”.
[Punto&Basta]