Venti di guerra in Vaticano per la successione a Benedetto XVI, il Papa costretto alle dimissioni da veleni, "infiltrati e poteri oscuri".

Habemus-Papam-lentrata-nel-ConclaveSoffiano venti di “guerra” in Vaticano. Le dimissioni del Papa si pensava potessero allentare le tensioni interne alla “Casa” di Pietro e invece si stanno moltiplicando veleni e sospetti. Tra scandali,”corvi” o infiltrati, è iniziata la guerra alla successione di Benedetto XVI, costretto alle dimissioni da “poteri oscuri” che vorrebbero la distruzione della Chiesa Cattolica. Poteri oscuri ai fedeli ma ben conosciuti agli ambienti vaticani. Solo due giorni fa il direttore della tv dei vescovi Dino Boffo ha fatto delle dichiarazioni che raccontano il clima che si respira dietro le cinta della città del Vaticano: “Tutti i credenti, – ha detto Boffo – facendo tesoro del magistero e della rinuncia di Benedetto XVI, concorrano a porre fine a una gestione del potere che può scandalizzare gli ultimi e gli umili”. E la Santa Sede si liberi “del vizio infame delle lettere anonime senza firme e senza mittenti”. Ci sono gli scandali esplosi ad orologeria da quando Ratzinger si è seduto sul Soglio pontificio. I preti pedofili e i preti gay. Gente “infiltrata” per screditare la millenaria Chiesa di Cristo. Sui preti gay la chiesa smentisce possa essere motivo di dimissioni del Pontefice. C’è lo Ior e i sospetti che la banca del Papa non abbia osservato le norme antiriciclaggio. C’è poi Vatileaks coi suoi dossier segreti, la trafugazione di documenti riservati del Papa a opera del suo maggiordomo Paolo Gabriele, arrestato per furto aggravato e poi scarcerato e perdonato da Benedetto XVI. Nessuno ha mai fatto sapere da chi era assoldato questo giovane che entrava nella stanza più intime del Pontefice. A chi portava i documenti? Chi l’ha corrotto?. Domande rimaste senza risposte ma che qualcuno le ha soltanto ipotizzate. Del resto lo stesso Benedetto XVI  a più volte richiamato all’esigenza di “pulizia” all’interno della Chiesa. Lo stesso Boffo afferma: “Dobbiamo prendere sul serio tutti gli inviti che il Papa ha fatto alla pulizia”. Intanto la Segreteria di Stato della Santa Sede ha pubblicato un comunicato in cui si deplora il tentativo di condizionare i cardinali, in vista del Conclave, con la diffusione di “notizie spesso non verificate, o non verificabili, o addirittura false, anche con grave danno di persone e istituzioni”. “La libertà del Collegio Cardinalizio, – scrive la Segreteria di Stato Vaticana – al quale spetta di provvedere, a norma del diritto, all’elezione del Romano Pontefice, è sempre stata strenuamente difesa dalla Santa Sede, quale garanzia di una scelta che fosse basata su valutazioni rivolte unicamente al bene della Chiesa. Nel corso dei secoli i Cardinali hanno dovuto far fronte a molteplici forme di pressione, esercitate sui singoli elettori e sullo stesso Collegio, che avevano come fine quello di condizionarne le decisioni, piegandole a logiche di tipo politico o mondano. [toggle title_open=”Chiudi” title_closed=”Padre Federico Lombardi” hide=”yes” border=”yes” style=”default” excerpt_length=”0″ read_more_text=”Read More” read_less_text=”Read Less” include_excerpt_html=”no”]”Non manca chi cerca di approfittare del momento di sorpresa e di disorientamento per seminare confusione e gettare discredito sulla Chiesa”. Parole polemiche di Padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, nell’editoriale di Radio Vaticana riferito al caso Vatileaks e alle implicazioni sulle dimissioni del Papa. “Si ricorre a strumenti antichi – continua – come la maldicenza, la disinformazione, talvolta la stessa calunnia”.
“Non abbiamo, e ce ne rallegriamo, – osserva il direttore della Radio del Papa e della sala stampa vaticana – da portare il dolore per la morte di un Papa amato, ma non ci è risparmiata un’altra prova: quella del moltiplicarsi delle pressioni e delle considerazioni estranee allo spirito con cui la Chiesa vorrebbe vivere questo tempo di attesa e di preparazione”. Padre Lombardi parla anche di “pressioni inaccettabili per condizionare l’esercizio del dovere di voto da parte dell’uno o dell’altro membro del Collegio dei cardinali, ritenuto sgradito per una ragione o per l’altra. Nella massima parte dei casi chi si pone come giudice, tranciando pesanti giudizi morali, non ha in verità alcuna autorità per farlo. Chi ha in mente anzitutto denaro, sesso e potere, ed è abituato a leggere con questi metri le diverse realtà, non è capace di vedere altro neppure nella Chiesa, perché‚ il suo sguardo non sa mirare verso l’alto o scendere in profondità a cogliere le dimensioni e le motivazioni spirituali dell’esistenza. Ne risulta una descrizione profondamente ingiusta della Chiesa e di tanti suoi uomini”.
[/toggle] Se in passato sono state le cosiddette potenze, cioè gli Stati, a cercare di far valere il proprio condizionamento nell’elezione del Papa, oggi si tenta di mettere in gioco il peso dell’opinione pubblica, spesso sulla base di valutazioni che non colgono l’aspetto tipicamente spirituale del momento che la Chiesa sta vivendo. È deplorevole che, con l’approssimarsi del tempo in cui avrà inizio il Conclave e i Cardinali elettori saranno tenuti, in coscienza e davanti a Dio, ad esprimere in piena libertà la propria scelta, si moltiplichi la diffusione di notizie spesso non verificate, o non verificabili, o addirittura false, anche con grave danno di persone e istituzioni. Mai come in questi momenti, i cattolici si concentrano su ciò che è essenziale: pregano per Papa Benedetto, pregano affinché lo Spirito Santo illumini il Collegio dei Cardinali, pregano per il futuro Pontefice, fiduciosi che le sorti della barca di Pietro sono nelle mani di Dio”. [Red]

 


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