Mafia a Roma, arrivano gli "anticorpi" di Cantone. Appalti sospesi

Massimo Carminati viene arrestato
Massimo Carminati viene arrestato

Mafia a Roma. Si muove anche l’Autorità nazionale anticorruzione per fare chiarezza sugli appalti nella Capitale. Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha incontrato oggi il presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone, dopo lo scandalo emerso dall’inchiesta “Mafia Capitale”. Il primo cittadino ha chiesto a Cantone di costituire un pool che si occupi proprio di vagliare gli appalti a Roma: un’istanza accolta dal commissario anticorruzione, per cui i funzionari dell’Autorità, di volta in volta, lavoreranno sugli atti che il Campidoglio riterrà di inviare.

“Gli anticorpi contro la corruzione – ha spiegato Cantone – sono stati inseriti da troppo poco tempo, prima si è fatto finta di non vedere e non c’era alcuna difesa”. Il prefetto della Capitale, Giuseppe Pecoraro, osserva che “Roma non ha mai vissuto una situazione del genere”, e avverte: “C’e un problema di protezione del sindaco, e in un momento cosi complesso e difficile bisogna garantire la sua sicurezza. In bicicletta non deve andare”.

Il Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, ha invece disposto un’indagine conoscitiva “presso tutte le principali centrali appaltanti della Regione”, quali “Asl, Ater, Centrale Unica e Dipartimenti” per “conoscere se società legate all’inchiesta abbiano partecipato a gare e a bandi pubblici ed il loro esito”. Zingaretti ha anche chiesto la sospensione dell’assegnazione delle gare in corso, in attesa delle verifiche disposte.

La Procura, intanto, sta vagliando le posizioni di alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine: i pm vogliono capire la natura dei contatti e dei rapporti avuti con Massimo Carminati e con altri esponenti del sodalizio di Mafia Capitale finiti in manette due giorni fa. Obiettivo degli inquirenti è accertare se l’ex terrorista dei Nar e gli altri associati abbiano goduto di coperture e appoggi da parte di soggetti in divisa.
Il direttore dell’Aisi, Arturo Esposito, ha affermato che non c’è alcun coinvolgimento dei servizi segreti.

Da parte sua, il presidente del Pd, Matteo Orfini, sollecita le dimissioni di chi è coinvolto nell’inchiesta. “Credo che di fronte a cose di questo genere, cosi gravi, sia utile dimettersi”. Sarebbero i casi del presidente dell’Assemblea capitolina, Mirko Coratti, e del presidente della commissione cultura della Regione Lazio, Eugenio Patanè, che si sono dimessi da queste cariche ma non dai consigli, comunale e regionale.

Ma sotto la lente della politica c’è anche la posizione di Ignazio Marino, invitato da più parti a dimettersi. Proprio il suo predecessore, Gianni Alemanno, indagato nell’inchiesta, chiede che il comune venga sciolto per un atto politico: “Sarebbe un colpo mortale se Roma venisse sciolta per mafia. Sarebbe meglio l’autoscioglimento”, con le dimissioni di massa dei consiglieri, per poi tornare alle urne.

I carabinieri del Ros hanno eseguito la misura cautelare a carico di Giovanni De Carlo, finora irreperibile, indagato per trasferimento fraudolento di valori e favoreggiamento con l’aggravante di aver agito allo scopo di agevolare il sodalizio di Roma Capitale. L’arresto è avvenuto nella tarda mattinata all’aeroporto di Fiumicino.

L’inchiesta su Mafia Capitale è destinata ad allargarsi perchè tra gli oltre cento indagati risultano coinvolti altri politici locali, amministratori di aziende municipalizzate e imprenditori. Prime ammissioni da parte di alcuni indagati finiti in manette nell’inchiesta su Mafia Capitale. Nadia Cerrito, segretaria di Salvatore Buzzi, presidente della Cooperativa 29 giugno, ha ammesso, nell’interrogatorio di garanzia tenutosi in carcere davanti al gip, di aver gestito il libro mastro sul quale erano appuntata e registrata la contabilità (parallela) dei flussi finanziari illeciti per corrompere esponenti politici, amministratori di aziende e imprenditori. Somme di denaro elargite su indicazione di Buzzi e di Massimo Carminati.

Sul fronte della politica da registrare l’attacco di Beppe Grillo. “Quando il M5S parla di cosche, parla di collusione, parla di mafia a tutti i livelli e in tutti i partiti viene deriso. Chissà perchè. Alla stampa, ai partiti, rispondiamo: ride bene chi ride ultimo. Salutatece Regina Coeli”. Il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha spiegato che ” valuterò con ogni attenzione quello che il prefetto di Roma mi farà avere. Di certo c’è che la mia valutazione è che Roma non è una città marcia, non è una città sporca, è una città sana”.

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