Loris Stival, arrestata la madre. "Omicidio e occultamento"

Veronica Panarello viene condotta in procura
Veronica Panarello viene condotta in procura

Sarebbe stata «la mamma ad uccidere Loris». Ne è convinto il pool della procura di Ragusa che indaga sul delitto di Andrea Loris Stival, il bambino di otto anni assassinato otto giorni fa. Al termine di un interrogatorio durato quasi sette ore, stanotte ha posto in stato di fermo Veronica Panarello, la mamma 26enne del piccolo Loris Stival, trovato morto sabato 29 novembre nelle campagne di Santa Croce Camerina.

“Omicidio aggravato e occultamento di cadavere” sono le ipotesi di reato che vengono contestate alla donna, entrata in procura alle 18 del giorno dell’Immacolata come persona informata sui fatti e, uscita nella notte, a bordo di un’auto della polizia in stato di fermo con l’accusa di aver ucciso il proprio figlio di 8 anni e averne gettato il corpo in un canalone della zona del Mulino Vecchio, a pochi chilometri dalla sua abitazione.

Il marito, David Stival, prima che fosse prelevata la moglie aveva detto: «Se è stata davvero lei mi cade il mondo addosso, non ci posso credere…». Sono diverse, infatti, le contraddizioni in cui, secondo la procura di Ragusa, sarebbe caduta la mamma del piccolo Loris. Frasi, dichiarazioni che non hanno trovato il riscontro dei pm siciliani.

LA SVOLTA DOPO MEZZANOTTE
La svolta nella notte, quando dopo ore di interrogatorio la Panarello avrebbe dato elementi agli inquirenti per dichiarare la donna in stato di fermo. Al procuratore Carmelo Petralia e al sostituto Marco Rota la donna non ha confessato il delitto, ma gli indizi sarebbero talmente tanti, al momento “inconfutabili” da indurre i magistrati ad arrestarla per i reati citati.

L’AVVOCATO: “MIA ASSISTITA E’ INNOCENTE”
Gli elementi in mano agli investigatori sarebbero di una tale gravità da non offrire altre alternative al fermo. Veronica Panarello è stata portata in questura dove trascorrerà la notte, in attesa dell’interrogatorio del gip che dovrà decidere per la convalida del fermo. «La mia assistita è un’indagata e non è una colpevole», ha detto il suo avvocato Franco Villardita.

I familiari del piccolo Loris affranti dal dolore dopo la scoperta del delitto di Loris Stival
I familiari del piccolo Loris affranti dal dolore dopo la scoperta del delitto

SECONDO GLI INQUIRENTI “AVREBBE AGITO DA SOLA”
Veronica Panarello avrebbe agito da sola, uccidendo Loris nella mezz’ora in cui i due sono rimasti soli a casa, tra le 9 e le 9.30 circa, stringendogli attorno al collo una fascetta di plastica con cui si fermano tubi e cavi elettrici. Avrebbe po caricato il corpo sulla sua Polo passando dal garage e quindi si sarebbe diretta al “Mulino Vecchio” dove lo ha abbandonato, forse addirittura quando il bambino non era ancora morto.

I BUCHI E LE DOMANDE SENZA RISPOSTE
Veronica ha detto che quella mattina Loris è andato a scuola quando invece una telecamera avrebbe ripreso il piccolo tornare a casa? Perché ha detto di essere arrivata con l’auto nei pressi della Falcone e Borsellino quando invece ben 4 telecamere non “vedono” la Polo nera passare nell’orario indicato? E cosa è successo davvero in quei 36 minuti in cui è rimasta sola con Loris nell’appartamento di via Garibaldi? Ed infine, cosa ha fatto nei 6 minuti che ha “perso” nei pressi della strada che porta al Mulino Vecchio?

LA VITA “BURRASCOSA” DI VERONICA PANARELLO
Secondo l’Ansa, il vero padre Veronica l’ha scoperto a 14 anni, un rapporto burrascoso con una madre che mette al mondo cinque figli con tre uomini diversi, la voglia di morire che spunta prepotente per ben due volte nella mente ancora adolescente, un figlio arrivato forse troppo presto, quando le ragazze della sua età vanno ancora a scuola e pensano solo a come divertirsi il giorno dopo: c’è stato molto dolore nella vita di Veronica Panarello.

Veronica Panarello, mamma di Loris fermata per l'omicidio del figlio (Foto Facebook)
Veronica Panarello, mamma di Loris fermata per l’omicidio del figlio (Foto Facebook)

E se questa madre ragazzina, che 26 anni l’ha compiuti solo un mese fa, c’entra davvero qualcosa con la morte del piccolo Loris, forse qualche risposta bisognerà andarla a cercare nel suo passato. Ma chi è davvero Veronica? La “mamma speciale” di cui parla il marito Davide, un papà con lo sguardo perso, schiacciato da un peso e da una storia più grandi lui.

Oppure la “forestiera”, come con cattiveria tutta femminile alcune donne del paese la bollano prima ancora di sapere come andrà a finire. Una donna distrutta dal dolore, con quel volto da Madonna senza più speranza che tutta Italia ha visto quando l’hanno portata a vedere il luogo dove hanno trovato il suo bambino. O una persona “dissociata e labile” come la definisce uno di quelli che in questi giorni d’indagine si è spaccato la testa per cercare di capire che ruolo abbia avuto questa madre.

“NON HO FATTO NIENTE DI MALE”, MA IL SUO RACCONTO “FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI”
“Io non ho fatto niente di male, non ho nulla da nascondere. Sono innocente. Là fuori c’è chi ha ucciso mio figlio. Lo cercassero” ha urlato Veronica come un disco rotto a chi questi giorni le è stato vicino. Eppure il grande fratello di Santa Caterina dice che il suo racconto fa acqua da tutte le parti. “E’ instabile” dicono, ha “problemi psicologici seri”.

L’ipotesi di chi indaga è che abbia rimosso tutto. Succede, spiegano gli esperti; è già successo. Lei finora non è crollata, non ha ceduto di un millimetro. Piuttosto “rivoglio il mio bambino – è stata la sua richiesta pressante di questi giorni – voglio solo abbracciare il mio bambino, perché non me lo vogliono dare”. Perché non è ancora finita. Perché mancano troppe risposte. Veronica l’ha capito ancora adolescente, quante sorprese amare può riservarti la vita.

Quanto diverse da quel che appaiono possono esser le persone, anche quelle che credi più vicine. Ed è forse per questo che, non ancora 14enne, tentò di togliersi la vita bevendo della candeggina. A Grammichele, dove era tornata dopo aver passato l’infanzia in Liguria per via del lavoro del padre, frequentava l’istituto artistico Albertini. “Era solare e bella” ricordava nei giorni scorsi una sua ex compagna di classe. “Ma questo non vuol dire niente – aggiungeva – poi le persone cambiano”. Già, si cambia. Ma non sempre sei tu a scegliere come e quando.

LA STORIA FAMILIARE
A Veronica il cambiamento arriva in faccia come una raffica di vento gelata: l’uomo che per 14 anni ha considerato suo padre, in realtà non è il padre naturale. Che è invece un uomo con cui la madre ha avuto una relazione occasionale. E’ quest’ultima a rivelarglielo, durante una lite.Veronica cerca il padre naturale: ma quando lo trova lui non si rivela esattamente quel nido d’affetto che forse la ragazza sperava di trovare. La famiglia però non si divide e arriva a Santa Croce Camerina.

Vanno a vivere in campagna, in una casa che non è lontana dalla zona del Mulino Vecchio e a guardarlo oggi questo dettaglio sembra solo un macabro segno del destino. Ed è qui che a 15 anni, Veronica tenta nuovamente il suicidio. Dicono per una discussione avuta con quello che ha scoperto non essere il suo vero padre. Se ne va nella serra, sale su un secchio e con un filo di plastica tenta di impiccarsi. Ma il filo si rompe e lei si salva.

E’ in questo momento che nella sua vita appare Davide, quel ragazzino con le spalle un po’ curve e le orecchie grandi che oggi è il suo compagno e che fino a ieri l’ha difesa: “Non voglio che si infanghi il suo nome”, aveva detto, e che questa sera, davanti agli investigatori, vacilla: “Se è stata davvero lei mi cade il mondo addosso, non ci posso credere…”. Davide e Veronica, che nel frattempo si è trasferita con la famiglia a Modica, iniziano una storia come sono tutte quelle tra ragazzini, fatte di alti e bassi, grandi amori e furiose litigate.

LE MALELINGUE DEL PAESE
Le malelingue di paese dicono che è sempre lei, a perdersi, e lui che ogni volta se la va a riprendere. Il dato inoppugnabile è che a 17 anni Veronica rimane incinta. Loris nasce nel 2006, l’anno dei mondiali e del cielo azzurro sopra Berlino. Veronica e Davide smettono di essere ragazzini e diventano grandi, loro malgrado.

I rapporti tra le due famiglie non sono semplicissimi. “Questa non è la famiglia del Mulino Bianco” ha detto giorni una zia, dando ai cronisti il titolo perfetto. La ragazza è spesso sola: il suo compagno guida il camion e il camionista è un mestiere come quello del marinaio. Si sa quando si parte ma non quando si torna. E dopo Loris è arrivato anche il più piccolino che ora ha 3 anni e l’unica speranza è che non ricordi tutto questo.

Sola era anche sabato scorso, quando è rimasta in casa con Loris per 36 minuti. “Non è vero, io a scuola ci sono andata”. Le telecamere dicono che non è così. Se avesse ragione lei, Veronica avrà superato un’altra prova difficile. Ma se fosse il contrario, questa madre ragazzina ha la vita segnata in modo irreparabile.