Inferno in alto mare. Brucia la Norman Atlantic. Morti e dispersi

La Norma Atlantic in fiammeSono 290 i passeggeri della Norman Atlantic portati in salvo: lo rendono noto fonti di palazzo Chigi. A bordo del traghetto che ha preso fuoco mentre era in navigazione da Patrasso (Grecia) verso Ancona c’erano 478 persone tra passeggeri ed equipaggio.

Un cittadino greco è morto durante le operazioni di evacuazione della nave. Diciassette persone, di cui 6 donne e 3 minori, sono state trasportate a Galatina (alcuni in lieve stato di ipotermia); sette persone, di cui una donna incinta, due minori e un ferito, sono stati trasferiti a terra a Brindisi. “Sarà una lunga notte” ha scritto il premier Matteo Renzi su Twitter, “grazie alla tenacia di chi lavora da ore”.

Oltre ai mezzi già sul campo, l’Aeronautica Militare ha dispiegato due elicotteri AW139 con capacità di visione notturna su Galatina per le operazioni notturne mentre le Capitanerie di Porto stanno approntando ulteriori due elicotteri con capacità di visione notturna.

Intanto è arrivata nel porto di Otranto a bordo di una motovedetta della Guardia costiera la moglie dell’unica vittima finora accertata. La coppia greca, quando il fuoco divampato nel garage si è propagato ad altre zone, ha cercato di abbandonare la nave, ma l’uomo è morto durante la discesa. Teodora Duli, ricoverata all’ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina (Lecce) con sospetta frattura del bacino, ha raccontato le fasi drammatiche dell’evacuazione della nave in cui ha perso la vita il marito.

La donna, che vive in Svizzera, ha spiegato ai sanitari che l’hanno visitata di essersi ferita mentre abbandonava la nave. Secondo il suo racconto il marito sarebbe morto cadendo su un altro passeggero.
La sorella del comandante, “è esperto, resta al suo posto”

All’ospedale di Galatina sono stati trasportati anche due militari della Guardia costiera rimasti feriti durante i soccorsi. A uno di loro è stato diagnosticato un forte affaticamento da stress, per l’altro, caduto a bordo della motovedetta impegnata nei soccorsi, si teme la frattura della rotula. Per entrambi i feriti sono stati disposti approfondimenti diagnostici attraverso esami strumentali.

Il porto di destinazione è ancora da stabilire è ancora da stabilire il porto di destinazione della nave Norman Atlantic. Lo riferiscono all’AGI fonti della Marina Militare, chiarendo che in questo momento la priorità è il salvataggio delle persone ancora a bordo. La nave viene si rimorchiata, ma con la prua “al vento”, per garantire una migliore stabilità in funzione delle operazioni di soccorso, quindi la direzione di navigazione viene stabilita di ora in ora in base a questo criterio. Solo dopo verrà stabilito il porto di destinazione, che viste le distanze potrebbe essere Brindisi, ma anche il porto albanese di Durazzo, che è stato messo in stato di allerta da Tirana.

Parla l’armatore: la nave non aveva problemi. Non c’erano problemi sulla nave Norman Atlantic, che era “in stato di piena funzionalità”. Lo chiarisce la Visemar, armatore della nave ora in fiamme sull’Adriatico. Il 19 dicembre 2014 (10 giorni fa), ricorda l’armatore, “il traghetto Norman Atlantic è stato sottoposto ai periodici controlli di funzionalità, come previsto dalle procedure, nel porto di Patrasso (Grecia).

I controlli hanno confermato lo stato di piena funzionalità della nave”. La nota conferma che “nel corso di tali controlli era stato riscontrato un lieve malfunzionamento di una delle porte tagliafuoco, la numero 112, situata al ponte numero 5, ponte sovrastante a quello da dove sembrerebbe, con le informazioni finora disponibili, essersi sviluppato l’incendio. Tale malfunzionamento è stato immediatamente eliminato a soddisfazione degli organi ispettivi competenti e la nave ha potuto prendere servizio. Sul Norman Atlantic vi sono un totale di 160 fra porte e aperture tagliafuoco”.

Erano sei le carenze riscontrate nella nave Norman Atlantic nell’ispezione del 19 dicembre, tra cui quella dell’apertura-chiusura delle porte antincendio, giudicata “malfunzionante” si legge nel rapporto dell’organizzazione internazionale Paris MoU, che ha coordinato l’ispezione. Gli ispettori tra l’altro avevano anche riscontrato l’assenza di luci e batterie di emergenza, e la presenza di dispositivi di chiusura automatica delle porte non a norma.

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