Equitalia e banche “suicidano” un altro imprenditore

equitalia suicidi imprendoriEra sommerso dai debiti, ma probabilmente anche creditore di decine di migliaia di euro. E grazie a banche ed Equitalia, che lo hanno stretto in un “vicolo cieco”, ha deciso di togliersi la vita, impiccandosi nel suo garage. Si tratta del Louis Conetta, impreditore sessantenne di Lamezia Terme, che ha deciso di porre fine alla sua “frustrazione” di essere perseguitato dagli esattori. “Perdonatemi”, ha lasciato scritto in un biglietto destinato alla moglie e ai suoi tre figli. 

Il suo corpo esamine è stato trovato da un parente all’interno del capannone della sua piccola azienda di impianti elettrici. L’uomo era di origini francesi ma da tempo residente in Calabria. Quello lametino è l’ennesimo suicidio connesso alla crisi in cui Equitalia e banche hanno avuto, come negli altri centinaia di casi, un ruolo da protagonisti.

L’ennesima storia di imprenditori (e comuni cittadini) che hanno dovuto fare i conti con una congiuntura senza precedenti e di conseguenza costretti a mendicare negli istituti di credito per saldare i debiti con lo Stato o poter pagare i propri dipendenti. Aiuti puntualmente negati, nonostante questi istituti hanno facili prestiti dalla tipografia di Francoforte e spesso beneficiano di salvataggi da parte di quello stesso Stato a cui Louis pagava puntualmente le tasse. 

Nessuna clemenza dagli esattori che continuavano a recapitargli cartelle su cartelle e ancora cartelle. Alla stregua dell’insistenza con cui gli strozzini ti chiedono indietro i soldi, con la differenza che se denunci l’usuraio lo arrestano e vieni protetto dallo Stato, ma se vieni vessato da banche e Equitalia sei fottuto. Già, Equitalia (che di equo non ha nulla) un istituto che non ha nessuna pietà con i piccoli mentre è clemente e buono con i grandi evasori che la corda riescono a tagliarla. Invece a Louis la corda gliel’hanno stretta attorno al collo…

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