Mario Giarrusso (M5S): "Tagli a forze dell'Ordine favoriscono l'Isis"

Mario Giarrusso M5S Isis
Il senatore del Movimento 5 Stelle Mario Giarruso

“L’Italia è a fortissimo rischio di qualunque pazzo abbia in testa di fare qualcosa di grave, visto che il presidente del Consiglio e il ministro dell’Interno, inspiegabilmente, tagliano le forze dell’ordine”.

A dirlo, in una intervista di Valentina Roncati per l’Ansa, è il senatore M5S Mario Giarrusso, componente della Commissione parlamentare Antimafia dove coordina il gruppo di lavoro che si occupa di “Infiltrazioni mafiose nelle istituzioni territoriali e negli enti locali”.

“Non c’è una posizione del Governo italiano sulla Libia – attacca il senatore – prima Renzi voleva la guerra, poi ha fatto marcia indietro tutta. Ma soprattutto, in questo momento così delicato, invece di dotare le forze dell’ordine di uomini e mezzi, affinché possano combattere il terrorismo e le mafie, si spendono decine di miliardi per gli F35, che certo non proteggeranno i nostri cittadini dal terrorismo: la prima cosa da fare sarebbe infatti essere sicuri a casa nostra ma come facciamo ad esserlo se stanno chiudendo le caserme dei carabinieri e i commissariati di polizia e diminuisce in generale il numero delle forze dell’ordine?”.

Il taglio lineare dei fondi alla sicurezza è un processo che dura da tempo, ammette il senatore, “ma il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, non si è battuto contro questi tagli. Il Viminale ha anche altre gravi responsabilità: chi è nei Cie potrebbe avere risposta, se può essere ospitato in Italia o deve essere rimpatriato, nel giro di una settimana, invece il tempo medio di attesa va da 6 mesi a 1 anno e mezzo.

La verità è che gli immigrati vengono tenuti là tutto questo tempo perché rende. Noi in Italia non abbiamo i soldi per i nostri disoccupati – attacca l’esponente M5S – ma li abbiamo per chi gestisce i centri di accoglienza, per il business in cui è coinvolta anche la criminalità, come si è scoperto con Roma Capitale”.

Altro motivo di attacco di Mario Giarrusso all’Esecutivo, è la modifica del 416 ter, il voto di scambio politico-mafioso. “Renzi – dice – ha affrontato con determinazione e pervicacia il tema mafia nel senso che ha tolto strumenti potenti nella lotta alla mafia, depotenziando il 416 ter.

La responsabilità di questa operazione è in capo tutta a Renzi e alla sua maggioranza: di fatto il 416 ter è stato reso inservibile e inutilizzabile, come ha detto recentemente anche la Procura di Bologna”. Il reato di voto di scambio, secondo Mario Giarrusso, è stato “depotenziato perchè è stata abbassata la pena del 42% rispetto a quella prevista dal Codice precedentemente, ed è di fatto stato reso impossibile perseguire il reato, inserendo una formula secondo cui, per poter condannare, bisogna dimostrare l’utilizzo del metodo mafioso. Meglio sarebbe tornare alla norma del ’92, sarebbe più efficace”.

Quanto ai lavori della Commissione Antimafia, di cui fa parte, Mario Giarrusso afferma che “sta affrontando tutti i temi che la realtà ci sta sbattendo in faccia, tranne uno che è quello principe: la trattativa Stato-mafia. Sembra essere un tema tabù. Il tema della trattativa è scottante, emerge all’Antimafia ad una seduta sì e l’altra pure: tuttavia della trattativa in Commissione viene negata persino l’esistenza”.

Come coordinatore del Comitato dell’Antimafia sulle “Infiltrazioni mafiose nelle istituzioni territoriali e negli enti locali”., Giarrusso spiega che “stiamo puntando l’attenzione al fenomeno della ricaduta nello scioglimento dei comuni per mafia, ciò al fine di proporre eventuali miglioramenti nella normativa di contrasto alle infiltrazioni mafiose negli enti locali ed evitare i ripetuti scioglimenti.

Abbiamo ascoltato vari protagonisti della gestione dello scioglimento dell’ente locale. Secondo me – ragiona l’esponente M5S – ci sono dei limiti negli strumenti a disposizione dello Stato per il contrasto alle infiltrazioni. Lo scioglimento rimuove amministratori che erano sotto il controllo della criminalità ma questo non è sufficiente ad evitare un ritorno dell’influenza della criminalità nell’ente locale. Dobbiamo fare sì che lo scioglimento degli enti locali sia l’eccezionale, altrimenti è sinonimo di una sconfitta dello Stato”, ha concluso Mario Giarrusso

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