‘Ndrangheta Isis. Ecco come entreranno i terroristi in Italia. Allerta tra 007 e Procure

Isis 'Ndrangheta
Il procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho

‘Ndrangheta Isis, uniti nel business criminale? L’interrogativo, posto da SecondoPianoNews.Com a settembre 2014 rivolto ai magistrati in trincea contro la mafia, ottiene risposta affermativa dal procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho.

In un intervento all’università Mediterranea di Reggio Calabria, sede di una convention su intelligence e sicurezza, il procuratore ha lanciato l’allarme sulle strette relazioni tra terrorismo islamico e i clan della più potente organizzazione criminale del mondo.

All’indomani della visita in Egitto del sottosegretario all’Intelligence Marco Minniti, presente a Reggio Calabria insieme allo stato maggiore delle procure calabresi,  De Raho ha parlato dell’inedita alleanza tra gli eredi di Osama bin Laden  e la ‘Ndrangheta.

“Le ‘ndrine – ha detto il magistrato – possono fornire ai terroristi dell’Isis basi logistiche in Calabria in cambio di droga o altro”.

Isis 'NdranghetaIn sostanza, le cosche potrebbero prima fornire ai tagliagole “adeguata copertura” negli sbarchi di terroristi infiltrati tra i migranti; poi potrebbero essere “riparati” in zone franche come “aziende agricole” del reggino (e non solo) in larga parte sotto il totale controllo del crimine organizzato.

Ai miliziani dell’Is potrebbe essere garantita, oltre alla copertura “logistica” anche la fornitura di mezzi e documenti falsi per muoversi in tutta autonomia nel paese e in Europa.

“La provincia ionica calabrese – ha spiegato De Raho – è l’accesso del flusso di migranti. Il lavoro dell’intelligence in una situazione di sovrapposizione criminale è particolarmente importante.

Anzi è lo strumento necessario per poter contrastare efficacemente la criminalità sia mafiosa che terroristica. La ‘ndrangheta può fornire ospitalità ai terroristi in aziende agricole in cambio di droga”.

Sulle recenti minacce all’Italia è stato detto che il “pericolo non va sottovalutato”. Quanto alla Calabria, terra di frontiera con i paesi rivieraschi in mano allo Stato islamico, De Raho afferma che “non ci saranno attentati terroristici in un territorio controllato dalle ‘ndrine”.

Organizzazioni che per gestire gli affari malavitosi “vuole silenzio” e non clamore mediatico, ma “nel caso si dovesse realmente creare una simile “commistione” sarebbe realmente una “bomba atomica” per l’intero territorio”.

Isis 'NdranghetaGià nel 2012, la Direzione Nazionale Antimafia (DNA), presieduta allora dall’attuale seconda carica dello Stato, Pietro Grasso, a proposito della “grande alleanza” tra ‘Ndrangheta e terroristi islamici nella sua relazione annuale scriveva che “[…] la scoperta di nuove aree di incidenza del crimine organizzato o alla evoluzione di taluni gruppi criminali verso modelli organizzativi più sofisticati, maggiormente in grado di mimetizzarsi nell’economia legale e di relazionarsi, con metodo “persuasivo” e non più solo violento, ai pubblici poteri.

La più interessante e, al contempo, più allarmante fra le nuove emergenze registrate concerne, peraltro, l’intreccio fra la materia della migrazione illegale e quella del terrorismo internazionale di matrice fondamentalista islamica […]”.

Il procuratore, sollecitato domenica sulle possibili relazioni’Ndrangheta Isis, ha ribadito che l’ipotesi di una commistione tra terroristi e boss calabresi  è una strada da percorrere. “Una ipotesi su cui vale la pena lavorare e su cui tenere un’attenzione molto alta”, perché spiega, “la ‘ndrangheta è un’organizzazione criminale che si muove per finalità di profitto, quindi ovunque c’e’ un profitto, un interesse”.

D’altro canto, si chiede Cafiero de Raho, “per l’importazione delle armi con chi ha rapporti se non con determinati ambienti che sono vicini al terrorismo o che sono vicini alle guerre che si sono sviluppate negli ultimi anni in alcuni Paesi?”.

mappa della ndrangheta (1)Le cosche, attraverso il Califfato dell’Isis “riuscirebbero anche ad avere droga, soprattutto eroina. La ‘ndrangheta è protagonista nell’importazione di cocaina dai Paesi sudamericani ed è protagonista anche per l’eroina ma non attraverso lo stesso canale ma da quelli che provengono da Turchia, Iraq, Nigeria, vari paesi che consentono queste importazioni. Pensare ad uno scambio armi e droga con appoggi logistici penso sia una ipotesi da percorrere su cui vale la pena lavorare”.

mappa della ndrangheta (4)La Direzione distrettuale antimafia – prosegue De Raho – ha alcune inchieste in corso, “fondate sul monitoraggio internet, per verificare, con la polizia postale, se persone, soprattutto extracomunitari, che provengono dalle aree più calde e che risiedono nel territorio reggino possano avere rapporti con esponenti dell’Isis o comunque con quel mondo vicino al terrorismo o con persone che si sono addestrate in quei territori. Abbiamo indizi di vicinanza ma non intraneità al terrorismo”, ha detto il magistrato.

“Si tratta di persone giunte in vari modi nel reggino, molti dotati di permesso di soggiorno e alcuni già colpiti da provvedimento di espulsione del Ministero dell’Interno. “Alcuni – ha spiegato de Raho – dimostrano di condividere in pieno quella propaganda, addirittura quelle modalità operative, ma non ci risulta che siano già dentro l’area del terrorismo”.

ISIS-rebels-marching-in-syria“Il discorso che stiamo attenzionando – dice ancora il procuratore – è quello sul monitoraggio di determinati personaggi che attraverso internet, con ingressi in facebook od altri social, possano essere indirettamente o direttamente ricondotti a soggetti che sono inseriti in aree vicine all’Isis o che addirittura si sono addestrati con loro o che fanno propaganda di quel tipo. Il campo di indagine è molto ampio sotto questo profilo”.

Attenzione viene posta dalla Dda reggina anche sui flussi migratori per verificare “la possibilità che attraverso immigrazioni di massa come quelle dell’ultimo anno possano esserci anche terroristi o che, e questo avviene soprattutto sulle coste libiche, organizzazioni, anche con l’appoggio di militari, finiscano per governare un flusso migratorio di questo tipo”.

Isis mappaAl riguardo, Cafiero de Raho ha sottolineato l’esigenza che l’identificazione dei migranti avvenga appena arrivati. “I numeri – ha sottolineato il magistrato – sono molto elevati tanto che non è possibile una identificazione sul luogo di approdo”.

E proprio “per evitare che possano entrare sul territorio persone non identificate, stiamo spingendo affinché le identificazioni vengano fatte immediatamente, per cui, ogni volta che c’è uno sbarco sulle coste del reggino, le forze dell’ordine siano in numero sufficiente per poter provvedere a tutte le attività di identificazione, quanto meno per impronte e foto-segnalamento. Su questo stiamo mettendo a punto, con il Prefetto e le Forze dell’Ordine, un protocollo per potere avere, appunto, certezza dell’identificazione”, ha concluso il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria.

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