Isis, Renzi: "E' una minaccia seria, ma siamo pronti a combatterla"

Matteo Renzi ospite da Lucia Annunziata Isis Renzi
Matteo Renzi ospite di Lucia Annunziata a “In Mezzora” (LaPresse)

La minaccia dell’Isis “è potenziale è forte”, per questo “siamo pronti” a combatterla.  E’ quanto ha detto il premier Matteo Renzi intervistato da Lucia Annunziata a “In Mezzora”, programma di approfondimento domenicale su Rai 3.

“La minaccia terroristica – ha spiegato il premier – non arriva da chi arriva con i barconi, semmai sfrutta per fare soldi l’invio di barconi. Il contrabbando di stupefacenti e tanti tipi di reati sono gestiti da criminali in rapporto con le fazioni più estremiste. Dobbiamo intervenire anche su questo perché la minaccia potenziale è forte. Ma comunque siamo pronti” a combatterla, come aveva detto già il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.

“L’Italia – sottolinea Renzi – ha un servizio di intelligence che non è come la Cia, ma in Libia siamo i numeri uno. Noi conosciamo come stanno le cose in Libia, voglio dare segnale di tranquillità all’ Italia. Conosciamo come stanno le cose e siamo in grado di intervenire nel Paese”.

“Il tema Isis è molto delicato e serio”, ma “no alla esagerazione. Non siamo sotto attacco ma non possiamo sottovalutare niente. Occorre buon senso e fermezza. Dobbiamo avere la capacità di spiegare nel merito quello che accade veramente”.

E ancora: “Non potendo ucciderci, vogliono farci vivere come dicono loro. Una parte degli italiani vedono le immagini dell’Isis e si spaventano. È tuttavia un tema che voglio prendere in tutta la sua serietà perché voglio che la comunità internazionale si renda conto che quella del Mediterraneo è un’area strategica per i prossimi trent’anni. Niente fughe in avanti, nel merito bisogna avere la possibilità e la capacità di dire come stanno le cose.

“Il terrorista che si fa saltare in aria a Parigi – secondo Renzi – è un terrorista che è nato, cresciuto e che ha studiato in Francia. Se salta il Mediterraneo è un problema per l’Europa e per tutti” . Il premier ha detto anche di voler dare un messaggio alla comunità internazionale sul tema Isis, di “non preoccuparsi solo” delle crisi “in Siria e Ucraina”.

Per quanto riguarda i flussi migratori il capo del governo ha affermato che in Italia “non arriverà mezzo milione di persone dalla Libia perché interverremo prima in modo diverso. È già accaduto uno sbarco pazzesco di persone: 170 mila. Un livello enorme, che ha battuto tutti i record. Non è accettabile”.

Ragione per cui “abbiamo detto all’Europa non deve fare lo struzzo con la testa sotto la sabbia. È un valore che un bambino sia salvato dalle acque: a chi dice lasciamoli affogare rispondo che non mi dimetterò mai dalla dimensione di uomo”.

Altro tema d’attualità è il conflitto in Ucraina. “Putin – attacca il premier – è responsabile di aver violato l’integrità dell’Ucraina. Io sto provando di far passere un messaggio: se la Russia torna al tavolo della comunità internazionale saremmo tutti più tranquilli”, anche per affrontare “insieme la minaccia Isis”, ma “per andare al tavolo è chiaro che Putin deve uscire dall’Ucraina”.

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