Stretta sui paradisi fiscali, via il segreto bancario. Storica firma tra Italia e Svizzera

La storica forma tra Italia e Svizzera paradisi fiscali segreto bancarioAddio al segreto bancario nei paradisi fiscali. Italia e Svizzera hanno firmato l’accordo in materia fiscale. L’intesa, che viene definita “storica” del Ministero, è stata siglata nella prefettura di Milano dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e la consigliera federale elvetica Eveline Widmer-Schlumpf.

Un passo verso “l’eliminazione dei paradisi fiscali”, ha detto il ministro nel corso della conferenza stampa a margine della firma, preannunciando che giovedì verrà stretto un accordo analogo anche con il Liechtenstein.

Il protocollo prevede lo scambio di informazioni tra i due paesi, passaggio che sarà automatico dal 2017, e che permette alla di uscire dalla “black list” dei paradisi fiscali. Il testo, che passa ora alla ratifica dei parlamenti, è frutto “di un lavoro durato molto tempo, difficile e complesso”, ha detto Padoan. Le parti hanno anche definito un accordo politico che fissa la road map per portare avanti “i negoziati sul trattamento dei transfrontalieri e la questione di Campione d’Italia”.


Il Protocollo prevede “lo scambio di informazioni su richiesta ai fini fiscali secondo lo standard Ocse” e “pone fine al segreto bancario”, si legge in una nota del Mef. Una volta ratificato “le autorità fiscali italiane potranno richiedere alla Svizzera informazioni”, su tutti gli eventi a partire dalla data della firma, cioè oggi.

Le autorità italiane potranno “immediatamente individuare “potenziali evasori” in terra svizzera e questi, fino a settembre 2015, potranno “sanare le irregolarità pagando integralmente le imposte dovute, come prevede la legge sulla voluntary disclosure, e usufruendo di un regime sanzionatorio più conveniente e di termini di prescrizione dell’accertamento più favorevoli”.

La Svizzera entra così nelle “white lists italiane e uscirà dalle black lists basate esclusivamente sull’assenza dello scambio di informazioni”. Lo scambio, basato sul nuovo standard Ocse, “sarà automatico a partire dal 2018, con riferimento all’annualità 2017”. I “conti finanziari oggetto di comunicazione automatica all’Agenzia delle Entrate sono quelli di custodia, di deposito e i contratti di assicurazione con contenuto finanziario”.

“La road map – prosegue il ministero – delinea il percorso per la revisione dell’accordo sui frontalieri. L’accordo oggi in vigore, firmato nel 1974, riguarda solo i frontalieri italiani e prevede la tassazione esclusiva in Svizzera con il ristorno del 40% dei gettito ai Comuni italiani della zona di confine.

Il nuovo accordo – precisa ancora il ministero – è impostato su basi assolutamente innovative. Viene innanzitutto prevista la reciprocità: anche i frontalieri svizzeri che lavorano in Italia saranno compresi nell’accordo. I lavoratori frontalieri saranno assoggettati ad imposizione sia nello Stato in cui esercitano l’attività, sia nello Stato di residenza.

La quota spettante allo Stato del luogo di lavoro ammonterà al massimo al 70% del totale dell’imposta normalmente prelevabile alla fonte. Il Paese di residenza dei lavoratori applicherà l’imposta sul reddito delle persone fisiche tenendo conto delle imposte già prelevate nell’altro Stato ed eliminando l’eventuale doppia imposizione.

Il carico fiscale totale dei frontalieri italiani rimarrà inizialmente invariato e successivamente, con molta gradualità, sarà portato al livello di quello degli altri contribuenti. Non vi sarà più alcuna compensazione finanziaria tra i due Stati.

Il ristorno ai Comuni frontalieri italiani sarà a carico dello Stato, sulla base del principio di invarianza delle risorse. Nella road map Italia e Svizzera si impegnano anche ad individuare le migliori soluzioni pratiche per Campione d’Italia, exclave italiana circondata dal territorio svizzero.

L’obiettivo è di garantire alle imprese e ai cittadini di Campione d’Italia il corretto funzionamento delle attuali regole nazionali ed internazionali sulla fiscalità indiretta. Fino ad oggi la mancanza di disposizioni concordate tra i due Paesi ha creato criticità alle autorità preposte ai controlli ed anche ai cittadini e alle imprese.

La road map prevede la negoziazione in tempi più lunghi di un ampio accordo, non solo fiscale, che regolamenti e semplifichi i rapporti tra i due Stati relativamente al Comune di Campione d’Italia”.

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