Landini contro Renzi lancia la "Coalizione Sociale"

Landini contro Renzi
Maurizio Landini, durante la riunione di sabato (Ansa/Tersigni)

Il segretario della Fiom, Maurizio Landini prova a scendere in politica. Le prove tecniche di “trasmissione” le ha annunciate ieri esprimendo la volontà di mettersi a capo di una “coalizione sociale” per difendere “i diritti di cittadinanza a partire da quello del lavoro, non solo quello salariato, ma in tutte le forme”.

Non è ancora una scesa in campo vera e propria, ma il leader sindacale non intende stare fermo di fronte al processo di “fortissima svalorizzazione” nel lavoro e nella società italiana. Da questa premessa per lanciare poi anche la riforma del sindacato, ormai logoro e spesso stampella dei governi che si susseguono.

“Riunificare il lavoro per estendere i diritti a tutti”, afferma Maurizio Landini, secondo cui “ciò porta al cambiamento anche del sindacato: il processo in atto sta portando alla cancellazione del sindacato confederale perchè porta i sindacati alla competizione tra loro. Per impedire questo processo bisogna unire tutto ciò che stanno dividendo” puntando “a mettere insieme tutte le forme di lavoro, non solo quello salariato”.

“Sono abituato – spiega – a discutere di merito più che di decibel. Io sono attento a quello che si dice: inviterei ad avere rispetto delle proposte che si fanno senza dimenticare che il partito di maggioranza, non tutti al suo interno, ha votato la cancellazione dello statuto dei lavoratori”, manda a dire al capogruppo Pd alla Camera, Roberto Speranza il quale nella sua relazione introduttiva all’incontro di Area riformista a Bologna, aveva detto che la soluzione alla richiesta di una maggiore presenza di sinistra nella politica italiana “non può essere una sinistra antagonista che nasce dalle urla televisive di Landini, ma avere più sinistra nel Pd e più sinistra nella nostra azione di governo”.

La situazione fuori dal Pd, ha detto Speranza, è fatta dal “M5S con l’impossibilità di scongelare la spinta al cambiamento, Salvini che dice cose inaccettabili come il fatto che l’antifascismo sia roba da libri di storia, mentre è un valore fondante della nostra costituzione e da Berlusconi, la cui assoluzione non può far dimenticare il giudizio politico. Queste sono le forze con cui dobbiamo confrontarci, la riflessione sul futuro del Pd non può che partire da questa inquietante situazione”.

Riunione convocata dal segretario della Fiom Maurizio Landini per mettere in campo le basi per quella “Coalizione sociale” alla quale il numero uno delle tute blu ha annunciato di puntare per costruire un’alternativa alle politiche del governo di Matteo Renzi. La riunione a porte chiuse vede la partecipazione di diverse associazioni, da Emergency ad Arci, da Libera ad Articolo 21.

Presenti anche rappresentanti di alcune categorie professionali come avvocati, farmacisti e dottorandi di ricerca. E non manca la partecipazione di un rappresentante politico vero e proprio, impersonato dalla senatrice ex M5s Maria Mussini. Tutti i partecipanti sono stati convocati da Landini presso la sede nazionale della Fiom con una lettera di invito nella quale si chiede di dare forma a dei “punti di programma condivisi nello spazio nazionale” che muovano da una certezza: “La politica non è una proprietà privata”.

Ed entrando alla riunione uno dei partecipanti Paolo Perrino dell’associazione Spin Time Action dà un’idea dei punti di discussione che saranno affrontati: “Il futuro non può essere né cemento né fabbrica, ci vuole un’alternativa al governo, Renzi si è perso per strada la capacità di rappresentare gli interessi popolari. Le politiche della Commissione Ue e della troika, anche in Italia mettono in discussione la democrazie”.

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