Terrore al tribunale di Milano, uomo spara e uccide tre persone. Preso a Vimercate.

Uno dei feriti subito soccorso fuori dal tribunale di Milano
Uno dei feriti subito soccorso fuori dal tribunale di Milano (Ansa)

Terrore al tribunale di Milano. Un uomo imputato di bancarotta, ha sparato all’impazzata uccidendo tre persone tra cui un magistrato. Dopo essersi barricato nel palazzo di Giustizia, il presunto killer, Claudio Giardiello, è riuscito a dileguarsi in moto ed è stato catturato a Vimercate, alle porte di Milano. In tutto ha sparato tredici i colpi calibro 675. Il ministro dell’Interno Alfano ha detto che era pronto a uccidere ancora. “Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato”, ha detto il killer dopo la cattura.

Il dramma è successo intorno alle 11 nel Palazzo di Giustizia del capoluogo lombardo. I Carabinieri hanno subito fornito l’identità del killer. Si tratta di Claudio Giardiello, sotto processo per bancarotta fraudolenta. Secondo quando appreso dalle agenzie, l’uomo è imputato per il fallimento della società “Magenta Immobiliare” di Milano.

Secondo quanto raccontato dagli avvocati presenti in aula, l’uomo avrebbe esploso diversi colpi di pistola al quarto piano del tribunale, sul lato di via Manara, attorno alle 11 di mattina dopo che il suo difensore ha rinunciato al mandato, scatenando il caos all’interno dell’edificio. Pesante il bilancio: finora sono tre i morti e diversi feriti. 

Il giudice ucciso Fernando Ciampi
Il giudice ucciso Fernando Ciampi

Il magistrato che è stato ucciso da Giardiello è il giudice fallimentare Fernando Ciampi. A riferirlo è stato il procuratore della Corte d’Appello Giovanni Canzio. Ciampi sarebbe stato ucciso nel suo ufficio, al secondo piano del palazzo di Giustizia, raggiunto da Giardiello dopo che aveva già esploso almeno quattro colpi di pistola nell’aula della seconda sezione penale dove era in corso il processo a suo carico per bancarotta. Le altre due persone freddate sono il suo avvocato, Lorenzo Alberto Claris Appiani e Giorgio Erba, coimputato nel processo.

Risulta ferito anche Davide Limoncelli imputato del processo in corso nell’aula della seconda sezione penale. Limoncelli sarebbe anche il socio della Magenta immobiliare. Ferito alla gamba anche un avvocato che ha incrociato l’assassino sulle scale.

Il killer subito dopo aver centrato i suoi bersagli, si è prima barricato negli uffici per poi dileguarsi fuori città dove è stato catturato dalle forze dell’Ordine. Le forze speciali di polizia e carabinieri subito dopo il fatto di sangue avevano evacuato l’intero edificio e chiuso tutte le uscite.

“Ho sentito degli spari e ho visto un uomo con una gamba insanguinata, ho avuto paura e sono scappato”, ha raccontato un testimone che si trovava in tribunale quando è avvenuta la sparatoria. Diverse persone hanno sentito il rumore degli spari e sono fuggite dai corridoi e si sono dirette verso l’uscite dell’edificio.

Sul posto erano subito accorsi, tra gli altri ,il capo della Squadra Mobile Alessandro Giuliano e il comandante del Ros, Giovanni Sozzo che hanno guidato il blitz contro il presunto autore.

Claudio Giardiello al centro tra i carabinieri
Claudio Giardiello al centro tra i carabinieri (Ansa/Bazzi)

Fuori dal Palazzo di giustizia si sono radunate centinaia di persone, tra dipendenti e persone impegnate in processi. “Appena ho sentito gli spari – ha detto una impiegata 40enne – e ho visto la gente fuggire mi sono chiusa all’interno della Cancelleria. Ho avuto tanta paura e ho cercato di lasciare al più presto il palazzo”.

Ora resta da capire come l’autore sia potuto entrare armato nel palazzo di Giustizia più sorvegliato d’Italia. Probabilmente è riuscito ad accedere insieme ad un avvocato dall’ingresso loro riservato, da dove si entra mostrando il tesserino di appartenenza all’ordine forense. Secondo il tribunale, tutti i metal detector “erano pienamente funzionanti”.

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