Tribunali, Gratteri: "Tutti sotto i metal detector, anche i giudici"

polizia penitenziariaNiente istituti di vigilanza privati. Per rendere più sicuri i palazzi di giustizia occorre utilizzare la Polizia penitenziaria, “come i Marshall americani”, e istituire controlli al metal detector per tutti, anche a “presidente di tribunale e capo della polizia”: nessun “lei non sa chi sono io”. Lo ha detto all’Ansa Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, rifacendosi alla proposta di trasformare la Polizia penitenziaria in Corpo di polizia di giustizia, redatta dalla sua Commissione per la revisione delle normative antimafia.

“In questa riforma che il presidente Renzi mi ha dato e mi ha delegato abbiamo previsto” la “trasformazione da polizia penitenziaria a corpo di giustizia come i Marshall americani, cioè coloro che si occupano della sicurezza dei magistrati ma si occupano anche della sicurezza dei palazzi di giustizia”, ha spiegato Gratteri a margine dell’evento “Colloqui del Forte di Bard”, in Valle d’Aosta.

Il magistrato ha auspicato un sistema in cui “non esiste una differenza sostanziale tra chi è magistrato e chi è poliziotto o chi è avvocato, indagato o imputato. Tutti passano sotto al metal detector. Dove nessuno può dire “lei non sa chi sono io”, dove anche il presidente del tribunale, anche il capo della polizia è sottoposto a passare al controllo del metal detector”.

Il sistema di utilizzare accessi riservati con il solo controllo dei tesserini per avvocati e magistrati era stata istituito dalle procure generali su pressioni delle categorie al fine di evitare code davanti agli ingressi. Ma dopo la strage al palazzo di Giustizia di Milano è emerso che proprio da quegli accessi è stato possibile “eludere” la sorveglianza e introdursi armati all’interno del tribunale.

E c’è chi come il Savip, critica che nel tempo la sorveglianza nei tribunali sia passata dalla Polizia Penitenziaria, alle guardie giurate armate e da queste al personale Ots, (operatori tecnici di sicurezza), senza neppure una pistola; così come i portieri, largamente usati nei tribunali. Lavoratori che dovrebbero limitarsi a fare assistenza al pubblico, mentre in molti casi sono impiegati nel controllo degli accessi.

L’argomento scotta, in particolare se si pensa ai tagli alla sicurezza e al sistema Giustizia prodotti negli anni dai vari governi. Tagli che hanno indotto a promuovere gare d’appalto ai privati dove magari se le aggiudica chi propone il massimo ribasso, con tutto ciò che ne consegue in termini di sicurezza del lavoratore e del luogo che deve poi vigilare.

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