No Expo, teppisti mettono Milano a ferro e fuoco. Come si tortura una città

Teppisti No Expo devastano Milano (Foto Ansa, Reuters, Ap, Afp) (6)
Un poliziotto prende fuoco durante gli scontri con i teppisti

L’Expo è cominciato col botto. Non quello della bottiglia inaugurale, bensì le molotov che qualche centinaio di tesppisti dei centri sociali hanno lanciato in pieno centro a Milano, devastando e bruciando ogni cosa al loro passaggio per protestare contro l’Expo, la cui giornata inaugurale è stata appunto oggi primo maggio.

Il corteo del “No Expo Mayday Parade”, è partito nel pomeriggio intorno alle 15 da piazza XXIV Maggio ed è ben presto degenerato con le fasce più violente che si sono attivate per sfasciare vetrine, saccheggiare negozi, bruciare automobili, cassonetti e devastare tutto. Persino un palazzo è andato in fiamme. Ci sono stati scontri con la polizia con alcuni agenti feriti.

Scene di ordinaria follia con gente e turisti in fuga terrorizzati da quella che doveva essere una doppia festa: quella del lavoro e quella dell’apertura sul mondo della finestra dell’esposizione universale.

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Il corteo era partito nel pomeriggio colorato e rumoroso come altre iniziative organizzate per il primo maggio, anche se quest’anno dedicato in particolare a Expo 2015. Il percorso autorizzato era quello di percorrere la circonvallazione esterna, lungo corso Ticinese, fino a Pagano, in modo da evitare contatti con il centro cittadino e Largo Cairoli, dove si trova l’Expo Gate, l’ingresso principale. Purtroppo non è andata così. All’inizio i manifestanti si sono limitati a scritte sui muri e sulle vetrine e a qualche lancio di oggetti contro la polizia. Ma in corso Magenta è scoppiato la guerriglia urbana.

Teppisti No Expo devastano Milano (Foto Ansa, Reuters, Ap, Afp)Manifestanti incappucciati e tute nere hanno cominciato a rovesciare e distruggere cassonetti, fioriere, pali stradali. Poi hanno lanciato bombe carta, prima contro vetture parcheggiate alcune delle quali hanno preso fuoco, poi nei negozi e nei box dai quali si sono alzate alte colonne di fumo. Una bomba è stata lanciata anche contro la sede della Bnl in piazza Virgilio. La polizia ha cominciato a caricare i manifestanti e il corteo è stato disperso con lancio di lacrimogeni attorno a Piazzale Cadorna, dove si trova la stazione Cadorna, da cui parte anche il Malpensa Express, destinato a turisti e visitatori. Gli accessi della stazione sono stati chiusi.

La situazione è ancora molto tesa e si temono nuove offensive dei teppisti anche in vista del concerto inaugurale di stasera per Expo al Teatro alla Scala.

Un biglietto da visita coi fiocchi sotto gli occhi di tutto il mondo. Le avvisaglie di un simile epilogo c’erano tutte e si sono manifestate due giorni fa, quando i centri sociali sono scesi in strada a Milano a imbrattare muri e protestare contro la fiera planetaria. Le Forze dell’Ordine a scopo preventivo avevavo anche sequestrato arnesi da guerriglia urbana. Ma il giorno dell’inaugurazione l’azione di violenza dei centri sociali ha travolto i migliori auspici delle istituzioni. Stamane il premier Matteo Renzi aveva inaugurato l’Expo. “Tutto il mondo ci guarda”, aveva detto. Dopo i fattacci di oggi il segretario non commenta le gesta violente dei vandali.

Il bilancio provvisorio è di una città devastata, offesa, vilipesa e torturata da un manipolo di teppisti, con 11 uomini delle forze dell’ordine feriti nel corso degli scontri e una decina di criminali fermati in questura. Le responsabilità? Chi ha autorizzato il corteo degli antagonisti sapendo il rischio di ciò che poteva succedere? Domande che forse non avranno risposte. In terra, in una Milano ferita, restano gli arnesi, le mazze, le bombe, i caschi e le tute nere usate dai teppisti per non farsi riconoscere. Sfilate via le “maschere” da black bloc, i delinquenti si sono dileguati beffando polizia e carabinieri.

LE REAZIONI

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si legge in una nota – ha espresso la sua “ferma condanna della violenza teppistica” avvenuta nel corso della manifestazione di protesta a Milano. Violenza “tanto più esecrabile – ha detto – in quanto rivolta contro un evento che ha come obiettivo la nutrizione del pianeta, la lotta alla fame e alla denutrizione e un ordine mondiale fondato su una maggiore equità tra Paesi ricchi e Paesi in via di sviluppo”. Mattarella ha espresso “la sua piena solidarietà ai cittadini di Milano, vittime di pesanti danneggiamenti, e alle forze dell’ordine che hanno fronteggiato i violenti con responsabilità e grande senso del dovere”. Dal Presidente della Repubblica sono arrivati anche “gli auguri di piena e rapida guarigione per gli agenti rimasti feriti” e l’auspicio che “i responsabili delle violenze siano assicurati al più presto alla giustizia”. 

MARONI E PISAPIA“Pieno sostegno alle forse dell’ordine che stanno fronteggiando a Milano la guerriglia urbana scatenata da imbecilli violenti che devono finire in galera”: così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni commenta su twitter quanto accaduto al corteo May Day-No Expo di Milano. “Isolare, individuare, punire senza se e senza ma i delinquenti che stanno devastando Milano”, ha dichiarato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.

SALVINI E DI MAIO CONTRO ALFANO  Il leader del Carroccio si scaglia contro il ministro dell’Interno Angelino Alfano, a suo giudizio “incapace” e ne chiede le dimissioni. Anche il M5S, con il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, se la prende con il leader Ncd. “I cittadini italiani non sono più al sicuro con un Ministro dell’interno con la credibilità di Topo Gigio”, attacca. “Arrivano black bloc a Milano da fuori Italia, la mettono a ferro e fuoco e nessuno sapeva che centinaia di vandali fossero in città?”, si chiede il grillino dopo la devastazione di Milano. “Il dispositivo di sicurezza in Italia – osserva – fa acqua da tutte le parti, non perché abbiamo pochi poliziotti, ma perché c’è un ministro del’Interno che non è capace di coordinarli, visto che non ha mai capito quale fosse il suo compito. Ha sempre usato il suo dicastero come un bancomat e basta”.

IL MINISTRO SI DIFENDE: “ABBIAMO EVITATO IL PEGGIO” Mentre Matteo Renzi non commenta, il titolare del Viminale ha spiegato in un twitt che “saremo durissimi con i farabutti e invita i magistrati: “Nessuno si sogni di liberarli subito”. 

Per Forza Italia il capogruppo alla Cemera, Renato Brunetta affida a twitter il suo giudizio: “Violenza premeditata, governo non in grado”, mentre il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri ironizza su Alfano: “Ottimo lavoro e tutto il sistema. Hanno evitato il peggio. Adesso difendiamo la Scala.” UMORISMO TRAGICO”, è il twitt di Gasparri.

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