Papa Francesco e Renzi incontrano Raul Castro: "Pagina nuova"

Raul Castro a colloquio con Papa Francesco
Raul Castro a colloquio con Papa Francesco (Afp)

Il presidente cubano Raul Castro è stato ricevuto da Papa Francesco nello studio privato presso l’Aula Nervi. Al suo arrivo il Vaticano il presidente è stato accolto dal prefetto della Casa Pontificia, monsignor Georg Gaenswein.
L’incontro tra Francesco e Raul Castro è durato circa un’ora, al termine della quale i due interlocutori si sono salutati con una lunga stretta di mano.

Il presidente cubano ha espresso gratitudine a Bergoglio per il prezioso aiuto della Santa Sede nelle trattative per la normalizzazione delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti. “Ho ringraziato il Santo Padre per il suo contributo al riavvicinamento tra Cuba e gli Stati Uniti”, ha detto lo stesso Castro, uscendo dall’Aula Nervi.
“Nel colloquio – ha spiegato padre Federico Lombardi portavoce della Santa Sede – si è parlato anche dell’accoglienza che verrà data dai cubani al Papa” nella visita del prossimo settembre.

Papa Francesco ha donato a Raul Castro una medaglia con l’immagine di San Martino che riveste un povero con il suo mantello. “San Martino che con il mantello copre il povero è un’intuizione di quello che dobbiamo fare: dobbiamo coprire la miseria della gente e poi promuovere la gente. Mi piace molto regalare questa immagine perchè è un segno di buona volontà”, ha detto Bergoglio al presidente, al quale ha donato a anche l’esortazione apostolica “Evangelii gaudium”, che è il documento programmatico del suo Pontificato.
“Questo è il testo dove ci sono alcune di quelle dichiarazioni che a lei piacciono”, gli ha detto accennando al fatto che il testo ha “una parte religiosa e una parte sociale”.

Raul Castro ricevuto dal premier Matteo Renzi
Raul Castro ricevuto dal premier Matteo Renzi (Ansa/DI Meo)

Da parte sua, Raul Castro ha donato a Francesco una medaglia commemorativa dei 200 anni della cattedrale dell’Avana. “Di queste medaglie ce ne sono solo 25, e una è questa”, ha spiegato. A Francesco Castro ha consegnato poi anche un quadro del cubano Kacho,che raffigura una croce realizzata con barconi come quelli che trasportano i migranti e con davanti una persona inginocchiata a pregare: il quadro, hanno detto i rappresentanti cubani, realizzato espressamente per la visita, è ispirato al viaggio fatto nel luglio 2013 dal Papa a Lampedusa. Kacho era presente nella delegazione e Castro ha potuto presentarlo a Bergoglio.

“Ho preso ispirazione dall’attenzione del Papa per i migranti”, ha confidato ai giornalisti Kacho che l’anno scorso aveva fatto una mostra al al Palazzo della Cancelleria, a Roma, e aveva scritto al Papa che gli aveva risposto.
San Giovanni Paolo II aveva ricevuto il fratello di Raul, Fidel Castro, nel 1996 e nel 1998 aveva compiuto uyno storico pellegrinaggio a Cuba, seguito da Benedetto XVI nel 2011, quando ad accoglierlo c’era già il presidente Raul ma anche Fidel potè incontrare Ratzinger. “La Chiesa cattolica cubana – ricorda oggi il sito specializzato Vaticaninsider – già da molti anni sostiene il processo di dialogo per favorire l’apertura di Cuba al mondo e del mondo a Cuba, per usare un’espressione di Giovanni Paolo II.

L’iniziativa per il disgelo con gli Stati Uniti è stata portata avanti dalla Santa Sede in piena sintonia con i vescovi del luogo guidati dal cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, chiedono al governo dell’Avana la possibilità di costruire nuove chiese, di facilitare la possibilità di comunicazione e di trasporto, e sperano anche di poter avere un accesso ai mezzi di comunicazione che non si riduca a qualche quarto d’ora all’anno”.

Per il sito, l’incontro di oggi e la prossima vista di Bergoglio nell’isola il prossimo settembre, durante lo stesso viaggio che lo porterà significativamente anche a Washington, alla Casa Bianca e al Congresso, sono tappe di un percorso.
Nella storia recente dei rapporti tra il Vaticano e Cuba, questi appuntamenti sono stati sempre segnati da concessioni da parte del governo cubano, come fu per la reintroduzione del giorno festivo del Natale, annunciata alla vigilia del viaggio di Giovanni Paolo II nell’isola caraibica”.

Lasciato il Vaticano, il Presidente Castro ha raggiunto Palazzo Chigi dove alle 11 è stato accolto dal premier Matteo Renzi.

“Oggi possiamo toccare con mano che molto sta cambiando, la storia fa il suo corso e vogliamo e dobbiamo essere protagonisti. Oggi possiamo scrivere una pagina nuova e sono convinto che possiamo fare molto insieme”, ha detto Renzi nell’incontro con la stampa dopo il bilaterale con Raul Castro. “I rapporti tra Italia e Cuba sono perfetti”, ha detto Raul Castro.

“Noi non avremmo mai dovuto essere inclusi nella lista dei paesi terroristi. Forse il prossimo 28 maggio il Senato degli Stati Uniti ci toglierà da questa famosa lista”, ha aggiunto Castro davanti ai giornalisti dopo il colloquio con Renzi. “Sono rimasto molto colpito dalla saggezza e modestia del Papa. Leggo tutti i suoi discorsi e a Renzi ho detto: “Se il Papa continua così tornerò alla Chiesa cattolica”. Io sono del partito comunista che non ha mai ammesso i credenti” anche se ora si sono fatti passi avanti. Così Raul Castro elogia Papa Bergoglio dopo l’incontro con Renzi. “Noi – aggiunge Castro – veniamo accusati di non rispettare i diritti umani. Ma chi li rispetta nel mondo? Da noi la salute è un diritto per tutti come l’istruzione. Noi riconosciamo di aver compiuto degli errori ma i diritti umani non devono essere strumentalizzati per mala-politica”.

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