Mafia Capitale, la Lupa di Roma da mungere come una mucca

 Il Campidoglio sede del consiglio comunale di Roma CapitaleSi arricchiscono di nuovi particolari le intercettazioni del secondo filone (o del prosieguo) dell’inchiesta “Mondo di Mezzo” condotta dalla procura di Roma che ieri ha decapitato pezzi da novanta della politica romana e laziale. A comandare i giochi erano sempre loro, i presunti boss di Mafia Capitale Salvatore Buzzi e Massimo Carminati già in carcere dal 2 dicembre scorso quando è scattata la prima mega operazione culminata con 37 arresti.

L’inchiesta di Pignatone ha fatto emergere come “l’associazione a delinquere che utilizzava il metodo mafioso a fini corruttivi” aveva in pugno il Campidoglio e non solo con consiglieri corrotti messi al libro paga dei soci di maggioranza della cricca che operava a cavallo di due giunte comunali, quella Alemanno e  quella attuale di Marino con riflessi al consiglio regionale del Lazio dove pure c’erano referenti come, fra gli altri, Luca Gramazio, ex capogruppo Pdl (poi Fi) sia al comune che nell’assemblea regionale.

Secondo i pm, l’associazione era molto interessata al business degli immigrati e alla gestione dei centri d’accoglienza. “La mucca per essere munta deve mangiare”, è la metafora usata dal presunto architetto dell’associazione Salvatore Buzzi che insieme all’ex nar Massimo Carminati, aveva messo in piedi una macchina trasversale per tanti quattrini all’ombra della Lupa di Roma.

In una telefonata del 15 ottobre 2014 – un mese e mezzo prima degli arresti del 2 dicembre – il manager delle cooperative parlava con Franco Figurelli, all’epoca appartenente alla segreteria del presidente del consiglio comunale Mirko Coratti, e prendendo spunto dalla richiesta di assunzione per una ragazza avanzata da Figurelli, rendeva chiara la sua filosofia.
Buzzi: “Ahò ma, scusa ma lo sai… la sai la metafora?
Figurelli: “Eh…”.
Buzzi: “La mucca deve mangiare”.
Figurelli: “Ahò, questa metafora io glielo dico sempre al mio amico, mi dice: ‘non mi rompere, perché se questa è la metafora lui ha già, già fatto, quindi non mi rompere’…”.
Buzzi: “Ma… fai fa… fagli un elenco…
Figurelli: “Salvatò…”
Buzzi: “Fagli un elenco della mangiatoia, digli, oh” (ridono)
Figurelli: “Salvatò, te voglio be… già me rompe… dice: ‘E’ possibile che Salvatore a noi ce risponde così?’, ho detto: ‘Ahò, che te devo di’, gli ho detto, ‘questa è la metafora che me dà il cammello e della cosa… quindi che te devo fà?’” (…)
Buzzi: “Sì, ma io investo su di te, lo sai che investo su di te”.
Figurelli: “Eh, meno male” (…)
Buzzi: “Ahò, però diglielo: ‘guarda che ha detto Buzzi che qui la mucca l’avemo munta tanto… (sovrapposizione di voci)”.

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