Crac Divina Provvidenza, il card. Versaldi a Profiti: "Devi tacere al Papa i 30 milioni dell'Idi"

Il Cardinale Giuseppe Versaldi in una foto del 2013 (Ansa/Peri)
Il Cardinale Giuseppe Versaldi in una foto del 2013 (Ansa/Peri)

Avrebbero dirottato 30 milioni di euro di fondi pubblici dall’ospedale Bambino Gesù all’Idi, Istituto dermopatico dell’Immacolata ma questa operazione bisognava nasconderla a Papa Francesco. E’ quanto detto dal cardinale Giuseppe Versaldi, ora prefetto dell’Educazione Cattolica, in una conversazione telefonica con il manager Giuseppe Profiti intercettata a febbraio dello scorso anno nell’ambito dell’inchiesta della procura di Trani sul crac da 500 milioni di euro della Casa di cura “Divina Provvidenza”, che ha sedi a Bisceglie, Foggia e Potenza.

Era il 26 febbraio 2014 e nella conversazione captata dagli inquirenti l’alto prelato e il manager hanno quella sera un incontro in Vaticano proprio con il Santo Padre.

Nella conversazione è proprio il cardinale Versaldi a temere che potesse uscire qualche parola di troppo sull’operazione e a un certo punto allerta l’interlocutore che da li a qualche ora lo avrebbe “introdotto” con sé in Vaticano “come delegato”.

Dice Versaldi nella telefonata: ehm…ehm…devi tacere che questi trenta milioni…“. Profiti: “Sì. Sì. Sì. Sull’intervento, sì.“. Versaldi: “Sono stati dati per l’I.d.i. E dire semplicemente che, come ogni anno, oltre ai cinquanta (milioni, ndr) sono stati dati trenta per il Bambino Gesù, senza…ah… ah…una…“; Profiti: “Vincolo di destinazione”. Versaldi: “…una…una…una destinazione, no?”. Profiti: “Ho capito. Ho capito”. Versaldi: “Eh…eh …”.

I 30 milioni sarebbero stati assegnati al Bambino Gesù dalla legge di stabilità ma verrebbero utilizzati, sempre secondo gli inquirenti, nelle intenzioni di Versaldi e Profiti per un’altra struttura sanitaria, cioè appunto l’Idi, istituto che è peraltro in Amministrazione Straordinaria e al centro essa stessa di un’altra indagine giudiziaria. Lo scopo sarebbe stato quello di far riacquisire l’Idi, prima di proprietà della provincia italiana dei Figli dell’Immacolata, alla Congregazione religiosa generale, utilizzando per questo fondi provenienti dallo stato italiano.

L’Ospedale Bambino Gesù “smentisce categoricamente che propri fondi di bilancio, meno che mai fondi pubblici, siano stati destinati all’acquisizione dell’Istituto dermopatico dell’Immacolata”. “Neanche un euro dell’Ospedale – afferma con risolutezza la nuova presidente Mariella Enoc – risulta distratto dalle attività cliniche, di ricerca o organizzative che riguardano l’Ospedale e i suoi pazienti”.

Per la procura di Trani tali risultanze dell’inchiesta sono rilevanti per comprendere il modus operandi utilizzato nel caso dell’Idi che troverebbe un parallelo anche per quanto accertato a proposito della bancarotta delle case di cura pugliesi della Divina Provvidenza, anche qui con Profiti nel presunto ruolo di trait d’union.

Nell’inchiesta della procura di Trani, che finora ha portato a dieci arresti tra cui due suore, c’è la richiesta di arresto per il senatore Ncd, Antonio Azzollini, ex sindaco di Molfetta (Bari). Il cardinale Versaldi non sarebbe comunque indagato.

Giorni fa era uscita la notizia di accertamenti su almeno due alti prelati, uno dei quali avrebbe avuto un ruolo nella vecchia gestione dello Ior, la banca del Vaticano.

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