Il Papa a Torino: "Siate coraggiosi e artigiani del futuro".

Il Papa a Torino in piazzetta Reale si rivolge al Mondo del Lavoro
Papa Francesco in piazzetta Reale si rivolge al Mondo del Lavoro

Il Papa a Torino è arrivato alle 8 all’aeroporto di Caselle per la sua visita pastorale nel capoluogo piemontese che durerà due giorni.

Ad accogliere il Santo Padre è Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino, da Sergio Chiamparino, Presidente della Regione Piemonte, da Paola Basilone, Prefetto di Torino dal sindaco di Torino Piero Fassino.

Da Caselle verso la città, il primo appuntamento è in piazzetta Reale, con il mondo del lavoro.

“Il lavoro non è necessario solo per l’economia, ma per la persona umana, per la sua dignità, per la sua cittadinanza e anche per l’inclusione sociale”,  ha aggiunto il Papa a Torino. Città che “è storicamente un polo di attrazione lavorativa, ma oggi risente fortemente della crisi: il lavoro manca, sono aumentate le disuguaglianze economiche e sociali, tante persone si sono impoverite e hanno problemi con la casa, la salute, l’istruzione e altri beni primari.

Il Papa a Torino. Ecco il suo arrivo in Papa Mobile
Il Pontefice al suo arrivo a Torino

L’immigrazione aumenta la competizione, ma i migranti non vanno colpevolizzati, perché essi sono vittime dell’iniquità, di questa economia che scarta e delle guerre. Fa piangere vedere lo spettacolo di questi giorni, in cui esseri umani vengono trattati come merce!”, afferma riferendosi alla tratta degli schiavisi di esseri umani e agli episodi di Ventimiglia. Il santo Padre torna sulla società fondata sull’egoismo e sullo scarto.

“In questa situazione – afferma papa Bergoglio – siamo chiamati a ribadire il “no” a un’economia dello scarto, che chiede di rassegnarsi all’esclusione di coloro che vivono in povertà assoluta – a Torino circa un decimo della popolazione. Si escludono i bambini, natalità zero!”, ha sottolineato “Si escludono gli anziani, e adesso si escludono i giovani (più del 40% di giovani disoccupati)! Quello che non produce si esclude a modo di “usa e getta”.

“Siamo chiamati a ribadire il “no” all’idolatria del denaro, che spinge ad entrare a tutti i costi nel numero dei pochi che, malgrado la crisi, si arricchiscono, senza curarsi dei tanti che si impoveriscono, a volte fino alla fame”. Dire “no” alla “corruzione, tanto diffusa che sembra essere un atteggiamento, un comportamento normale. Ma non a parole, con i fatti. “No” alle collusioni mafiose, alle truffe, alle tangenti, e cose del genere”.

Infine, sempre rivolgendosi ai fedeli in una piazza soleggiata, il Papa ha concluso: “Siate coraggiosi, andate avanti, siate creativi, siate “artigiani” tutti i giorni, artigiani del futuro! Con la forza di quella speranza che ci dà il Signore e non delude mai. Ma che ha anche bisogno del nostro lavoro”.

 Un manifesto di benvenuto a Papa Francesco a Torino
Un manifesto di benvenuto a Papa Francesco a Torino (Ansa)

Poi il pontefice si è recato nel Duomo di Torino  dov’è ha pregato in raccoglimento davanti alla sacra Sindone.  In cattedrale erano presenti suore di clausura e sacerdoti ospiti delle case del Clero della Diocesi, il Capitolo dei canonici, la Commissione Sindone, alcuni parenti del Beato Piergiorgio Frassati, l’arcivescovo emerito di Torino, cardinale Severino Poletto, e i vescovi della Conferenza Episcopale Piemontese e Valdostana.

Papa Francesco ha pregato per alcuni minuti, poi dopo il segno della croce si è alzato e si è avvicinato alla teca che custodisce la sindone toccandola con la mano destra. La due giorni di Papa Francesco prosegue fino al tardo pomeriggio di oggi. Nella giornata di lunedi lascera l’Arcivescovado per trasferirsi in auto al Tempio Valdese e dopo una serie di incontri, anche in forma privata ripartirà alle 17.30 per Roma.

Condividi