Cinema, addio all'attrice Laura Antonelli, icona sexi degli anni '70

Laura AntonelliROMA – Un infarto ha stroncato la vita dell’attrice Laura Antonelli, 73 anni. E’ successo nella sua casa di Ladispoli, vicino Roma. A dare l’allarme è stata la domestica che l’ha trovata per terra nella camera da pranzo.

Nata nel 1941 a Pola, era di famiglia istriana. E con questa fece parte dell’esodo dei 300 mila istriani che fuggirono dalla ex Jugoslavia per trovare riparo in Italia.

La Antonelli ha raggiunto il culmine della popolarità a cavallo degli anni ’70/’80, interpretando pellicole erotiche e film d’autore. Nella sua carriera ha lavorato con Giuseppe Patroni Griffi, Luchino Visconti, Salvatore Samperi, Dino Risi e Luigi Comencini.

E stata protagonista di film di grande successo come Malizia e tanti altri. Ma al periodo d’oro seguì il declino per il suo coinvolgimento in una storia di droga da cui rimase molto ferita. Con i suoi film ha fatto sognare intere generazioni.

Il fratello Claudio, uno dei parroci di Ladispoli, l’attore Lino Banfi e l’ex attrice Claudia Koll: sono gli ultimi amici, “quelli veri”, che l’attrice ha chiesto di chiamare quando sarebbe morta. Lo ha lasciato scritto su un biglietto, racconta l’assessore ai servizi sociali del Comune di Ladispoli Roberto Ussia: “Stiamo cercando di rintracciare il fratello che vive in Canada”.

L'attrice Laura Antonelli
L’attrice Laura Antonelli (Olycom)

L’attrice ha girato il suo primo film nel 1969, “Le malizie di Venere”, diretto nel 1969 da Massimo Dallamano e bloccato dalla censura. L’anno dopo ha ottenuto il primo successo, a fianco di Lando Buzzanca, nel “Merlo maschio” di Pasquale Festa Campanile. Dopo il trionfo di “Malizia” (sei miliardi d’incasso quando il biglietto del cinema costava mille lire), la bellezza prorompente, genuina della Antonelli ha attratto prima Giuseppe Patroni Griffi, che la volle per “La divina creatura” (1975), e poi Luchino Visconti che le affidò il ruolo della moglie di Giancarlo Giannini ne “L’innocente” (1976) da Gabriele D’Annunzio.

Laura Antonelli ha avuto miglior fortuna nelle commedie: da “Sessomatto” di Dino Risi a “Mio Dio come sono caduta in basso” di Luigi Comencini in cui faceva la parodia delle eroine dannunziane. La Antonelli ha recitato poi a fianco di Jean Paul Belmondo in “Trappola per un lupo” di Claude Chabrol, con Mauro Bolognini in “Gran bollito”, con Ettore Scola in “Passione d’amore”.

Due volte si è cimentata con Moliere, nelle riduzioni farsesche del “Malato immaginario” e “Avaro”, accanto ad Alberto Sordi. Si è vista anche in “Rimini Rimini” e nella “Venexiana” dove contendeva con successo a Monica Guerritore l’amore di un giovane sfruttando le armi, neanche a dirlo, della malizia. Negli ultimi anni ha scelto di vivere sempre più appartata. Tra le sue ultime apparizioni, due ruoli da protagonista in tv: negli “Indifferenti” di Bolognini e in “Disperatamente Giulia” di Enrico Maria Salerno, trasmessi su Canale 5 nel 1988 e nel 1990. Poi il silenzio.

CLAUDIA KOLL: “AVEVAMO INCONTRATO INSIEME DIO E LA FEDE”
“Sono andata a cercare Laura nella parrocchia di Ladispoli, dove abitava, per portarle il mio affetto e la forza di Cristo. Sentivo che avevamo molto in comune: entrambe ex attrici, belle, in un certo periodo della nostra vita avevamo incontrato Dio, la Fede”. A ricordare, commossa, il suo rapporto con Laura Antonelli, è Claudia Koll, ex attrice anche lei e donna di fede nella seconda parte della sua vita. Una delle poche persone che negli ultimi anni s’interessava della sorte dell’indimenticabile icona sexy degli anni Settanta e Ottanta scomparsa oggi. Tanto che la stessa Antonelli aveva scritto su un foglietto con le sue ultime volontà di volere al suo fianco, in caso di morte, il fratello Claudio, l’attore Lino Banfi, la Koll e uno dei parroci di Ladispoli.

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