Compravendita senatori, per Berlusconi chiesti 5 anni. Per i pm ha comprato per far cadere Prodi

L'opposizione festeggia alla caduta del governo Prodi il 24 gennaio 2008
L’opposizione festeggia la caduta del governo Prodi il 24 gennaio 2008

NAPOLI – Una richiesta di condanna pesantissima. 5 anni di reclusione per Silvio Berlusconi e 4 anni e 4 mesi per l’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola. E’ quanto ha chiesto il pm Vincenzo Piscitelli nel processo in corso a Napoli sulla presunta compravendita di senatori con cui Berlusconi sarebbe riuscito nel 2008 a far cadere il governo Prodi.

Nell’ambito dello stesso processo Sergio De Gregorio, eletto nel 2006 con Italia dei valori e poi passato nel Pdl, ha patteggiato un anno e 8 mesi. Il 7 luglio sono previste le arringhe degli avvocati difensori Niccolò Ghedini, Michele Cerabona e Franco Coppi, mentre l’8 luglio è attesa la sentenza da parte della prima sezione del Tribunale di Napoli.

I FATTI
Il 9 aprile 2006, dopo il quinquennio berlusconiano al governo, si torna alle urne per il rinnovo del Parlamento. A contendersi la presidenza del Consiglio furono nuovamente Silvio Berlusconi per il centrodestra e Romano Prodi per l’Ulivo, in rappresentanza del centrosinistra. Ne uscì vittorioso Prodi, ma di poco. Alla Camera la partita la vinse al fotofinish. Una manciata di voti consentirono al premier di accaparrarsi il premio di maggioranza arrivando a quota 340 seggi. Al Senato invece andò pari. Una vittoria a metà, con una differenza di una manciata di senatori. Maggioranza quindi risicata che ha costretto Prodi a fare i salti mortali per fare approvare i provvedimenti, soprattutto per parte di una coalizione definita “macedonia”, tante erano le divergenze.

Secondo l’accusa, il leader dell’opposizione, conscio delle difficoltà del premier Prodi, mise in atto il piano della presunta compravendita di senatori per capitolare Prodi nel 2008. Queste le accuse dei Pm. Le cronache politiche di allora raccontarono invece che a far cadere Prodi fu l’allora Guardasigilli Clemente Mastella, leader dell’Udeur, dopo che la procura di Santa Maria Capua Vetere gli arrestò la moglie, al tempo presidente del Consiglio regionale della Campania.

Clemente Mastella
Clemente Mastella

Mastella andò su tutte le furie e, più volte in contrasto con Prodi alla fine gli ritirò il sostegno. Prodi fu così sfiduciato al Senato il 24 gennaio 2008: 161 voti contrari alla fiducia, 156 favorevoli e 1 astenuto. 5 voti di scarto, tra cui due dei 3 senatori dell’Udeur. Si dissociò infatti il senatore Udeur Stefano Cusumano, poi espulso e approdato al Pd. Col voto contrario dei senatori mastelliani si unisce anche quello di altri senatori decisi a passare con il centrodestra, tra cui l’ex premier Lamberto Dini.

Le indagini dei pm hanno ricostruito una storia fatta di corruzione politica ed economica. L’accusa sostiene infatti che sia stato Silvio Berlusconi, tramite Valter Lavitola, a pagare alcuni senatori, tra cui Sergio De Gregorio, eletto con Di Pietro ma migrato nelle fila del centrodestra e Giuseppe Caforio, cui sarebbero andati cinque milioni di euro. De Gregorio ha ammesso le sue responsabilità e patteggiato un anno e otto mesi di reclusione. E sulle sue dichiarazioni che si è rafforzata l’accusa contro il Cav. Secondo i pm, Berlusconi aveva deciso far cadere a suon di milioni, appunto “comprando” senatori, il governo di Romano Prodi.

Il procuratore aggiunto Piscitelli, nella requisitoria ha detto che “l’obiettivo di Berlusconi era far cadere il governo Prodi, il modo non gli interessava. Le dimissioni da ministro di Mastella sarebbero state un colpo forte. La seduzione poteva essere rappresentata dalla rivelazione dell’inchiesta di Santa Maria Capua Vetere in cui erano coinvolti la moglie e il consuocero, che guarda caso poche ore prima del blitz si è ricoverato in ospedale. Legittima e intelligente l’operazione politica di nominare De Gregorio presidente della commissione Difesa del Senato, il problema è l’accordo economico”.

Sergio De Gregorio con Silvio Berlusconi Protagonisti della presunta Compravendita senatori
Sergio De Gregorio con Silvio Berlusconi

Conclude Piscitelli che questo “non è solo un episodio di corruzione, ma è un episodio di gravità estrema. Sono convinto che pure altri senatori hanno accettato come De Gregorio, anche se non siamo riusciti a identificarli. Era un operazione finalizzata a sovvertire l’ordine democratico. Una pagina buia della politica italiana. Se la ruggine della corruzione investe i gangli primi della democrazia, il pericolo per la democrazia è grandissimo”, ha detto il pm.

La replica di Berlusconi in serata: “Una richiesta quella della Procura di Napoli, – ha detto – che confligge con la realtà e con tutte le risultanze processuali, in linea con la tradizione dei peggiori processi politici. Confido che il tribunale voglia rapidamente ristabilire la verità dei fatti e pronunciare una sentenza totalmente assolutoria”.

Romano Prodi attende l'esito del voto di fiducia a gennaio 2008. Poi salì al Quirinale per dimettersi
Romano Prodi attende l’esito del voto di fiducia a gennaio 2008. Poi salì al Quirinale per dimettersi (Reurters)

Anche gli avvocati di Berlusconi Coppi, Cerabona, Larosa e Ghedini sono intervenuti: “Tutti i testimoni e tutte le prove documentali –  afferma il collegio difensivo – hanno dimostrato la totale inconsistenza dell’assunto accusatorio”.

“Lo stesso De Gregorio – spiegano gli avvocati dell’ex premier  – ha dovuto ammettere che la sua adesione al centrodestra era un ritorno a casa e che le sue azioni politiche erano svincolate dalle asserite dazioni di denaro, peraltro del tutto sfornite di ogni prova. Che la Procura di Napoli nonostante tutto ciò abbia ritenuto di chiedere una sentenza di condanna al massimo della pena è davvero assurdo. Confidiamo che il tribunale voglia assolvere con formula ampia il presidente Berlusconi da questa incredibile accusa”, hanno concluso.

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