Calcioscommesse, chiesto processo per Antonio Conte, ct della Nazionale: "Frode sportiva"

Antonio Conte, tecnico della Nazionale (Ansa)
Antonio Conte, tecnico della Nazionale (Ansa)

Antonio Conte nei guai per presunta frode sportiva. La Procura di Cremona ha chiesto il rinvio a giudizio per 104 persone indagate nell’inchiesta sul Calcioscommesse. Tra questi risulta la richiesta di rinvio a giudizio per Antonio Conte, Ct della nazionale di Calcio italiana. Il tecnico azzurro è accusato di presunta frode sportiva in relazione solo alla partita Albino Leffe-Siena.

Nella richiesta di rinvio a giudizio del ct della Nazionale, Antonio Conte, si fa riferimento a degli accordi sottoscritti tra allenatori Federcalcio in cui è previsto che l’allenatore debba “salvaguardare la condotta morale dei calciatori”. Obbligo dell’allenatore è anche quello di sorvegliare affinchè i calciatori mantengano “una condotta consona ai principi di lealtà e probità (onestà e rettitudine, ndr)”.

La partita contestata nella richiesta di rinvio a giudizio è Albino Leffe-Siena, mentre è stata chiesta l’archiviazione per l’incontro Novara-Siena. Sono circa 60 le partite di Serie A, B e Lega Pro contestate nella richiesta di rinvio a giudizio del procuratore di Cremona, Roberto di Martino, nei confronti dei 104 imputati per il Calcioscommesse. Le partite erano in origine circa 200 ma in alcuni casi non si sono raggiunti sufficienti indizi per arrivare a un dibattimento mentre otto sono risultate prescritte.

Antonio Conte: “Amareggiato” 
“Amareggiato” per una richiesta di rinvio a giudizio “annunciata” da giorni ma determinato ora a continuare nel suo lavoro da ct della Nazionale, in attesa degli sviluppi della sua vicenda processuale: è questo lo stato d’animo di Antonio Conte, secondo fonti a lui vicine.

“Continuo a lavorare, mai pensato a dimissioni”
Conte non ha ancora ricevuto formale comunicazione della richiesta di rinvio a giudizio del Pm di Cremona. All’amarezza manifestata nelle ultime uscite pubbliche – fa notare chi lo ha sentito – si aggiunge oggi quella per essere stato archiviato per la gara Novara-Siena, quella che sembrava il fulcro di 4 anni da indagato, e ritenuto da giudizio per la partita con l’Albino Leffe in virtù di un presunto mancato intervento per impedire la combine. Gli avvocati di Conte valuteranno gli atti per studiare la strategia, Conte proseguirà nel suo lavoro da ct in attesa degli sviluppi processuali. Nelle ultime dichiarazioni il tecnico della Nazionale ha smentito di aver pensato a dimissioni, ma ha anche chiarito di ritenere un problema l’eventuale protrarsi dell’iter processuale in concomitanza con euro 2016, in programma il prossimo giugno in Francia. Una considerazione che rimane valida tuttora.

Per quanto riguarda Novara-Siena il procuratore Roberto di Martino ha chiesto l’archiviazione, così come per l’originaria accusa di associazione a delinquere. Accusa che rimane per Cristiano Doni, Beppe Signori ed altri. Per altri dieci indagati, per lo più stranieri, la richiesta di rinvio a giudizio interverrà tra alcuni giorni.

Nell’ambito della stessa inchiesta il procuratore di Cremona Roberto di Martino ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di presunta frode sportiva anche per l’ex tecnico dell’Atalanta Stefano Colantuono. Al tecnico è contestata la presunta combine di Crotone-Atalanta del 2012.

Tra i destinatari della richiesta di rinvio a giudizio anche l’ex capitano della Lazio Stefano Mauri che fu anche arrestato nell’ambito dell’inchiesta. In particolare, le accuse nei confronti di Mauri si sono aggravate in seguito alla costituzione del macedone Christian Ilievski, che aveva parlato diffusamente dei rapporti col calciatore.

Da Mauri a Conte, le sentenze dello sport
L’omessa denuncia per Antonio Conte, stessa imputazione per Stefano Mauri: la giustizia sportiva ha già punito i protagonisti del Calcioscommesse, di quella stessa inchiesta di Cremona che oggi ha chiesto il rinvio a giudizio per 104 indagati, tra cui il ct della nazionale, il giocatore della Lazio, e l’attuale tecnico dell’Udinese, Colantuono. Conte, a cui il pm ha contestato la frode sportiva, era stato squalificato 10 mesi (poi ridotti a 4), mentre il laziale e’ stato fermato per nove (squalifica scontata a sei).

ANTONIO CONTE: squalificato dalla Figc per 10 mesi, quando era tecnico della Juventus, per omessa denuncia nell’ambito del procedimento sul calcioscommesse. L’allenatore e’ stato prosciolto per Novara-Siena, ma e’ stata confermata anche dalla Corte di Giustizia federale l’accusa per Albinoleffe-Siena. La squalifica di Conte e’ stata poi ridotta a quattro mesi dal Tribunale Nazionale d’Arbitrato e l’allora tecnico della Juve torna ad allenare l’8 dicembre 2012

STEFANO MAURI: squalificato per 9 mesi per doppia omessa denuncia nelle presunte combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del maggio 2011. Pena ridotta poi a 6 mesi dal Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport. Nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Cremona sul calcioscommesse Mauri era stato arrestato e poi scarcerato dopo una settimana passando ai domiciliari. Mauri torna a giocare a febbraio 2014 in tempo per il derby contro la Roma.

CRISTIANO DONI: punito prima con uno stop di tre anni e sei mesi e poi squalificato per altri due anni per un’altra inchiesta sempre sul calcioscommesse.

GIUSEPPE SIGNORI: cinque anni di squalifica per l’ex azzurro – che non giocava piu’ ma era comunque tesserato Figc – compresa la preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della federazione: in pratica, radiato.