Gabrielli: "Comune di Roma "inquinato" ma non può essere sciolto"

Il Campidoglio, sede dell'assemblea di Roma Capitale
Il Campidoglio, sede dell’assemblea di Roma Capitale

Al comune di Roma il clima è diventato irrespirabile dopo le inchieste di Mafia Capitale. Il sindaco Ignazio Marino resiste alla tempesta mentre la sua giunta sembra smarrita oltre che “inquinata”, come l’ha definita il prefetto Franco gabrielli. L’azione amministrativa è ingessata dal timore di muovere foglia, in un comune che fino a ieri correva il rischio di essere sciolta per mafia. Fino a ieri.

Perché, il rischio scongiurato dallo stesso Gabrielli secondo cui “le evidenze raccolte non consentono l’applicazione della misura dello scioglimento dell’Organo consiliare dell’Ente Locale“. L’ex capo della Protezione civile rileva come gli elementi raccolti sulle infiltrazioni mafiose hanno i “caratteri di rilevanza e concretezza ma non di univocità”.

La norma sullo scioglimento dei comuni per infiltrazione mafiosa, secondo Gabrielli, richiede che gli “elementi su collegamenti con la criminalità organizzata di tipo mafioso” debbano essere “concreti, univoci e rilevanti”. Per il prefetto di Roma “gli elementi emersi, pur presentando i caratteri di rilevanza e concretezza”, non hanno “il tratto della univocità” e questo grazie ai tratti di discontinuità”.

Sono queste le conclusioni della commissione prefettizia incaricata di verificare l’eventuale infiltrazione mafiosa nel Comune di Roma e riportate nella relazione del prefetto Gabrielli di cui ampi stralci sono pubblicati sulle edizioni online del Corriere della Sera e di Repubblica.

Il prefetto di Roma Franco Gabrielli: "No allo scioglimento per mafia del comune di Roma"
Il prefetto di Roma Franco Gabrielli: “No allo scioglimento per mafia del comune di Roma”

Tradotto: Il comune non si scioglie per mafia, quand’anche “le risultanze emerse dall’attività ispettiva documentano – dice la relazione – come Mafia Capitale, anche sotto l’attuale Giunta, sia riuscita a infiltrare l’Ente locale, assoggettandone la funzione ai propri interessi grazie a amministratori corrotti e alle influenze esercitate da Carminati e Buzzi”.

Intanto per restare in tema di aria irrespirabile al comune di Roma il segretario generale del Campidoglio, Liborio Iudicello, ha rassegnato le sue dimissioni. “Il sindaco Ignazio Marino ha cercato di farlo recedere dalla sua determinazione – spiega una nota del Campidoglio -, ma ha poi preso atto della sua ferma volontà per evitare di continuare a lavorare in un clima di delegittimazione della funzione”.

A chi gli ha chiesto del comune di Ostia, in predicato di scioglimento, il prefetto Gabrielli ha risposto che “se mai il ministro dell’Interno decidesse di sciogliere il Municipio di Ostia mi associo a chi dice che la persona più indicata come commissario sarebbe proprio il dottor (Alfonso) Sabella”, assessore capitolino alla Legalità, persona di cui il prefetto ha “una grandissima stima”.

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