Su Lucia Borsellino "Mettiamoci una Crocetta sopra"

Da destra Lucia Borsellino Matteo Tutino e Rosari Crocetta
Da sinistra Lucia Borsellino, Matteo Tutino e Rosario Crocetta (Ansa)

“Mettiamoci una Crocetta sopra”. E’ questo il titolo dell’inchiesta che il settimanale l’Espresso in edicola ha dedicato al caso dell’ormai famosa intercettazione tra Matteo Tutino e Rosario Crocetta (“Lucia Borsellino va fermata, va fatta fuori, come suo padre”) che ha scatenato un terremoto politico in Sicilia costringendo il governatore ad autospendersi dalla guida della regione a cui, molto probabilmente, seguiranno le dimissioni.

Appena giovedi il settimanale dirama l’anticipazione, sono state ore molto concitate a Palermo. Con il governatore che si difende e dice: “Mai sentita quella frase”. Poi tutta una serie di reazioni contro Crocetta tra cui quella del sottosegretario renziano Davide Faraone che su twitter ha chiesto la testa del presidente siciliano. Nel tardo pomeriggio arriva la precisazione della procura di Palermo che con il Procuratore Francesco Lo Voi ha smentito l’Espresso:  “Agli atti dell’ufficio – affermava ieri il magistrato – non risulta trascritta alcuna telefonata del tenore di quella pubblicata dalla stampa tra il governatore Crocetta e il dottor Matteo Tutino”.

L’ESPRESSO: TUTTO VERO, INTERCETTAZIONE SONO PARTE DI ATTI SECRETATI.
Intercettazione invece “vera”, replica l’Espresso che gela per la seconda volta Crocetta e mette in imbarazzo il procuratore di Palermo.  La conversazione intercettata tra il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta e il primario Matteo Tutino – conferma L’Espresso – risale al 2013 e fa parte dei fascicoli segretati di uno dei tre filoni di indagine in corso sull’ospedale Villa Sofia di Palermo”.

Un vero e proprio giallo su cui, prima della conferma dell’Espresso, avevamo tentato di dare una possibile lettura delle diverse posizioni. Da dove spuntano queste intercettazione se agli atti, come afferma il procuratore, non risultano? Almeno “di quel tenore”. Che significa? Potrebbe voler dire tante cose.

La prima (meno probabile) è che l’Espresso, nel tentativo di fare lo scoop, ha ingigantito una frase, magari estrapolandola fuori “dai contesti”, e ricostruito il senso che è emerso oggi su tutti i media nazionali. Ora, i giornali tendono sempre un po’ ad alzare i decibel di una notizia, ma stravolgerne completamente il senso non è né da l’Espresso né da molti media italiani. Bisognerà a questo punto leggere cosa esce domani in edicola.

La seconda, (improbabile) è che i giornalisti dell’Espresso (ragioniamo sempre sulla scorta delle parole di Lo Voi) abbiano ricevuto da loro fonti copia di atti “taroccati” non conformi agli originali. I giornalisti hanno ritenuto attendibili i documenti che hanno pubblicato, facendo così lo scoop. Atti che avevano, presumibilmente, lo scopo di delegittimare Rosario Crocetta e costringerlo alle dimissioni.

La terza (molto probabile) una fuga di notizie dal Tribunale di atti coperti da segreto istruttorio, per esempio file audio non ancora trascritti o stralci trascritti e fatti giungere al settimanale prima che alla procura. Questo spiegherebbe che queste trascrizioni non risultano ufficialmente alla procura. Ma appare comunque strano. Se fosse coperto da segreto i pm avrebbero dovuto informare Lo Voi? Perlomeno metterlo in condizioni di sapere. Imbarazzo, anche perché Lo Voi è uscito pubblicamente con una nota ed è stato a sua volta smentito dal settimanale.

Ma qual’era la storia che ha pubblicata da l’Espresso. Lucia Borsellino, la figlia di Paolo, assassinato dalla mafia nel ’92 in via D’Amelio a Palermo, “va fermata, va fatta fuori come suo padre”.  Sarebbe questa la frase choc pronunciata dal medico Matteo Tutino mentre parla al telefono con il governatore della Sicilia Rosario Crocetta e che gli investigatori hanno captato in una intercettazione pubblicata in esclusiva dal settimanale l’Espresso.

CROCETTA SI AUTOSOSPENDE
Una frase che ha generato uno tzunami nella Regione Sicilia con conseguenze politiche pesanti. La prima è quella che il presidente in carica Rosario Crocetta si è autosospeso da governatore. Ma sono in tanti a chiedergli le dimissioni, a cominciare dal sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, fedelissimo di Renzi in Sicilia che in un twitt non usa mezzi termini: “Inevitabili dimissioni Crocetta e nuove elezioni. Quelle parole su Lucia Borsellino (sono) una vergogna inaccettabile. #Sicilia”.

CHI E’ MATTEO TUTINO
Matteo Tutino, primario di chirurgia maxillo-facciale all’ospedale Villa Sofia di Palermo,  medico e amico personale del governatore, definito il mago delle plastiche facciali, è stato arrestato lo scorso 29 giugno con le accuse presunte di truffa, peculato, abuso d’ufficio e falso.

L'ex primario Matteo Tutino, oggi ai domiciliari "Lucia Borsellino va fermata, va fatta fuori come suo padre"
L’ex primario Matteo Tutino, oggi ai domiciliari

LA TELEFONATA CHOK
Gli investigatori, che indagano su un giro di presunti raggiri a danno del Ssn, si sarebbero trovati mesi fa ad ascoltare una conversazione tra il chirurgo e Rosario Crocetta, governatore del centrosinistra alla Regione Sicilia. Tutino si lascia andare nella conversazione, certo di non essere intercettato. Dall’altro capo del telefono, secondo i documenti in possesso dell’Espresso, il presidente Crocetta che ascolta le parole di Tutino su Lucia Borsellino, figlia di Paolo ed ex assessore alla Sanità della giunta siciliana che si è dimessa proprio il giorno dell’arresto di Tutino: “Lucia Borsellino va fermata, va fatta fuori come suo padre”, dice il medico al comandante in capo della Regione Sicilia.

CROCETTA ASCOLTA E TACE 
Una frase pesantissima che rievoca un passato macabro e getta un’ombra sinistra sulla politica siciliana e non solo. Una frase, se vera, che avrebbe dovuto imporre a Crocetta quantomeno l’indignazione, di chiudere immediatamente la conversazione, ma invece la telefonata prosegue con Crocetta che ascolta e tace, tace e ascolta le parole del suo medico, che secondo quanto rivela l’Espresso lo telefona anche il giorno del blitz: “Mi stanno arrestando”

IL GOVERNATORE: “IO NON HO SENTITO QUELLA FRASE”
Lui, il governatore, in una prima dichiarazione a caldo ha detto che quella macabra frase non l’ha sentita. All’Ansa riferisce: “Non ho sentito la frase su Lucia, forse c’era zona d’ombra, non so spiegarlo; tant’è che io al telefono non replico. Ora mi sento male. Se avessi sentito quella frase, non so… avrei provato a raggiungere Tutino per massacrarlo di botte, forse avrei chiamato subito i magistrati. Non so… sono sconvolto. Provo un orrore profondo”.

Ma poi all’evidenza delle registrazioni e alle pressioni giunte dai più alti livelli politici e istituzionali del Paese, ha sentito la necessità di autosospendersi, un gesto che con molta probabilità porterà alle sue dimissioni e allo scioglimento anticipato dell’assemblea siciliana.

LA REAZIONE DI LUCIA BORSELLINO: “MI VERGOGNO PER LORO”
“Non posso che sentirmi intimamente offesa e provare un senso di vergogna per loro”. E’ questo il commento di Lucia Borsellino all’Ansa sulla frase choc pronunciata, e intercettata, dal medico Matteo Tutino mentre parla al telefono con il governatore della Sicilia Rosario Crocetta: “Va fermata e va fatta fuori come suo padre”. Alla domanda se a questo punto sia cambiato il suo giudizio su Rosario Crocetta, Lucia Borsellino afferma: “Preferisco non dire più nulla, un altro commento è superfluo”.

L’ex assessore alla Sanità siciliana aggiunge: “Non rinnego nulla, ho fatto quello che potevo in un contesto, evidentemente, poco edificante”, ancora Lucia Borsellino alla domanda se l’inchiesta sul medico personale del governatore Rosario Crocetta e quanto sta emergendo come la frase shock pronunciata dal medico Tutino cancellino il lavoro svolto in tre anni da assessore regionale alla Salute, ruolo da cui si è dimessa proprio dopo l’arresto del chirurgo. “Durante il mio lavoro – conclude – ho incontrato tante difficoltà”. Un commento che lascia trapelare la sua amarezza di lavorare in una terra dove gli atteggiamenti mafiosi o para tali, non si sono affatto cambiati, anzi.

Intanto, mentre il governatore Crocetta si è autosospeso,  l’avvocato Daniele Livreri, difensore di Matteo Tutino in una nota afferma che “Il mio assistito, con il quale ho parlato, nega nel modo più assoluto di avere mai pronunciato quella frase su Lucia Borsellino”. Quale sarà la verità?

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