Incendio Fiumicino, ancora disagi e blackout. L'Enac chiama a "rapporto" Alitalia e ADR

Il fumo denso sulle piste di Fiumicino
Il fumo denso sulle piste di Fiumicino (Ansa)

Dopo l’incendio di mercoledi nel perimetro dell’aereoporto di Fiumicino, un blackout di venti minuti ha interessato stamane lo scalo romano con conseguenze e disagi ancora gravi per i passeggeri e gli addetti ai lavori.

Durante il blackout elettrico le operazioni della torre di controllo all’aeroporto di Fiumicino sono proseguite regolarmente grazie ai gruppi di continuità assoluta di cui il sistema operativo dell’Enav è dotato. Pertanto, decolli ed atterraggi degli aerei, a quanto si è appreso, si sono svolti regolarmente anche durante i circa venti minuti di interruzione dell’elettricità.

Fortunatamente l’energia elettrica è tornata dopo mezzogiorno e sembra che tutto stia tornando alla normalità. L’Enac, dopo l’incendio di ieri all’aeroporto di Fiumicino ha convocato per il giovedi 6 agosto gli “Accountable Manager di Aeroporti di Roma e di Alitalia”. Il motivo della convocazione, scrive l’Enac “è quello di verificare la rispondenza delle azioni poste in essere dopo l’incendio di ieri a quanto previsto dalla normativa vigente e di ribadire obblighi e competenze normativamente individuati a carico delle due figure che sono responsabili, sotto profili ben specificati, sia della sicurezza, sia dell’operatività dell’aeroporto”. Il presidente Vito Riggio vorrebbe delucidazioni anche in merito alla querelle posta in essere da Alitalia con “Aeroporti di Roma” (AdR) e lo “scontro” a distanza che c’è stato tra le due società.

A meno di ventiquattrore dall’incendio nelle boscaglie vicino all’aeroporto di Fiumicino la situazione è ancora caotica, aggravata dal blackout di stamane. Registrati disagi nella notte, con passeggeri bloccati anche in aeroporto e negli aerei in partenza. Molte le lamentele dei clienti in partenza che hanno vissuto ore di caos e di stress.

Intanto, la procura di Civitavecchia ha aperto un’inchiesta per capire se si tratta di un un incendio doloso oppure un rogo divampato a causa del caldo, ipotesi, questa, al momento ritenuta “debole”. Da una prima ricognizione fatta ieri sembrerebbe che a causare le fiamme sia stata la mano dell’uomo.

Gli inquirenti sono in attesa delle prime informative dei vigili del fuoco e degli esperti per configurare l’eventuale reato di incendio doloso. Il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino non ha dubbi: “Si tratta di un incendio doloso”.

L’incendio di mercoledi 29 luglio si è sviluppato fuori dallo scalo, interessando comunque l’aeroporto di Fiumicino dove le piste sono state invase da fumo e detriti. Per alcune ore “è stato disposto il blocco di tutti i decolli”, scriveva Alitalia in un tweet delle 14:58, appena dopo l’incendio. Il blocco, secondo quanto appreso, è stato disposto dalle autorità e riguarda tutto lo scalo. E l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, informa che la situazione sta tornando piano piano alla normalità.

Una vasta zona di sterpaglie nella zona di Pesce Luna è andata a fuoco e rischiava di coinvolgere anche la pineta di Focene. Si sono viste grosse lingue di fuoco. L’area è vicina a via Coccia di Morto, l’arteria che corre parallela al perimetro dell’aeroporto. Sul posto sono ancora in azione squadre dei vigili del fuoco e della Protezione civile di Fiumicino. Si è levata una grossa colonna di fumo nero e bianco visibile anche da lontano e dall’aeroporto che è molto distante dalla zona dell’incendio.

Le fiamme, a causa del forte vento, si sono propagate alla pineta ed hanno intaccato anche un parco macchine, distruggendone alcune. Al momento via Coccia di Morto è interrotta in quanto sono in corso le operazioni di spegnimento dell’incendio, con oltre una decina di mezzi. Sul posto uomini della Protezione Civile di Fiumicino, Vigili del fuoco, Polizia locale e Carabinieri.

Sul luogo dove si è sviluppato l’incendio si è recato anche il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino: “La situazione – ha detto – è assai seria, il fronte è di qualche centinaio di metri e, a quanto sembra, ed è inquietante, le fiamme si sarebbero propagate da 2-3 punti diversi, anche lontani tra di loro.

E’ a rischio la pineta di Focene, che è già stata attaccata dalle fiamme, con lingue di fuoco molto alte, e dove è difficile intervenire, perché il vento spinge verso la pineta. Abbiamo chiesto l’intervento di un Canadair”, per velocizzare lo spegnimento delle fiamme.

Intanto l’Enac, informa che “solo la chiusura numero 1 è rimasta chiusa per consentire le attività di spegnimento. Dalle ore 15.45 circa lo scalo di Fiumicino sta riprendendo lentamente a operare con flussi ritardati per non interferire con i mezzi aerei utilizzati per le operazioni di spegnimento dell’incendio”, spiega la nota. “La società di gestione dello scalo, Aeroporti di Roma, è al lavoro per ripulire le piste dai detriti dell’incendio, mentre personale della società è presente in aerostazione per fornire informazioni ai passeggeri dei voli coinvolti nei ritardi”.

Secondo le prime ricostruzioni sembra che il rogo sia doloso. Qualche “manina” non meglio indentificata avrebbe appiccato fuoco alle sterpaglie per poi darsela a gambe.

IRA DI RENZI: “INTOLLERABILE”
“Adesso basta, è impensabile che il principale hub italiano, in piena stagione estiva, sia in balia di incidenti o peggio di malintenzionati e criminali”. Sarebbe questa, secondo quanto riferiscono fonti di palazzo Chigi, la posizione espressa dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in una telefonata al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, dopo quanto accaduto oggi all’aeroporto di Fiumicino.

L’aeroporto di Fiumicino era stato interessato il 7 marzo scorso da un grosso incendio divampato al terminal 3. Dopo un lavoro di due giorni è tutto tornato alla normalità. Le indagini sul rogo avevano accertato che la natura dell’incendio non era di origine dolosa ma per un corto circuito.