Migranti, ancora morti in mare, mentre l'Ue guarda alla Finanza

Migranti soccorsi in mare canale di SiciliaAncora migranti in balia del Mediterraneo, ancora morti, ancora inerzia dell’Ue che non riesce a far fronte alla forte ondata migratoria dal Nord Africa verso l’Europa.

In meno di 16 ore sono stati quasi 800 i migranti salvati al largo delle coste libiche. Per cinque di loro, purtroppo, non c’è stato nulla da fare. Sono morti di stenti e per il caldo. Tuttavia, al momento, non ci sono testimonianze che possano riferire come siano deceduti.

Da quanto appreso dalla autorità, le vittime sarebbero decedute durante la traversata in un gommone. In aiuto ai natanti alla deriva sono entrati in azione il rimorchiatore Asso 29, la nave di Medici senza frontiere, la Marina militare, la Guardia di finanza e la Guardia costiera.

E’ stato proprio questo rimorchiatore a mettere in salvo i primi 361 migranti al largo della Libia. La nave, che è al servizio delle piattaforme petrolifere, in base alle informazioni ricevute dalla Guardia Costiera avrebbe soccorso i migranti in un unico intervento. Asso 29 al momento sta viaggiando ad una velocità media di 8-9 nodi in direzione Pozzallo, Sicilia, dove dovrebbe giungere intorno alle 14 di domani.

L’ennesimo dramma migratorio si consuma mentre l’Ue è tutta concentrata sull’andamento degli aspetti finanziari  dell’Europa. Se gli sforzi profusi sul debito della Grecia fossero stati fatti sull’emergenza migratoria di certo si sarebbero risparmiate molte vite umane e si sarebbe risolto questo dramma senza fine intervenendo con fermezza, così come hanno fatto per Atene. Ma evidentemente il debito è più importate delle vite di migliaia di immigrati.

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