Libia, in poche ore affondano due barconi. Morti 25 profughi. In salvo 781. Molti dispersi

Migranti e profughi su un gommone (Archivio)Un altro barcone, oltre quello di ieri, mercoledì 5 luglio, è affondato davanti le coste libiche.  I 381 migranti, tra cui 55 donne e 26 bambini, provenienti da Siria, Bangladesh e area sub sahariana, sono stati tutti recuperati dalla nave Fiorillo della Guardia Costiera, che si trovava in zona per le ricerche dei dispersi del naufragio di ieri. Il barcone su cui viaggiavano i migranti è affondato al termine delle operazioni di soccorso. Il barcone è stato soccorso giovedi mattina a 30 miglia dalle coste libiche, una quindicina di miglia più a nord del punto in cui, appunto, ieri, si è capovolto il primo peschereccio.

Mercoledi infatti si è registrata l’ennesima tragedia del mare. Un motopeschereccio in ferro con centinaia di profughi si è ribaltato al largo delle coste libiche. Da quanto riferito dalle autorità le vittime accertate e recuperate dalla Guardia Costiera e da altre unità marittime sono al momento 25. Le persone in tratte in salvo sono all’incirca 400 migranti. Mancherebbero all’appello oltre 200 profughi che allo stato risultano dispersi. Non è chiaro se i questi siano stati recuperati da altre imbarcazioni oppure il destino per loro sia stato più severo…

Intanto, continuano nella zona le operazioni di ricerche e soccorso coordinate dalla Guardia Costiera italiana. Secondo le prime informazioni l’incidente (il primo) di mercoledi  è avvenuto quanto i profughi a bordo del peschereccio, già stracolmo e in estrema difficoltà di navigazione, hanno visto arrivare i soccorsi nella zona. Evidentemente, l’entusiasmo di vedersi salvati, ha generato bruschi movimenti che avrebbe causato il capovolgimento della barca.

L’allarme era arrivato alla centrale operativa della Guardia Costiera di Roma nella tarda mattinata da Catania, che a sua volta aveva ricevuto una segnalazione con una chiamata satellitare nella quale si sosteneva che un motopeschereccio in ferro, con a bordo diverse centinaia di persone, era in difficoltà. Nella zona sono state immediatamente dirottate dalla Guardia Costiera la Dignity One, una nave di Medici senza frontiere, e la Le Niamh, una nave della Marina militare irlandese.

Quest’ultima è stata la prima ad arrivare e, a circa un miglio di distanza dal peschereccio, ha calato due rescue boat (scialuppe di salvataggio) per prestare i primi soccorsi ai profughi.

A quel punto dalla nave irlandese hanno visto il barcone capovolgersi: l’ipotesi più probabile è che i migranti si siano spostati tutti nella direzione delle barche di soccorso, provocando così il ribaltamento.

Nella zona, oltre alle due imbarcazioni che erano già presenti, la centrale operativa della Guardia Costiera ha dirottato il Phoenix, una nave di soccorso di 40 metri del Moas (Migrant Offshore Aid Station), nave Fiorillo della Guardia Costiera e il mercantile Barnon Argos. Inoltre stanno arrivando nel punto due unità della Marina Militare.

Al momento, le ricerche proseguono senza soste per individuare altri eventuali immigrati in mare. Di giorno in giorno aumentano a ritmo incessante gli sbarchi con a bordo disperati alla ricerca del “miraggio” di un futuro migliore, garantito loro da trafficanti di esseri umani senza scrupoli che né l’Italia né l’Ue pare sappiano fermare e assicurare alla giustizia.

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