Roma, è dell'ultrà laziale Gabriele Di Ponto piede mozzato. Ucciso e forse fatto a pezzi

Polizia Scientifica sul luogo del ritrovamento del piede mozzato di Gabriele Di Ponto (al centro)
Polizia Scientifica sul luogo del ritrovamento del piede mozzato di Gabriele Di Ponto (al centro)

E’ stato identificato l’uomo al quale qualche giorno fa è stato mozzato un piede poi “ripescato”  da un pescatore sugli argini del fiume Aniene, a Roma. Si tratterebbe dell’ultrà laziale Gabriele Di Ponto, 36 anni, già noto alle forze dell’Ordine. Una storiaccia macabra.

Gli investigatori sono risaliti a Gabriele Di Ponto confrontando i Dna di alcuni soggetti in loro possesso – presumibilmente pregiudicati – con quello estratto dal piede. La scritta “SS Lazio irriducibili della Curva Nord “tatuata sul piede – assieme all’altra, “Oggi è un bel giorno per morire” – ha indirizzato le indagini negli ambienti degli ultrà del Lazio Calcio.

Gli inquirenti hanno consegnato i tessuti e le indicazioni da seguire agli esperti del Policlinico Gemelli, coordinati dalla dottoressa Fidelia Cascini, che dopo gli esami hanno consegnato alla polizia i risultati degli esami genetici svolti sui tessuti del piede sinistro, mozzato alla caviglia.

E sono giunti alla conclusione che il piede apparterrebbe a Gabriele Di Ponto, ultrà sfegatato con alle spalle un passato non proprio sereno. E’ stato più volte in carcere per i reati più svariati.

Gabriele Di Ponto
Gabriele Di Ponto

Dalle foto che appaiono di Gabriele Di Ponto si nota che era appassionato di tatuaggi. E si era infatti tatuato gran parte del corpo. Dopo avere ottenuto il codice genetico, adesso si cerca il corpo dell’uomo. Si cerca di capire dove sia stato ucciso e poi gli assassini hanno mozzato il piede, probabilmente con una sega, gettandolo nel fiume.

Gabriele Di Ponto
Gabriele Di Ponto

Tutte le ipotesi sono al vaglio degli inquirenti. Non si esclude che i killer lo abbiano fatto affondare nel fiume con delle zavorre dopo avergli tagliato il piede sinistro, cosi come non è remota l’ipotesi che il corpo sia stato fatto totalmente a pezzi, rinchiuso in un sacco e poi, con l’oscurità, con dei pesi calato nell’acqua. Il sacco evidentemente si è rotto ed è fuoriuscito il piede. Horror puro.

Secondo quanto trapelato dalle indagini, dietro la scomparsa dell’ultrà Gabriele Di Ponto ci sarebbe il mondo dell’ala più estrema del tifo, che con dallo spaccio di droga sconfina nel crimine puro.

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