Marò, fallita la diplomazia. Amburgo respinge ricorso dell'Italia

I marò Massimiliano Girone e Salvatore Latorre
I marò Massimiliano Girone e Salvatore Latorre

Marò ancora sulla graticola. Il ricorso dell’Italia al tribunale del mare ad Amburgo si è risolto con un nulla di fatto. Respinto. Bocciato. L’assise tedesca non assumerà infatti alcuna “misura temporanea” richiesta dall’Italia sui fucilieri della Marina militare Latorre e Girone in attesa della conclusione dell’iter giudiziario tra India e Italia.

Il nostro Paese aveva chiesto al Tribunale di consentire il rientro di Salvatore Girone dall’India e la permanenza di Massimiliano Latorre in Italia come misure temporanee. “L’Italia e l’India devono sospendere ogni iniziativa giudiziaria in essere e non intraprenderne di nuove che possano aggravare la disputa” tra i due paesi.

Controversia che va avanti da tre anni, quando i militari italiani sono stati arrestati in seguito alla morte di due pescatori indiani che l’India ritiene siano stati uccisi dai due marò in acque internazionali.

Il verdetto con cui il Tribunale di Amburgo ha respinto la richiesta italiana di misure temporanee per Girone e Latorre (già in Italia da mesi per malattia) è stato preso a maggioranza, senza l’unanimità dei giudici: 15 i voti a favore e sei contro.

Visto che sarà compito dell’arbitrato internazionale all’Aja “giudicare nel merito del caso”, il Tribunale del Mare “non considera appropriato prescrivere misure provvisorie riguardo la situazione dei due marine italiani poiché questo toccherebbe questioni legate appunto al merito del caso”, si legge nella sentenza. Entro il 24 settembre l’Italia e l’India dovranno presentare “un rapporto di ottemperanza con le misure previste” dal verdetto del Tribunale di Amburgo.

Ad ogni modo il verdetto del Tribunale di Amburgo non cambia per ora la situazione dei due marò italiani. Salvatore Girone dovrà restare in India, mentre Salvatore Latorre non può contare sulla permanenza in Italia al termine del periodo concessagli dall’India per ragioni di salute. Il rischio, abbastanza concreto, è che anche Latorre tornerà nel paese asiatico in attesa di un processo definito “farsa” dall’opinione pubblica italiana.

L’India si era opposta alla richiesta italiana dell’arbitrato al tribunale del mare. Il ministro degli Esteri Gentiloni aveva replicato che era Amburgo ad esprimersi sulla vicenda. L’ennesimo tentativo, quello dell’Italia, miseramente fallito come sono fallite tutte le “mosse diplomatiche” di questi anni che dovevano consentire il rientro definitivo dei militari in Italia. Se fossero stati Marines degli Usa probabilmente sarebbero rientrati in un “batter d’occhio”. Evidentemente, il peso della diplomazia italiana è “insufficiente” per poter far fronte a questo tipo di “dispute”.

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