Celentano alla Merkel, sui profughi hai mentito. Ha ragione Grillo

Adriano Celentano
Adriano Celentano

Adriano Celentano interviene sull’emergenza migratoria scrivendo una lettera alla cancelliera Angela Merkel, attraverso cui si schiera apertamente con il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo che qualche settimana fa aveva invocato “un piano Merkel” per risolvere il problema. “Aiutare nazioni e migranti a casa loro con risorse da attingere a quote dei Pil degli Stati membri”, aveva detto Grillo.

Il molleggiato si rivolge confidenzialmente al numero uno della cancelleria tedesca per dirle “cara Merkel, fra i Premier che in Germania ti hanno preceduto, devo dire che tu (a parte gli errori, ma nessun premier è perfetto, neanche Renzi nonostante il vantaggio della sua giovane età)  sei la più simpatica”.

“Mi ricordi – scrive Celentano – mia sorella Rosa che aveva sempre voglia di ridere e giocare. Però. Ha ragione Grillo. Tu, la scorsa settimana avevi fatto una promessa importante quando annunciasti che la Germania avrebbe BLOCCATO il trattato di Dublino. Ma ieri il portavoce del governo tedesco ha dovuto ammettere che chiunque arrivi in Ungheria, deve registrarsi lì, e lì, sottoporsi  alla procedura di richiesta di asilo”, critica l’artista.

“Perché non mantieni la promessa che hai fatto? Così facendo si rischia di far alzare i famosi MURI del triste e avvilente rifiuto alla disperazione della povera gente che scappa dalla guerra. Mentre invece sarebbe così bello se l’Europa TUTTA, assestasse un sonoro schiaffo a tutti quelli che uccidono”.

Il riferimento e ai cinici e spregiudicati trafficanti di esseri umani “i quali – per il cantante – non hanno ancora capito che non basta farla franca in questa di vita. I GUAI per loro, anche se vivessero 150anni, cominceranno proprio quando la  fine è vicina. Ed è un vero peccato. Come si può rinunciare alle “GIOIE” della vita Eterna per rincorrere la devastante supremazia sui propri simili?”.

Non è la prima volta che Celentano prende posizioni su temi di carattere sociale e politico. Nel maggio scorso prima delle regionale aveva anche criticato lo stesso Grillo (insieme a Renzi) sul tema della sicurezza. “Mentre voi ve la sbattete sul tavolo dei voti a Roma c’è un auto che sfreccia a 180 all’ora e investe nove persone”. In quell’occasione scrisse: “Sto pensando a Matteo Salvini”, che della sicurezza ha fatto il suo cavallo di battaglia.

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