Svolta a Siracusa, fu il marito a uccidere Eligia Ardita. Confessa Christian Leonardi

Eligia Ardita e Christian Leonardi
Eligia Ardita e Christian Leonardi

Il 19 gennaio scorso Eligia Ardita, l’infermiera di 36 anni deceduta a Siracusa all’ottavo mese di gravidanza, è stata uccisa dal marito Christian Leonardi. La svolta venerdì, quando i Ris hanno effettuato un sopralluogo nell’abitazione e hanno rinvenuto “tracce di saliva e di vomito” che per la procura “fanno supporre l’intenzionalita di uccidere la moglie”.

Lo ha detto sabato il capo della Procura di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, nel corso della conferenza stampa dai Carabinieri di Siracusa sul fermo per omicidio volontario nei confronti di Christian Leonardi, la guardia giurata accusata della morte della moglie Eligia Ardita, l’infermiera siracusana di 35 anni deceduta il 19 gennaio insieme alla piccola di 8 mesi che portava in grembo.

Il procuratore aggiunto Fabio Scavone ha svelato l’interrogatorio di ieri mattina in tribunale dell’indagato in cui ha ammesso le sue colpe. “E’ stata – dice Scavone – una testimonianza drammatica in cui è venuto fuori il rimorso per quel che è accaduto”. L’uomo è crollato e ha confessato il delitto della moglie Eligia Ardita.

“Faceva uso di sostanze stupefacenti ma non possiamo stabilire se fosse sotto l’effetto di stupefacenti durante l’aggressione”. Confermati i futili motivi alla base della lite, probabilmente le uscite notturne della guardia giurata che la moglie contestava.

Dopo averla uccisa, l’uomo, secondo gli inquirenti avrebbe provato a cancellare le tracce dell’aggressione per poi chiamare il 118 a cui avrebbe successivamente addossato le colpe del decesso delle vittime.

La chiave di volta è stato appunto il sopralluogo dei Ris nella casa della coppia in via Calatabiano. “Sono stati repertati elementi come il vomito e la saliva della donna che hanno chiuso il cerchio sull’uomo”, ha detto il procuratore Giordano.

Eligia Ardita, non voleva uscisse di casa la sera perché, da quanto si è appreso, sembra sospettasse di una relazione extraconiugale. Una ipotesi che circola, ma al momento il marito non ha spiegato il vero movente del delitto. Da lì una lite furibonda che è degenarata con l’aggressione fisica.

I FATTI
Era il 19 gennaio 2015 quando la donna si sarebbe sentita male in seguito a delle forti fitte alla pancia. Era incinta all’ottavo mese. Sembrava fosse un malore dopo cena e la morte in ospedale fu in un primo momento attribuita ai soccorsi. Tant’è che la procura indagò medici e infermieri.

Ma nelle altre stanze del tribunale si lavorava anche ad “altro”. Troppo strana quella morte. Troppo strana la figura del marito. Anomala l’autopsia disposta dal pm Magda Guarnaccia su Eligia Ardita. Il magistrato ha cominciato a indagare sul marito della donna. Sul capo della donna sono state trovate lesioni. I parenti del resto, avevano confermato che non c’erano stati problemi di malori nei giorni precedenti la morte; anche il ginecologo aveva riferito di una gravidanza normale.

Decisivo l’intervento dei Ris di Messina che venerdì hanno effettuato un sopralluogo nella casa di via Calatabiano dove la coppia risiedeva, dopo il sequestro disposto dal pm aggiunto Scavone.

Sarebbero state ritrovate su un muro dell’abitazione delle tracce di vomito e saliva di Eligia Ardita. Christian Leonardi avrebbe anche cercato di inquinare la scena del crimine. Confermarlo anche il suo avvocato difensore Aldo Scuderi: “C’è stato un incidente, sfociato in una colluttazione, in quella casa e poi il mio assistito ha attuato dei comportamenti atti a mutare la scena del delitto. Il presunto assassino è accusato di omicidio volontario e procurato aborto.

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