Banca Popolare di Vicenza, indagato Giovanni Zonin per aggiotaggio

Giovanni Zonin, presidente della Banca Popolare di Vicenza
Giovanni Zonin, presidente della Banca Popolare di Vicenza

Una decina di perquisizioni della Guardia di Finanza sono in corso nella sede della Banca Popolare di Vicenza, nel capoluogo berico, e negli uffici direzionali di Milano, Roma e Palermo.

L’operazione è stata disposta dalla Procura di Vicenza. Le indagini sono dirette dal pm di Vicenza Luigi Salvadori. In Procura, nelle settimane scorse erano giunti esposti da parte di correntisti.

Nell’inchiesta sono indagati, tra gli altri, il presidente della banca Giovanni Zonin, noto imprenditore nel settore del vino e l’ex direttore generale dell’istituto Samuele Sorato. Per entrambi le ipotesi di reato sono aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza.

CHE COS’E’ L’AGGIOTAGGIO

L’aggiotaggio è un reato disciplinato dal codice penale italiano. L’articolo 501, intitolato “Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio”, recita:

«Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifizi atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 516 a 25.822

Se l’aumento o la diminuzione del prezzo delle merci o dei valori si verifica, le pene sono aumentate. Le pene sono raddoppiate:

1. se il fatto è commesso dal cittadino per favorire interessi stranieri;
2. se dal fatto deriva un deprezzamento della valuta nazionale o dei titoli dello Stato, ovvero il rincaro di merci di comune o largo consumo.

Le pene stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche se il fatto è commesso all’estero, in danno della valuta nazionale o di titoli pubblici italiani. La condanna importa l’interdizione dai pubblici uffici». (Wikipedia)