Roma, i timori di Franco Gabrielli sulla sicurezza del Giubileo

Il prefetto di Roma Franco Gabrielli - Preoccupato per la sicurezza del Giubileo- Timore per l'Isis
Il prefetto di Roma Franco Gabrielli

Affrontare il Giubileo straordinario dal punto di vista della sicurezza, “perché è il primo ai tempi dell’Isis”. Secondo il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, ciò preoccupa un po’ di più dell’afflusso di pellegrini, attesi a milioni nell’anno giubilare.

“Leggo di previsioni – dice a Pescara il prefetto – di 30 milioni di persone. Ma dove? Ma quando? Ci saranno 30 mila pellegrini in una città dove si muovono 4 milioni di abitanti e dove uno dei principali problemi è la mobilità”.

“Il mio rammarico più grande – ha affermato il prefetto di Roma Franco Gabrielli – è di aver trovato una persona di grande onestà, che avrebbe potuto dare una svolta, e poi questa fine sugli scontrini, ingiusta e ingloriosa”. Pensando a quella che definisce “un’occasione perduta” Gabrielli ha poi aggiunto che “non sarà un semplice cambio di Giunta a risolvere i problemi se non ci sarà una legislazione adeguata e una macchina amministrativa che possa arrecare benefici ai poveri cittadini”. Perché secondo il prefetto il problema di città come Roma “è la macchina amministrativa”.

“La semplificazione che si fa della situazione attuale di Roma, attribuendola a questa Giunta o anche alla precedente è fuorviante”. Così il prefetto di Roma Gabrielli a Pescara per la kermesse di La Repubblica sul prezzo della corruzione.

Gabrielli da prefetto ha avuto incontri nei 15 municipi riscontrando l’interesse a parlare di problemi concreti, e non di “mafia capitale”, da parte di una città “molto arrabbiata, incattivita, esasperata”.

“Quando vado a leggere i decreti legislativi su Roma Capitale non trovo la benché minima soluzione ai reali problemi”, ha detto Gabrielli parlando dei problemi di Roma anche in vista del Giubileo. Per il Prefetto di Roma “La corruzione è un problema di regole, ma anche di cultura”.

“Votare si, votare no. Nella mia visione delle cose non c’è nessuna situazione che per me possa consentire la sospensione della democrazia. E quando mi sono trovato a dover scegliere che tipo di indirizzo dare sullo scioglimento, al di là degli aspetti di carattere politico, primo non volevo essere partecipe di un ulteriore sfregio che avrebbe comportato ricadute in termini di Pil; poi perché non tutti sanno che lo scioglimento per mafia significa sospensione della democrazia per almeno due anni. Alla fin fine la verifica elettorale credo sia sempre necessaria. Ce lo ha insegnato la Grecia”: così il prefetto di Roma, Franco Gabrielli.

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