Vatileaks 2, il Papa autorizza l'arresto di altri due "corvi" in Vaticano

Monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui arrestati in Vaticano per Vatileaks 2
Monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui

Vatileaks 2 – Individuate e arrestate due talpe in Vaticano. La gendarmeria della Santa Sede ha tratto in arresto monsignor Lucio Ángel Vallejo Balda, spagnolo, e Francesca Immacolata Chaouqui – 32enne italo marocchina nata in provincia di Cosenza – laica, esperta di comunicazione e già componente della Commissione referente sulle attività economiche della Santa Sede (Cosea).

I due sono accusati dalla giustizia della Santa Sede di divulgazione di documenti riservati, reato espressamente vietato dal codice penale vaticano che prevede fino a 8 anni di reclusione.

I provvedimenti, eseguiti tra sabato e domenica, sono stati autorizzati da Papa Francesco che sull’ennesimo caso di fuga di notizie riservate, si è molto indignato. Tutto nasce dalla imminente pubblicazione di due libri: “Via Crucis” di Gianluigi Nuzzi (già destinatario di documenti riservati nell’era di Benedetto XVI, ndr) e “Avarizia” di Emiliano Fittipaldi. Volumi che conterrebbero rivelazioni “esplosive” sugli scandali della Chiesa nonché documenti classificati “riservati” che secondo l’art. 116 bis del codice penale in vigore in Vaticano, così come introdotto dall’art. 10 della legge vaticana IX del 13 luglio 2013, sono documenti la cui divulgazione è un reato punito fino a 8 anni di reclusione.

Monsignor Lucio Ángel Vallejo Balda, spagnolo legato all’Opus Dei, già segretario della Prefettura degli Affari economici e della Commissione di studio sulle attività economiche e amministrative (Cosea) è stato arrestato perché ritenuto il nuovo “corvo” per la fuga di documenti riservati. Il monsignore è stato rinchiuso in cella in Vaticano, nella stessa del Palazzo della Gendarmeria dove tre anni e mezzo fa era stato recluso Paolo Gabriele, l’ex maggiordomo papale accusato di aver trafugato e diffuso le carte segrete di Benedetto XVI nel precedente scandalo Vatileaks.

LEGGI LA NOTA DELLA SANTA SEDE

Francesca Immacolata Chaouqui dopo la convalida dell’arresto è stata rimessa in stato di libertà. “Francesca Immacolata Chaouqui in queste ore ha fornito agli organi procedenti (la Giustizia Vaticana, ndr) massima collaborazione e ha depositato documenti a supporto delle dichiarazioni rese”, ha detto Giulia Bongiorno, avvocato della donna. “Aggiungo che essendo venute meno le esigenze cautelari è già rientrata a casa ed è certa di chiarire in tempi rapidissimi la propria posizione”.

Possibili provvedimenti contro libri in uscita – I libri in uscita di Nuzzi e Fittipaldi con documenti riservati vaticani “sono frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa”. Un’operazione “in cui risvolti giuridici ed eventualmente penali” sono oggetto di riflessione in Vaticano “in vista di eventuali ulteriori provvedimenti”, anche tramite cooperazione internazionale, afferma la Santa Sede.

COSA RECITA IL CODICE DELLA GIUSTIZIA VATICANA:

La divulgazione di notizie e documenti riservati in Vaticano è un reato previsto dall’art. 116 bis del codice penale in vigore in Vaticano, così come introdotto dall’art. 10 della legge vaticana IX del 13 luglio 2013. L’articolo 10 ha appunto aggiunto al libro II “Dei delitti in ispecie” l’articolo 116 bis che recita: “Chiunque si procura illegittimamente o rivela notizie o documenti di cui è vietata la divulgazione, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni o con la multa da euro mille ad euro cinquemila.

Se la condotta ha avuto ad oggetto notizie o documenti concernenti gli interessi fondamentali o i rapporti diplomatici della Santa Sede o dello Stato, si applica la pena della reclusione da quattro a otto anni. Se il fatto di cui al comma precedente è commesso per colpa, si applica la pena della reclusione da sei mesi a due anni”.

IL PRECEDENTE 

Nei primi mesi del 2012 fu arrestato il maggiordomo di Benedetto XVI, Paolo Gabriele, perché aveva trafugato, godendo della più ampia fiducia del pontefice tedesco, una grande quantità di documenti riservati. Allora si parlò di Vatileaks 1, un ciclone che investì il pontificato di Joseph Ratzinger, con la diffusione delle carte private del Papa, dagli scottanti dossier sulle finanze a irrilevanti bigliettini personali. Il tutto finito nel libro “Sua Santità” scritto da Gianluigi Nuzzi. L’arresto e la carcerazione sono in quel momento un inedito nel Vaticano dell’era recente e il processo si svolge alla luce del sole, con i media che possono assistere passo passo la vicenda e possono raccontare. Paolo Gabriele fu arrestato, processato e condannato. Infine è stato graziato dal Santo Padre.

CONGIURATI DI “PIETRO”

Gli arresti del monsignore e della donna calabrese seguono due importanti eventi che hanno scosso il Vaticano nelle ultime settimane. La rivelazione clamorosa da parte di un monsignore polacco che ha ammesso di essere omosessuale. L’altra, sulla salute di Papa Francesco che secondo quanto scritto dal “Quotidiano nazionale”, avrebbe un tumore al cervello. Notizia poi smentita sia da padre Federico Lombardi portavoce vaticano che dal prof Fukushima che secondo il quotidiano sarebbe stato chiamato in Vaticano per un consulto medico.

Ma oltre a questi eventi, il “messaggero” maggiordomo del papa emerito Ratzinger. Prima che gli scandali della pedofilia bennero pienamente alla luce, a fine anni ’90 le prime avvisaglie di una “congiura incrociata” contro la Chiesa cattolica. Sempre attraverso un libro, “Via col vento in Vaticano”, in cui vennero denunciati da un monsignore anonimo (poi svelato) molti “scandali” dentro e fuori le mura leonine.

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