Parigi, Valeria Solesin è stata uccisa dai terroristi. L'Italia piange la sua vittima

Il teatro Bataclan dove è stata uccisa a Parigi Valeria Solesin
Il teatro Bataclan dove è stata uccisa Valeria Solesin

E’ morta Valeria Solesin, la ragazza italiana che stava al teatro Bataclan con il fidanzato quando è iniziato il massacro di Parigi. Lo ha annunciato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che l’ha appresa dai familiari. La conferma arriva pure dal console italiano, Andrea Cavallari, davanti all’obitorio a Parigi.

La Farnesina e l’ambasciata italiana in Francia erano mobilitati già nella notte dopo gli attacchi su sollecitazione del fidanzato e degli stessi parenti in Italia che non riuscivano ad avere notizie di Valeria. E’ scattata così una grande mobilitazione per sapere dove fosse la giovane. Anche sui social media.

Giornalisti, italiani in Francia e autorità francesi e italiane hanno scandagliato ospedali e altri luoghi per cercare la donna, dal momento che non risultava nell’elenco delle vittime. Un dato che, per due giorni, ha fatto sperare la madre Luciana Milani.

Alberto Solesin, il padre di Valeria, non aveva ancora avuto notizie ufficiali sulla sorte della figlia, che era al teatro Bataclan durante l’assalto terroristico. “Il fatto che sia morta – ha detto all’Ansa il padre della ragazza – lo sostengono gli amici che erano con lei in base a quanto raccolto attraverso la rete informativa in loco”. La giovane, secondo quanto riferisce il padre, in base alla ricostruzione fatta dagli amici con cui era , tra cui il fidanzato, sarebbe morta già venerdì sera. Ma essendo priva di documenti per l’identificazione ufficiale c’è bisogno di tempo. Ma la conferma della Farnesina ha purtroppo spazzato via ogni speranza.

Non si conoscono al momento i dettagli del ritrovamento, ma è probabile che la ragazza sia rimasta uccisa nel primo assalto alla sala concerti Bataclan e portata nella notte dalla gendarmeria come “salma anonima” all’obitorio insieme a tutte le altre vittime in via di identificazione. Valeria Solesin, da quanto riferito da amici, non aveva con sé documenti.

CHI ERA VALERIA SOLESIN

Valeria Solesin, 28 anni, veneta, stava svolgendo un dottorato in demografia all’Idem (l’istituto di Demografia dell’Università della Sorbona Parigi 1). Valeria studiava in Francia da quattro anni ed è definita dagli amici come “uno dei cervelli in fuga dall’Italia”. Dopo aver conseguito la laurea a Trento, si era trasferita a Parigi per il dottorato in demografia. Nell’ateneo francese si occupava di temi legati alla famiglia e ai bambini, oltre alla comparazione sociologica tra sistema francese e italiano.

La giovane era andata al teatro Bataclan con il fidanzato ed alcuni conoscenti per assistere a un concerto Rock. Durante la fuga, nelle concitate fasi dell’assalto, i due si sono persi di vista e della giovane non si sarebbe saputo più nulla. Valeria Solesin è dottoranda all’Università Paris ed esperta in Welfare e diritto femminile.

“Non abbiamo notizie di Valeria, sappiamo che non è nella lista dei deceduti, è un piccolo conforto. Speriamo sia tra i feriti, ma la Farnesina ci dice che gli ospedali parigini sono “blindati” ed è difficile accedere alle informazioni”, ha detto all’agenzia Ansa Luciana Milani, mamma di Valeria.

E’ invece in salvo il fidanzato di Valeria, Andrea Ravagni, che si trovava in sala al concerto, con la ragazza, con sua sorella Chiara e il fidanzato di quest’ultima, Stefano Peretti, di Verona. “Al momento dell’attacco terroristico con Valeria si sono persi e tuttora non si hanno notizie della ragazza” spiega sempre all’Ansa la zia di Andrea e Chiara Ravagni, Flavia Angeli, che ha sentito oggi al telefono Stefano Peretti.

Valeria Solesin è priva di documenti e probabilmente non è in grado di comunicare o farsi identificare, sempre che le sue condizioni fisiche lo permettano. A dirlo è l’amica che ha dato notizia della scomparsa sui social media seguendo le indicazioni dei genitori della ragazza originaria del centro storico di Venezia.

“Già nella notte – racconta l’amica – abbiamo tentato di contattarla ma non c’è stato nulla da fare nel caos che è seguito all’assalto del Bataclan”. “Sappiamo che era con un gruppo di conoscenti – dice ancora all’Ansa – raccontando quanto è riuscita a ricostruire attraverso le amicizie comuni – e stava entrando a teatro quando deve esserci stato l’assalto. Proprio in questa fase sarebbe stata separata dal gruppo perdendo la borsa con cellulare e documenti che è stata raccolta da una sua amica; poi il nulla”.

“L’unica notizia positiva al momento – aggiunge – è che non è nella lista dei morti ma spero che presto possa avere un filo di voce per far sapere chi è e far avvisare i suoi genitori: siamo in ansia e in attesa”. Valeria, a Parigi da quattro anni per studio, si è laureata a tempo di record a Trento ed è una ricercatrice apprezzata sul piano accademico tanto da aver fatto una rapida ed apprezzata carriera. “Ha un carattere forte e determinato – conclude l’amica – datele la possibilità di comunicare”.

Mentre di Valeria Solesin si sono perse le tracce, sono due i giovani lievemente feriti nell’attentato al Bataclan. Sitratta di Massimiliano Natalucci, di 45 anni, e Laura Appolloni, di 46, entrambi di di Senigallia (Ancona). La donna è stata operata per una ferita (ha una scheggia di proiettile nella spalla destra) e si trova ancora in un ospedale parigino.

E’ stato “miracolato per la quinta volta” Massimiliano Natalucci. Ne è convinta la sorella Federica: “baciato da papa Woytila, in piazza san Pietro a Roma, quando aveva 8 anni, a 15 è scampato alla strage dell’Heysel, dove era andato con nostro padre e uno zio, poi ci sono stati due incidenti stradali gravissimi”.

E anche un altro incidente avvenuto nel gennaio 1989, quando un’auto finì nelle acque del porto di Senigallia, provocando la morte di tre studenti. Tutti amici carissimi di Massimiliano e di Laura Appolloni. “Massimiliano – racconta oggi Federica Natalucci – era stato con loro fino a mezz’ora prima, poi era dovuto tornare a casa in anticipo per un’emergenza familiare”.

Quella tragedia ha particolarmente unito Massimiliano e Laura, che sono sempre rimasti in contatto, anche se il primo poi è andato a vivere all’estero. Le ore trascorse in attesa di avere notizie la scorsa notte – racconta la sorella – “mi hanno fatto rivivere quelle ore angosciose dell’Heysel, quando non c’erano neppure i telefonini e non sapevamo cosa stesse succedendo”. Miracolato cinque volte per merito – ribadisce la sorella – “del bacio del Papa”. A Parigi c’era anche un altro senigalliese, il cuoco Matteo Balducci, che fino a poco prima dell’attacco era nella zona del Bataclan, per poi tornare in albergo.

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