Rapina a Rodano, orafo uccide ladro evaso. Rodolfo Corazzo: “Forse basista italiano”

Rodano (Milano), ladro evaso rapina una villa ma viene ucciso da gioielliere Rodolfo Corazzo
Da sinistra il ladro morto, Valentin Frokkay e il proprietario della villa Rodolfo Corazzo che ha sparato e lo ha ucciso per legittima difesa

“La mia ipotesi è che uno dei banditi fosse un basista italiano, originario della zona. Durante il colpo non ha mai parlato e dava indicazioni a gesti”. E’ questo il racconto di Rodolfo Corazzo, il gioielliere che ha sparato e ucciso uno dei tre rapinatori che martedì sera hanno fatto irruzione nella sua villetta a Lucino di Rodano.

Intanto, è probabile che l’uomo venga iscritto nel registro degli indagati per eccesso colposo di legittima difesa. Si tratterebbe di un atto dovuto.

Ennesima tragica rapina a Milano. Tre ladri entrano in una villa per svaligiarla ma un gioielliere, proprietario dell’abitazione, sentitosi minacciato prende l’arma e spara. Uno dei ladri è morto.

E’ successo ieri sera in via Matteotti, 12, a Lucino di Rodano, nel Milanese. La vittima è un albanese di 37enne, Valentin Frokkaj, pruripregiudicato e galeotto evaso. A fare fuoco uccidendolo, il gioielliere Rodolfo Corazzo che ha agito “per legittima difesa”.

Stando al racconto del gioielliere, lui è rientrato a casa in scooter, ha aperto il cancello, dopo aver parcheggiato il motorino, ha varcato la porta e si è accorto di avere alle spalle delle persone.

Nella villa a quell’ora c’erano la moglie e la figlia di 10 anni di Corazzo. Appena entrati, Frokkaj e i complici hanno minacciato di morte la famiglia. Secondo quanto emerso dai primi racconti dell’uomo, un bandito avrebbe puntato un’arma contro la bimba e ordinato a lui di consegnargli l’oro in suo possesso.

Il commerciante orafo avrebbe “obbedito” per non mettere a rischio la vita dei familiari. Ma uno dei malviventi si sarebbe accorto della presenza di altri gioielli e avrebbe picchiato il commerciante accusandolo di avere voluto nascondere parte del “bottino”. Allora, dopo aver sparato un colpo in aria, Rodolfo Corazzo avrebbe reagito, dal momento che i banditi avrebbero impugnato le loro pistole.

Nei momenti concitati il gioielliere ha fatto fuoco e ha ammazzato uno dei ladri, colpendolo con un proiettile al cuore. Gli altri due complici, ora ricercati, sono riusciti a guadagnare la via di fuga a piedi. Nei pressi dell’abitazione è stata rinvenuta un Golf, risultata rubata a Dello (BS) il 9 ott 2015. Potrebbe essere l’auto utilizzata dalla banda per raggiungere il luogo della rapina a Lucino ma al momento questa circostanza non è stata confermata.

Sotto choc lo stesso Rodolfo Corazzo, la moglie e la bambina. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, i soccorritori e il magistrato di turno Grazia Colacicco che ha sentito Rodolfo Corazzo fino alle 3 di notte. “Volevo difendere la mia famiglia. Mi spiace che una persona sia morta, non era mia intenzione uccidere. Ma eravamo gravemente in pericolo”, dirà al magistrato che, da quanto scrivono le agenzie di stampa, pare sia orientata ad rubricare l’omicidio “per legittima difesa”.

Gli inquirenti, una volta identificata la vittima, che indossava passamontagna e guanti, scopriranno che Valentin Frokkaj non era un ladro improvvisato, ma era un professionista del crimine. Era ricercato per l’omicidio di un connazionale avvenuto a luglio del 2007 a Brescia. Secondo quanto riporta l’Agi, l’albanese 37enne Valentin Frokkaj era stato arrestato il 14 agosto 2013 dai Carabinieri di Cassano d’Adda poiché era evaso il 2 febbraio 2013 dal carcere di Parma, insieme a un suo connazionale.

Nella circostanza fu trovato con una pistola 7.65 Beretta con matricola abrasa. L’uomo è riuscito a evadere anche una seconda volta, nel maggio 2014 dalla casa circondariale “Pagliarelli” di Palermo. Ieri sera, dopo lo scontro a fuoco con Rodolfo Corazzo, i suoi due complici sono riusciti a fuggire, portando via una pistola “Smith & Wesson” dall’abitazione del gioielliere. La casa è stata sottoposta a sequestro ed è stato programmato un sopralluogo questa mattina. Per il momento la Procura di Milano non ha ancora formalizzato l’apertura di una inchiesta.

Il caso di Rodolfo Corazzo fa riemergere il caso recente di Francesco Sicignano, il pensionato che ha ucciso un ladro sulle scale della sua abitazione dopo un tentativo di rapina. Sicignano è indagato per omicidio volontario. In un primo momento, il pm era apparso orientato all’eccesso colposo di legittima difesa, ma poi con i progressi dell’indagine ha cambiato capo d’imputazione.

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