Messina, caso Ilaria Boemi: arrestate due ragazze

Ilaria Boemi, la 16enne trovata morta in spiaggia a Messina
Ilaria Boemi, la 16enne trovata morta in spiaggia a Messina (Fb)

La Polizia di Stato ha arrestato stamane due ragazze, una minorenne ed una appena maggiorenne, coinvolte nella morte di Ilaria Boemi, la sedicenne trovata morta sulla spiaggia del Ringo a Messina lo scorso 10 agosto, stroncata da una dose di droga. La “Mdma”, secondo gli accertamenti della Polizia, sarebbe stata ceduta da loro.

Un’altra ragazza è stata arrestata per spaccio: avrebbe venduto o ceduto droga a Ilaria altre volte. A fare luce sulle ultime ore di vita della ragazza sono stati i due giovani che erano con lei, nel momento in cui ha perso i sensi ed è poi spirata.

Secondo la loro testimonianza furono le due ragazze a vendere la dose di “Mdma”, la droga sintetica che ha provocato la morte per arresto cardio-circolatorio. Le indagini della Squadra Mobile hanno delineato una situazione “allarmante” con personaggi e responsabilità di chi ha trascorso con Ilaria le ultime sue ore di vita, secondo le ricostruzioni confluite nelle misure cautelari emesse dai Gip presso Tribunale per i Minorenni e presso il Tribunale di Messina.

La vendita della sostanza stupefacente a Ilaria la sera del 9 agosto non era quindi un caso isolato, ricostruiscono gli inquirenti. Le ragazze raggiunte oggi da misura cautelare avevano “rifornito” amiche e conoscenti.

LA RICOSTRUZIONE: La Polizia di Stato ha individuato altre due giovani donne, che Ilaria conosceva e frequentava. La prima, oggi diciottenne, ma all’epoca dei fatti minorenne, è direttamente coinvolta. E’ stata lei a dare alla pusher, oggi agli arresti domiciliari, l’ecstasy, perché la vendesse a Ilaria.

Hanno trascorso la serata prima della vendita insieme. Erano insieme quando Ilaria Boemi ha messaggiato scrivendo di voler acquistare l’ecstasy, la “maddy”, la “maddalena” che le faceva provare “l’amore per il mondo intero”. Insieme hanno deciso chi sarebbe stato a portare la droga a Messina per venderla a Ilaria.

 

Emergono poi altri personaggi su cui la Polizia continua ad indagare. Fornitori, tra cui personaggi noti alle Forze dell’Ordine, già arrestati per reati connessi alla detenzione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, a cui le giovani pusher si rivolgevano al bisogno.

Il “Mdma” letale è arrivato la sera del 9 agosto nelle mani di Ilaria insieme ad un’altra dose della stessa sostanza. Marroncina, cristallina, solida.

Ilaria Boemi ne ha sbriciolata una prima parte in una bottiglietta di plastica usando una forbicina. Ha poi aggiunto un po’ di birra e l’ha passata alle due persone che quella sera erano in macchina con lei, un’amica ed un uomo più grande, un trentanovenne. Poi ha sciolto la restante parte e l’ha mandata giù.

Le ore che seguono vedono momenti di euforia e delirio provocati dalla droga a momenti di malessere. Ilaria infatti ballava, parlava velocemente, poi sudava e sbatteva la mascella.

I tre hanno comunque deciso di spostarsi dal centro città alla zona nord in spiaggia. Su cosa sia accaduto negli ultimi momenti di vita di Ilaria la Polizia continua ad indagare.

Ilaria Boemi è comunque morta da sola. Al momento dell’arrivo dei soccorsi i due amici con cui ha preso l’ecstasy non erano con lei. Si erano già allontanati.

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