Palermo, immigrazione clandestina col circo. 7 arresti

Operazione Polizia di Stato di Palermo contro immigrazione clandestinaDieci misure cautelari sono state eseguite a Palermo nei confronti di una presunta organizzazione che avrebbe favorito l’immigrazione clandestina attraverso il mondo circense, che ha coinvolto dipendenti dell’Assessorato Regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro.

Le indagini, condotte dalla Polizia di Stato e coordinate dalla locale procura, hanno consentito di svelare una articolata associazione internazionale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nel territorio nazionale di cittadini, provenienti prevalentemente dall’India, dal Pakistan e dal Bangladesh.

L’ordinanza, emessa dal Gip del tribunale di Palermo, Agostino Gristina, è a carico di 5 cittadini italiani e 5 stranieri. Sono in tutto 7 le ordinanze di custodia cautelare in carcere, due divieti di espatrio ed un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Alla presunta associazione sono stati contestati anche i reati di corruzione di pubblici ufficiali, falso materiale ed ideologico, tutti strumentali al perseguimento dei loro fini.

Questa volta ad essere colpiti dal provvedimento sono alcuni dei vertici dell’organizzazione nei cui confronti il mese scorso era già stato eseguito il fermo emesso dalla Procura di Palermo per gli stessi reati.

Le indagini hanno portato alla luce un’associazione di italiani e stranieri, tutt’ora attiva, che sarebbe responsabile di favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

In particolare, – spiega la Polizia – tale organizzazione, dietro pagamento di diverse migliaia di euro, avrebbe garantito a centinaia di cittadini indiani, pakistani e bengalesi di entrare in Italia tramite la concessione di un visto d’ingresso per ragioni di lavoro, ottenuto grazie alla collaborazione di dipendenti presunti corrotti della Regione Sicilia in forza all’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro.

In tutto sono risultati coinvolti almeno 500 soggetti stranieri per un giro d’affari di circa 7 milioni di euro.

Come già noto il sistema svelato dalla Squadra Mobile di Palermo, diretta da Rodolfo Ruperti, consentiva di aggirare la legislazione vigente in materia di immigrazione. Questa è disciplinata dal cosiddetto “decreto flussi”, provvedimento con cui si regolamenta l’ingresso in Italia dei cittadini stranieri attraverso una specifica disciplina di settore.

In deroga a tale normativa, l’art. 27 del testo unico sull’immigrazione, consente di autorizzare l’ingresso di lavoratori dello spettacolo, tra i quali gli occupati presso circhi o spettacoli viaggianti all’estero, al personale artistico e tecnico per spettacoli lirici, teatrali, concertistici o di balletto.

In ragione di tale disciplina, possono essere assunti “lavoratori qualificati” nell’ambito delle attività connesse agli spettacoli, a seguito di apposita autorizzazione rilasciata dall’ufficio speciale per il collocamento degli operatori dello spettacolo, previo nullaosta dell’autorità provinciale di pubblica sicurezza (articolo 31 del Dpr.394/1999).

In ambito nazionale – conclude la Polizia di Stato – questo procedimento è incardinato presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, mentre per la Sicilia è competente l’Assessorato Regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, in cui lavorano diversi soggetti coinvolti che, “dietro compenso” avrebbero “rilasciato dei falsi nulla osta al lavoro per prima occupazione o visto d’ingresso cittadini extracomunitari, necessari per ottenere, da parte delle ambasciate, il visto d’ingresso nel territorio nazionale”.

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