Caserta, algerini clandestini bruciano viva una loro connazionale

San Felice a Cancello - Caserta, algerini clandestini Fakir Ali Cherif, Bach Sais Rachid bruciano viva una loro connazionale
Da sinistra Fakir Ali Cherif e Bach Sais Rachid

CASERTA – Due algerini, per motivi al momento ricostruiti come “futili”, avrebbero dato fuoco a una loro connazionale e, mentre ardeva viva sul letto, la osservavano con spietata freddezza. La donna è in fin di vita col 60 percento di ustioni sul corpo.

L’ennesimo caso di estrema violenza e crudeltà su una donna si è verificato a San Felice a Cancello (Caserta). I due protagonisti sono stati arrestati dai carabinieri di Maddaloni, allertati da un vicino di casa. I militari hanno impedito ai due di portare a termine il macabro delitto, irrompendo nell’abitazione e arrestandoli in flagranza di reato. Avevano ancora tra le mani la bottiglia di liquido infiammabile e un accendino.

Si tratta – spiegano i Carabinieri – di due cittadini algerini Fakir Ali Cherif, classe 1968, residente ad Afragola (Napoli), di fatto domiciliato in San Felice a Cancello e Bach Sais Rachid, classe 1968, senza fissa dimora, entrambi clandestini, ritenuti responsabili di tentato omicidio in concorso ai danni di una loro connazionale, compagna di Fakir Ali Cherif, in corso di identificazione.

I due, infatti, avrebbero gettato dell’alcool etilico sul corpo della donna dandole fuoco con un accendino. I militari dell’Arma, intervenuti sul posto a seguito di una chiamata pervenuta sul numero di pronto intervento 112 da parte di un vicino di casa, hanno fatto irruzione all’interno dell’abitazione, dove hanno sorpreso i due algerini che osservavano la donna, stesa sul letto, mentre stava ardendo viva.

Dopo una breve colluttazione, i carabinieri sono riusciti a bloccare i due e, con l’ausilio di un lenzuolo, hanno spento le fiamme che divampavano sul corpo della malcapitata, garantendo a quest’ultima gli immediati soccorsi da parte del personale del 118 giunto sul posto.

Il successivo sopralluogo ha permesso di recuperare e repertare la bottiglia contenente il liquido infiammabile ed un accendino, materiale utilizzato dai due rei per commettere l’efferato delitto.
Dai primi accertamenti risulterebbe che il movente sia riconducibile ad una lite scaturita, per futili motivi, tra Fakir Ali Cherif e la compagna.

La vittima è stata trasportata presso il centro grandi ustioni dell’ospedale Cardarelli di Napoli, presenta il 60% del corpo lesionato ed è attualmente ricoverata in prognosi riservata, in pericolo di vita.
Gli arrestati sono stati accompagnati presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere (CE), su disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

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