Civitavecchia, fallisce la banca e uomo si suicida dopo aver perso i risparmi

Civitavecchia - Roma Si suicida dopo aver perso tutti i risparmi per banca fallitaLa banca fallisce e vede i suoi risparmi di una vita andare in fumo. Le sue ultime parole, prima di suicidarsi, le ha lasciate scritte su un bigliettino, ritrovato dalla moglie accanto al corpo senza vita del marito.

Lui, un 68enne di Civitavecchia, non ha retto al colpo ed ha deciso di farla finita impiccandosi alla scala della sua villetta dopo aver scoperto di aver perso tutti i suoi risparmi nel fallimento della banca. A dare l’allarme è stata la stessa moglie che ha avvertito la polizia intervenuta sul posto.

Della tragedia, avvenuta il 28 novembre ma di cui solo oggi si è avuta notizia, si sono interessate anche le associazioni di consumatori Adusbef e Federconsumatori che hanno espresso le condoglianze per la tragedia che ha colpito “un risparmiatore di Civitavecchia che si è suicidato dopo aver appreso di aver perso i risparmi di una vita investiti nella Banca Popolare dell’Etruria e Lazio, oggetto dell’esproprio criminale del risparmio anticipato del bail-in”.

SALVINI: “COLPA BANCA ETRURIA E ASSENZA GOVERNO”.
“Pensionato suicida a Civitavecchia perché, per colpa di Banca Etruria e di un governo assente, aveva perso i risparmi di una vita – scrive su Facebook il segretario della Lega Matteo Salvini -. Un suicidio di Stato. Domani alle 15.30 sarò ad Arezzo (corso Italia 179) per incontrare i risparmiatori fregati da Banca Etruria, dall’Europa e dal governo”.

Nell’esprimere “le condoglianze alla vedova”, Federconsumatori e Adusbef non nascondono la loro ira, ma esortano “i risparmiatori truffati a non commettere gesti sconsiderati”.

Adusbef e Federconsumatori che “combattono da anni contro i mandanti, la cui omessa vigilanza ha bruciato sudore e sangue di 130.000 famiglie ridotte sul lastrico”, annunciano di aver chiesto al Procuratore capo di Civitavecchia, Gianfranco Amendola, di aprire una indagine per istigazione al suicidio,verificando se il decreto di Bankitalia recepito dal Governo, sia compatibile con le norme penali e con la Costituzione italiana, che all’art. 47 tutela il pubblico risparmio”.

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