Giallo a Città di Castello, indagato il figlio per l’omicidio della madre

Nel riquadro la vittima Anna Maria Cenciarini
Nel riquadro la vittima Anna Maria Cenciarini

CITTA’ DI CASTELLO (PERUGIA) – E’ stato indagato per l’omicidio aggravato della madre, Federico Bigotti, il figlio ventunenne di  Anna Maria Cenciarini, trovata morta nella sua casa, a Città di Castello, dove i due erano soli. Il padre e l’altro figlio non erano in casa. La donna è stata trovata cadavere con una decina di coltellate.

Il reato gli è stato contestato in procura a Perugia. Davanti ai pm il giovane – difeso dagli avvocati Francesco Areni e Vincenzo Bochicchio – si è avvalso della facoltà di non rispondere e all’uscita dagli uffici giudiziari ha quasi accennato un sorriso senza tuttavia rilasciare dichiarazioni ai giornalisti. Fin da ieri gli inquirenti hanno ascoltato i familiari della vittima, come persone informate dei fatti,. Il delitto resta comunque avvolto nel mistero. Quale sia il movente dell’omicidio è tutto da scoprire.

Anna Maria Cenciarini, è stata trovata uccisa con una decina di coltellate all’addome e alla gola nella sua abitazione in località Varesina, sulle colline di Città di Castello (Perugia). A far scattare l’allarme è stato nella mattinata di lunedì, proprio il figlio di 21 anni che martedì è stato indagato per l’assassinio della madre. Sul posto sono arrivati i carabinieri dopo che il ragazzo ha chiamato il 112 dicendo: “Venite subito, ho trovato mia madre in un lago di sangue”.

Il giovane, poco dopo il fatto, è stato portato in caserma dove, secondo quanto trapelato, sarebbe stato interrogato come persona informata sui fatti per la morte della madre. Secondo alcuni media locali, il figlio sarebbe stato ascoltato dagli inquirenti. Quando la donna è morta il marito ed uno dei due figli non si trovavano in casa. Gli inquirenti non escludono nessuna pista. Appare debole l’ipotesi del suicidio, sebbene per gli investigatori non c’è al momento una ipotesi “privilegiata”.

“Attendiamo gli esiti degli accertamenti in corso e di sentire diverse persone”, si è limitato a dire il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Cosimo Fiore, ai giornalisti. In casa con la donna trovata morta in un casolare in località Varesina c’era solo il figlio. La vittima, una casalinga, Anna Maria Cenciarini, è stata trovata in cucina, con addosso il pigiama. Secondo gli elementi raccolti finora dagli investigatori è stata raggiunta da diverse pugnalate tra addome e collo, almeno una decina. E’ molto probabile che l’omicidio sia maturato in famiglia, per contrasti finora sconosciuti.

Il giovane – in base a quanto ha riferito dal figlio ai militari – era in camera sua quando avrebbe sentito urlare la madre. Quindi, dopo averla trovata, ha avvertito il padre. In base agli accertamenti condotti finora le ferite sono state inferte con un coltello da cucina trovato accanto alla vittima. Nessun segno di effrazione sul casolare dove stamani è stata trovata morta una donna nei dintorni di Città di Castello è stato trovato dai carabinieri che indagano su quanto successo. Sul posto si sono portati anche il magistrato di turno ed il procuratore aggiunto Antonella Duchini. Poco dopo i due magistrati hanno lasciato l’abitazione per recarsi a sentire i familiari della vittima.

“Sono cose che pensi possano succedere solo agli altri… quando le vedi in tv”: il fratello della donna trovata morta in casa a Città di Castello ha lo sguardo che sembra assente mentre parla con i giornalisti. Con un piccolo gruppo di altri parenti è davanti all’abitazione di famiglia. Su quanto successo l’uomo preferisce non fare ipotesi. Parla di una “famiglia normale” che aveva trascorso insieme il Natale. “E mia sorella – aggiunge – aveva già programmato cosa fare per la fine dell’anno”. Un omicidio al momento inspiegabile.

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