Crolla mezzo palazzo a Roma. Tutti salvi ma è strage sfiorata

Ecco come si presenta il palazzo a Roma. Crollati gli ultimi tre piani. Causa forse per lavori in appartamento.  (Ansa/Massimo Percossi)
Ecco come si presenta il palazzo a Roma. Crollati gli ultimi tre piani. Causa forse per lavori in appartamento. (Ansa/Massimo Percossi)

Strage sfiorata nella notte a Roma, quando per cause ancora da accertare sono crollati 3 piani di uno stabile di Lungotevere Flaminio, nel cuore dell Capitale. Fortunatamente non si contano vittime e feriti, ma lo spavento è stato tantissimo. L’intervento provvidenziale che ha salvato decine di persone, è stato di una inquilina che nella notte sentendo degli scricchiolii e rumori insoliti in casa sua, ha allertato la polizia municipale e i vigili del fuoco.

Intervenuti subito sul posto, i pompieri hanno prima fatto un sopralluogo, e poi fatto in tempo ad evacuare le circa dieci famiglie che dormivano nelle abitazioni. Dopo qualche minuto il cedimento degli ultimi tre piani avvenuto proprio davanti agli occhi degli inquilini che si sono salvati per un soffio. Molta gente in lacrime e incredula per il pericolo scampato, ma anche sconvolta per aver perso ogni cosa, oltre la casa. Il crollo ha provocato un fortissimo boato e sollevato una grande nube di polvere, oltre la distruzione di alcune auto in sosta.

Il collasso strutturale ha interessato il settimo, il sesto e il quinto piano di un edificio al civico 70, di Lungotevere, vicino al teatro Olimpico. Ancora non è stato acclarato, ma i lavori in un appartamento dell’edificio potrebbero aver causato il crollo.

Il comandante dei vigili urbani di Roma, Raffaele Clemente, ha affermato che “C’è un’ indagine di polizia giudiziaria, pare ci fossero dei lavori e dobbiamo capire che tipo di interazione ci sia stata tra i lavori e il collasso. Si saprà di più nel primo pomeriggio”.

Lo stabile crollato è del 1928, finito nel 1939, ed è costruito con determinati criteri strutturali. Tutto il resto dell’edificio infatti ha retto, qualcosa sarà successo al quinto piano, e il solaio sottostante regge da solo il peso delle macerie.

“Io – racconta l’ingegner Andrea Ciacchella – abito al secondo piano del palazzo. A mezzanotte e venti l’inquilina del 7 piano ha sentito degli scricchiolii. Avendo contatti diretti con le forze dell’ordine, ha chiamato e sono accorsi i vigili del fuoco. Li ho fatti entrare anche a casa mia – ha affermato – ma da me non c’erano problemi. Allora siamo saliti al settimo piano, e c’erano delle aperture sul solaio, lungo la muratura. Per cui con i vigili del fuoco abbiamo ipotizzato un cedimento e concordato l’evacuazione. Al momento del crollo – prosegue l’ingegnere – non ho visto nulla, c’era una grande nube, sembrava come le Torri Gemelle. Saranno state le 2 di notte, ma avevo perso la cognizione del tempo. I vigili del fuoco stavano per rientrare per un secondo sopralluogo – ha aggiunto – per fortuna non sono rientrati”.

Condividi