Violenza sulle donne in aumento, nonostante le leggi

Violenza sulle donne in aumento, nonostante le leggi
Violenza sulle donne. E’ ora di dire basta!

Tre femminicidi nel giro di poche ore, ultimi in ordine Pozzuoli, Catania e Brescia. Le vittime sono sempre loro: le donne. Uno sterminio silenzioso che si consuma dietro le mura domestiche, al riparo dalla strada e dai luoghi affollati e, spesso, alla presenza dei figli minori. Uomini che prevalgono con l’uso della forza per le ragioni più disparate. Motivi che il più delle volte vengono contrassegnate come futili: liti per gelosia, l’affidamento dei figli, il disamore di rapporti nati male e finiti peggio con omicidi, tentati omicidi o lesioni che lasciano il segno permanente, piuttosto che epiloghi come gli omicidi-suicidi.

La lista è lunga. E non bastano le denunce (poche), sebbene le leggi a tutela della donna oggi sono più evolute di 30 anni fa. Basti citare quella sullo stalking e sul femminicidio. Norme che purtroppo non frenano l’ondata di violenza e maltrattamenti in famiglia. Un “male” oscuro che si cela in ambienti casalinghi e nella mente di “psicolabili” definiti fino al giorno prima “persone normali”. Ed è la “normalità” a preoccupare.

Lo dicono i numeri dell’Istat disponibili. Il rapporto 2014 sulla violenza sulle donne parla di un fenomeno “ampio e dissuso”. Sono 6 milioni 788 mila le donne che subiscono violenza fisica, psicologica o sessuale.
Di questi, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri, dice il rapporto.

Le donne straniere hanno subìto violenza fisica o sessuale in misura simile alle italiane nel corso della vita (31,3% e 31,5%). La violenza fisica è più frequente fra le straniere (25,7% contro 19,6%), mentre quella sessuale più tra le italiane (21,5% contro 16,2%). Le straniere sono molto più soggette a stupri e tentati stupri (7,7% contro 5,1%). Le donne moldave (37,3%), rumene (33,9%) e ucraine (33,2%) subiscono più violenze.

I partner attuali o ex commettono violenza sulle donne più gravi. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente. Gli sconosciuti sono nella maggior parte dei casi autori di molestie sessuali (76,8%).

Il 10,6% delle donne ha subìto violenze sessuali prima dei 16 anni. Considerando il totale delle violenze subìte da donne con figli, aumenta la percentuale dei figli che hanno assistito ad episodi di violenza sulla propria madre (dal 60,3% del dato del 2006 al 65,2% rilevato nel 2014)

Le donne separate o divorziate hanno subìto violenze fisiche o sessuali in misura maggiore rispetto alle altre (51,4% contro 31,5%). Critica anche la situazione delle donne con problemi di salute o disabilità: ha subìto violenze fisiche o sessuali il 36% di chi è in cattive condizioni di salute e il 36,6% di chi ha limitazioni gravi. Il rischio di subire stupri o tentati stupri è doppio (10% contro il 4,7% delle donne senza problemi).

Emergono importanti segnali di miglioramento rispetto all’indagine precedente: negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3% all’11,3%, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006. Ciò è frutto di una maggiore informazione, del lavoro sul campo ma soprattutto di una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno e di un clima sociale di maggiore condanna della violenza.

E’ in calo sia la violenza fisica sia la sessuale, dai partner e ex partner (dal 5,1% al 4% la fisica, dal 2,8% al 2% la sessuale) come dai non partner (dal 9% al 7,7%). Il calo è particolarmente accentuato per le studentesse, che passano dal 17,1% all’11,9% nel caso di ex partner, dal 5,3% al 2,4% da partner attuale e dal 26,5% al 22% da non partner.

In forte calo anche la violenza psicologica dal partner attuale (dal 42,3% al 26,4%), soprattutto se non affiancata da violenza fisica e sessuale.

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Alla maggiore capacità delle donne di uscire dalle relazioni violente o di prevenirle si affianca anche una maggiore consapevolezza. Più spesso considerano la violenza subìta un reato (dal 14,3% al 29,6% per la violenza da partner) e la denunciano di più alle forze dell’ordine (dal 6,7% all’11,8%). Più spesso ne parlano con qualcuno (dal 67,8% al 75,9%) e cercano aiuto presso i servizi specializzati, centri antiviolenza, sportelli (dal 2,4% al 4,9%). La stessa situazione si riscontra per le violenze da parte dei non partner.

Rispetto al 2006, le vittime sono più soddisfatte del lavoro delle forze dell’ordine. Per le violenze da partner o ex, le donne molto soddisfatte passano dal 9,9% al 28,5%.

Si segnalano però anche elementi negativi. Non si intacca lo zoccolo duro della violenza, gli stupri e i tentati stupri (1,2% sia per il 2006 sia per il 2014). Le violenze sono più gravi: aumentano quelle che hanno causato ferite (dal 26,3% al 40,2% da partner) e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita (dal 18,8% del 2006 al 34,5% del 2014). Anche le violenze da parte dei non partner sono più gravi.

3 milioni 466 mila donne hanno subìto stalking nel corso della vita, il 16,1% delle donne. Di queste, 1 milione 524 mila l’ha subìto dall’ex partner, 2 milioni 229 mila da persone diverse dall’ex partner.

Intanto, contro la violenza sulle donne, nasce la Nazionale di calcio delle parlamentari della Repubblica (guarda il video sopra). Una iniziativa, dicono, volta a sensibilizzare tutti sul tema della violenza, in tutte le sue forme, contro le donne. Un approccio che deve essere culturale

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