Corruzione, arrestato Mimmo Consales, sindaco Pd di Brindisi

Corruzione, arrestato Mimmo Consales, sindaco di Brindisi
Mimmo Consales, sindaco di Brindisi

Il sindaco Pd di Brindisi, Mimmo Consales, l’imprenditore Luca Screti e il commercialista leccese Massimo Vergara, sono stati arrestati dalla Digos della questura di Brindisi nell’ambito di un’indagine relativa alla gestione dei rifiuti nella città pugliese. Nei confronti del primo cittadino e del commercialista sono stati disposti gli arresti domiciliari mentre per l’imprenditoreLuca Screti, amministratore della società di rifiuti Nubile Srl, il Gip presso il tribunale di Brindisi ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. I tre sono accusati, in concorso e a vario titolo, di abuso d’ufficio, corruzione, concussione e truffa.

Al centro dell’inchiesta, l’esclusione della precedente società di rifiuti Monteco Srl e il successivo affidamento da parte del sindaco alla Nubile di gestire il ciclo dei rifiuti a Brindisi, con presunti “favori” dalla società a Consales, che era esposto debitoriamente con Equitalia per circa 300mila euro. La Nubile, secondo gli investigatori, avrebbe avrebbe pagato a Mimmo Consales varie rate del debito verso la società di riscossione. Cosa che la Digos ritiene sia l’elemento corruttivo tutto da provare. Somme che sarebbero state pagate da Screti per il tramite del presunto coinvolgimento del commercialista Massimo Vergara. Pagamaneti avvenuti con denaro non tracciabile che ha avrebbe attivato il sistema antiriciclaggio con una segnalazione che ha dato via all’inchiesta nel 2013.

Si tratta, spiegano gli inquirenti, di una “connection corruttiva”, sullo sfondo del grande affare dei rifiuti nel territorio di Brindisi, segnato da due importanti anomalie, l’esclusione della zona industriale e di quella dei centri commerciali dal bando per la raccolta, la differenziazione e il trasporto degli Rsu, e la “gestione separata” degli impianti di trattamento e stoccaggio. Non un ciclo unico, ma un affare diviso per tre: quello dell’igiene urbana, quello del servizio alle aziende industriali e commerciali, il controllo dell’impianto di Cdr-Css e della discarica di servizio di Autigno, già al centro di polemiche e sequestri per inquinamento.

La parte visibile, quella meno lucrosa e più problematica: la pulizia della città, l’organizzazione della raccolta differenziata. Tanta fatica, tanta esposizione, le tensioni con i cittadini, quelle con i sindacati e il personale. Monteco ha denunciato nel corso del suo mandato centinaia e centinaia di episodi di danneggiamento costante, quasi scientifico. Ma al sindaco Mimmo Consales, la Monteco Srl – che ora gestisce il servizio a Lecce – evidentemente non piaceva.

Monteco viene liquidata dal sindaco Cosimo Mimmo Consales dopo un contenzioso duro davanti al Tar. La polizia ritiene che abbia usato lo strumento dell’ordinanza contingibile e urgente per fare entrare un’altra impresa con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: la caduta della raccolta differenziata, e il costo pro-capite del servizio più caro d’Italia, un servizio su cui piovono senza soste le critiche dell’utenza.

Anche su questo la Digos ha lavorato a lungo, e alla fine ha affidato alla locale procura della Rebubblica, dopo un percorso segnato anche da sequestri e denunce, una relazione di oltre tremila pagine in cui è disegnato il profilo delle presunte infiltrazioni malavitose. Ma anche il vasto sottobosco di ditte che si muovono nelle aree franche dal servizio di raccolta ordinario, e che portavano la spazzatura delle imprese della zona industriale direttamente in discarica, con classificazioni generiche di rifiuti solidi urbani, e in uno scenario di violazione evidente – ritiene la polizia – del diritto di privativa del Comune. Che però non si preoccupava di questa “terra di mezzo”.

La musica è cambiata quando la legge ha spostato dai Comuni in capo ai gestori delle discariche l’onere del controllo sulla natura dei rifiuti. E il flusso ha subito un dirottamento forzoso verso un impianto privato di un’altra provincia, a costi molto salati. E la gestione degli impianti? Qui la Digos e le ispezioni hanno rilevato diverse omissioni, per ora presunte, sino a ritenere infedeli gli atti di rendicontazione di interventi di manutenzione affidati ad una impresa esterna, indagine sfociata nelle informazioni di garanzia al succitato imprenditore amministratore della Nubile Srl, e all’amministratore della ditta che aveva fatturato.

Le ipotesi di reato, frode in pubblica fornitura, inadempimento di contratti di pubbliche forniture e false fatture per operazioni del tutto o in parte inesistenti. Ne nacque una indagine stralcio di quella in cui il sindaco, il commercialista Massimo Vergara e lo stesso imprenditore erano sospettati di ricettazione, abuso d’ufficio e riciclaggio per le somme in contanti prive di tracciabilità che il primo cittadino utilizzava per pagare le tranche del suo debito di oltre 300mila euro con Equitalia.

Modalità vietata dalla legge, ma c’era il direttore dell’epoca dell’agenzia a Brindisi , che obbligava – dicono le accuse a base del processo in corso su questa parte della vicenda – due suoi dipendenti ad accettarle, guadagnandosi l’incriminazione per concussione in concorso col sindaco. Il punto successivo per la Digos era capire da dove provenivano quei soldi.

La pista Nubile nasce da questo interrogativo, e si inoltra negli affidamenti che la società aveva ottenuto dal Comune, e in una gestione degli impianti ritenuta irregolare, ma che il Comune contesta, con atto firmato dal sindaco, dopo che a quest’ultimo era stato recapitato anche un avviso di garanzia per corruzione in atti di ufficio e nella commissione di atti contrari ai doveri di ufficio.

L’indagine ad un certo punto è stata incartata, con quella che la polizia ed i pm ritengono sia la prova della presunta connection Nubile-Mimmo Consales, ma la vicenda dei due impianti no: nel maggio del 2015 il Noe sequestra la discarica di Autigno dopo una relazione dell’Arpa sulla contaminazione della falda, e su indagini di un terzo pubblico ministero che indaga anche funzionari della Provincia e della stessa Arpa. L’impianto di Cdr invece non regge la missione, all’interno i sopralluoghi rilevano violazioni di varie normative, e sotto la pressione dei rifiuti da biostabilizzare il meccanismo si inceppa e si ferma. E’ crisi.

La Regione commissaria l’Organo di governo d’ambito di Brindisi, la città conosce la sua peggiore emergenza rifiuti, in altri comuni invece se la cavano molto meglio. Nubile ribatte alle accuse. Sostiene di essere stato costretto a rilevare impianti già problematici. La colpa, insomma, sarebbe del Comune, ma la Regione chiede perentoriamente al sindaco di revocare il contratto con la società di gestione, che non solo non riesce ad attuare il revamping dell’impianto di Cdr, ma non attua neppure le disposizioni ricevute da procura e Arpa per mettere in sicurezza la discarica di Autigno.

Il sindaco Mimmo Consales, si sarebbe dato da fare: l’Oga è commissariato, ma il proprietario degli impianti è il Comune di Brindisi. Nubile se ne va, promette cause per danni, il resto è storia recente: Amiu Bari deve sostituirla provvisoriamente, ma ci sono problemi, anche nella gara – sospesa dal Tar – per la rimozione del percolato. Il bando lo ha fatto il Comune di Brindisi. In questi giorni sono anche scaduti i termini per la gara che deve designare il gestore unico del ciclo dei rifiuti nell’Aro Brindisi 2, quello in cui c’è anche il capoluogo.

Cosimo Consales detto Mimmo, 57 anni, era stato eletto nel 2012 nelle fila del Partito Democratico. Si era autosospeso nel 2013 in seguito a un’indagine per concussione. Evento che ha creato non poche tensioni all’interno dei dem, tra cui l’attuale governatore pugliese, l’ex magistrato Emiliano, che insieme ad altri dirigenti Pd spingevano per le dimissioni di Consales. La Vigilia di Natale 2015 Emiliano, ha inviato una lettera al primo cittadino e ai rappresentanti del Pd in consiglio comunale avvertendoli di non utilizzare il simbolo del partito di Matteo Renzi nelle loro convention.

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