Blitz anti assenteismo ad Acireale. 3 arresti e 60 indagati

Blitz anti assenteismo ad Acireale. 3 arresti e 60 indagatiNumerosi dipendenti del comune di Acireale sono finiti nei guai per assenteismo. Al termine di una inchiesta condotta dalla polizia di Stato e coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, sono state arrestate 3 persone, emessi 12 provvedimenti di obbligo di firma e circa cinquanta denunce. I presunti furbetti del cartellino sono accusati a vario titolo di truffa e falso.

Nel comune di Acireale, sarebbe stato posto in essere forme di assenteismo controllato simili a quelle registrate a Sanremo nei mesi scorsi. Dipendenti che avrebbero “stisciato” il cartellino per altri colleghi mentre questi si trovavano altrove.

L’attività investigativa, condotta nell’arco temporale febbraio – marzo 2015 è stata portata avanti, in sinergia con l’autorità giudiziaria, dagli agenti del commissariato di Acireale i quali hanno anche fatto ricorso a intercettazioni ambientali e videoriprese.

Questo tipo di investigazioni, spiegano gli inquirenti, hanno consentito di individuare l’esistenza di una consolidata e articolata prassi da parte di numerosi dipendenti del Comune di Acireale, consistente nella “strisciatura plurima” dei badge personali presso gli appositi “rilevatori di presenza”, in modo da far risultare l’ingresso e la presenza all’interno dell’ufficio di appartenenza di colleghi che, in quel momento, non erano presenti e che, in taluni casi, non avrebbero prestato effettivo servizio.

Le indagini, infatti, sono state supportate dalle immagini ottenute da alcune telecamere nascoste, installate dagli investigatori presso gli ingressi dell’edificio comunale, dalle quali si potevano ben vedere alcuni dipendenti comunali che “strisciavano” un numero plurimo di badge (oscillante tra i due e i cinque), talvolta anche consecutivamente, in modo da far rilevare al sistema informatico la presenza dei colleghi in realtà assenti.

Ovviamente, quanto è risultato dalle immagini così acquisite è stato incrociato con i dati estrapolati proprio dal sistema informatico di rilevazione delle presenze del Comune di Acireale che, collegato ai “lettori marcatempo”, permetteva ai dipendenti “infedeli” di apparire “formalmente” presenti e, quindi, percepire il relativo compenso economico.

Questa attività di incrocio dei dati e di riscontro, unita a una individuazione fotografica degli stessi dipendenti, ha permesso agli agenti di identificare compiutamente e, quindi di denunciare, 62 dipendenti comunali: tra essi, alcuni sono gli esecutori materiali delle strisciate plurime, altri sono i beneficiari delle predette condotte illecite.

I provvedimenti cautelari sono stati, dunque, richiesti ed ottenuti da parte dell’autorità giudiziaria unicamente nei confronti delle tre persone poste agli arresti domiciliari le cui posizioni processuali sono risultate di maggiore gravità. Si tratta di Orazio Mammino di 39 posti, Mario Primavera, 59 anni e Venera Lizio di 71 anni.

L’indagine ha preso vita il 26 febbraio 2015 e si è bruscamente interrotta il 13 marzo successivo allorquando uno dei dipendenti indagati, prima di effettuare la strisciata di routine, guardandosi intorno con attenzione allo scopo di verificare di non essere osservato, ha notato la presenza della telecamera, nonostante la stessa fosse ben occultata. L’uomo l’ha immediatamente danneggiata, asportandola o comunque rendendola inutilizzabile. Nonostante il breve arco cronologico dell’indagine, è emersa una situazione di diffusa illegalità che ha riguardato poco meno di un quarto dei dipendenti comunali in servizio presso gli uffici oggetto di indagine.

L’attività investigativa si è, poi, concentrata sull’analisi delle posizioni e dei comportamenti di ciascun dipendente, al fine di distinguere opportunamente le condotte reiterate e continuative – sintomo di un preventivo accordo illecito tra i dipendenti interessati – dalle altre condotte che, in relazione all’intervallo temporale monitorato, sono apparse sporadiche e/o occasionali. In altri termini, si è cercato di capire chi fosse un “habituè” della strisciata multipla e chi, invece, ne facesse ricorso solo occasionalmente.

Inoltre, nel caso delle condotte ripetute, è stata presa in esame la circostanza che il dipendente possa essere stato, nel corso della giornata lavorativa considerata, del tutto assente o meramente ritardatario.

Questo approfondimento investigativo è stato necessario al fine di quantificare temporalmente le “assenze” e, ferma l’illiceità di tutti i comportamenti irregolari rilevati, di graduarne il disvalore, nonché di quantificare il danno erariale.

Caso limite, ad esempio, quello di un dipendente il quale, nel periodo interessato, non si è mai recato al lavoro, se non per qualche breve e sporadica apparizione pur risultando presente, in base al registro informatico di rilevazione delle presenze: ciò grazie alle false “strisciate” effettuate da una sua collega compiacente, specificamente incaricata.

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