Inchiesta nella sanità lombarda, terremoto nella Lega

Inchiesta nella sanità lombarda, terremoto nella Lega
Da sinistra Fabio Rizzi e Roberto Maroni

L’inchiesta della procura di Monza ha messo in fibrillazione lo stato maggiore della Lega Nord, costretta a difendersi dagli attacchi politici dell’opposizione in consiglio regionale e dagli strali della maggioranza nel Paese. Per il governatore della Lombardia Roberto Maroni è la seconda volta che deve affrontare situazioni imbarazzanti di questo tipo. Lo scorso mese di ottobre le Fiamme gialle gli arrestarono il vicepresidente della Giunta regionale lombarda ed ex assessore alla Sanità, l’azzurro Mario Mantovani, sempre con accuse pesanti di presunte tangenti nella sanità lombarda.

Oggi è stato il turno del suo braccio destro, Fabio Rizzi, presidente della commissione Sanità al Pirellone. Accuse simili e nello stesso ambito, la sanità. Il settore “virtuoso” della Lega e modello di “efficienza”, tanto da diventare sotto la gestione Maroni il biglietto da visita del Carroccio. Rizzi è fra l’altro l’artefice della riforma sanitaria in Lombardia.

Il più incredulo è proprio lui, l’ex ministro dell’Interno che fa sapere di essere “deluso”, per l’inchiesta “Smile”. “Sono molto incazzato per quello che è successo, fermo restando la presunzione di innocenza e la fiducia nella magistratura”. commenta a caldo Maroni. “Il mio primo sentimento è di stupore e di grande delusione se le accuse fossero confermate nei confronti di Fabio Rizzi”.

Matteo Salvini, segretario federale del Carroccio su Facebook si dice, dopo “cinque riflessioni”, “Orgoglioso di essere il segretario della Lega”. Per Salvini “Chi sbaglia davvero, non merita la Lega. Spero che le accuse si rivelino una bufala. Spero che alcuni magistrati non siano in campagna elettorale, è accaduto già troppe volte.
Sono sicuro che l’eventuale errore di pochi non danneggi il lavoro delle migliaia di persone che ogni giorno mandano avanti benissimo gli ospedali in Lombardia”.

Esco ora dal Parlamento Europeo e leggo degli arresti in Lombardia.Prima riflessione: chi sbaglia davvero, non merita…

Pubblicato da Matteo Salvini su Martedì 16 febbraio 2016

Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo (Ncd), ha commentato sconfortato: “E’ un altro colpo alla credibilità del Consiglio regionale”, ha detto Cattaneo.

Contro, il M5S che con Stefano Buffagni, capogruppo pentastellato in Lombardia, solleva un “problema politico” e chiede senza mezzi termini le dimissioni. “Aspettiamo Maroni in aula – afferma Buffagni -, perché chiarisca la situazione. Non deve venire a difendere la sua poltrona o a ribadire il garantismo costituzionalmente sancito, il problema politico è enorme: venga ad annunciare che si dimette per il bene dei lombardi. Dopo l’arresto dell’ex Assessore alla Sanità Mantovani durante la giornata della legalità e quello del Presidente della Commissione Sanità Rizzi e autore della riforma durante il giorno della memoria è un colpo durissimo per la Lombardia. Le scope di Maroni non funzionano, serve una Lombardia a guida 5 stelle”.

Il blitz del comando provinciale dei carabinieri è stato fatto proprio nel giorno in cui in consiglio era in corso la commemorazione delle vittime delle forze dell’Ordine. I militari milanesi hanno effettuato delle perquisizioni al pirellone e nell’ufficio istituzionale di Fabio Rizzi, arrestato all’alba di stamane.

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